Poetica

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Questa sera sei bellissima

Se lo sai che non è finita, abbracciami


Ci ha messo un mese, un mese in cui non ci siamo quasi parlati perché lui aveva sempre bisogno di tempo e spazio. Credevo che il periodo del dolore sarebbe durato di più, che sarebbe stato tutto più tossico e crudele, ma lui, per la prima volta, ha scelto che affrontare il lutto un passo alla volta era la cosa giusta.

La prima cosa che abbiamo fatto insieme, quando è riuscito a guardarmi di nuovo in faccia, è stata intagliare la zucca di halloween insieme. E per la prima volta mi ha sorriso. Ci abbiamo messo una vita: José voleva farla con la faccia di Jack Skeletron. La bocca è stata così difficile da intagliare che a un certo punto abbiamo pensato di abbandonare l'impresa, ma poi José ha detto che a Manuel piaceva un sacco Tim Burton e voleva fargli questo piacere. La notte di Halloween l'abbiamo portata al cimitero e, nonostante facesse un freddo cane, siamo rimasti lì per un paio d'ore solo per far vedere a Manuel la nostra opera d'arte.

Non ho provato a fargli dimenticare i suoi problemi: ho semplicemente cercato di abituarmi alla loro presenza. Esattamente come sta facendo José. Per questo a giorni alterni andiamo a comprare i fiori da portare sia alla tomba di Manuel che a quella di Michael. Ogni volta cerchiamo di trovarne di diversi. José ormai non ha più paura nemmeno di ridere sul serio.

Siamo andati anche al mare. L'abbiamo fatto parecchie volte in realtà. Gli ho raccontato quanto mi piace e lui ha deciso che dovevamo cominciare a frequentare la spiaggia più di frequente. Mettiamo un telo per terra e restiamo lì a guardare il tramonto. Lui spesso rimane in silenzio per la maggior parte del tempo, ma a me va bene anche così: so che ha bisogno di prendersi un momento per riordinare i pensieri.

Abbiamo provato anche a trovare dei punti d'incontro nei nostri hobby più personali. Dato che sono così impegnata con gli allenamenti, è capitato più volte che lui assistesse e un giorno se n'è venuto fuori con il fatto che gli sarebbe piaciuto provare a cavalcare. Due giorni dopo era in sella a Ophelia. Mi ha detto che si sentiva il re del mondo su quel gigante. L'ho portato in passeggiata e, con Stardust, gli ho fatto il culo quando abbiamo provato a galoppare su un sentiero sicuro. José è quasi caduto un paio di volte, ma ha ancora tutte e dieci le dita della mani e questo non era scontato dato che non era mai salito su un cavallo.

Abbiamo passato anche tre giorni lontani da Amadora: siamo andati in campagna ad aiutare lo zio di Mariana con la fine della raccolta delle mele. Quando ci siamo addormentati per la prima volta nel letto scomodissimo del casale e ho visto i lineamenti di José distendersi dopo la lunga giornata di lavoro, ho capito che si stava riprendendo sul serio. Non che il lutto non lo toccasse, semplicemente era arrivato il momento in cui riusciva a guardarsi allo specchio e non pensare subito che senza Manuel non era nessuno.

La cosa più sconvolgente che è successa durante la ripresa di José è che mi ha lasciato entrare davvero nella sua vita. Il ventuno novembre, per il suo compleanno, José ha deciso di fare una passeggiata nel parco in centro città. E con lui ha portato Carlos. Ero così contenta di vedere il fratello di José che quasi mi sono dimenticata di fare gli auguri al mio ragazzo. Ci siamo parlati per ore e José si è semplicemente limitato ad ascoltare quello che ci dicevamo. Non ha provato ad allontanarci: voleva solo rimediare all'errore che aveva commesso settimane fa.

Ho fatto sì che José scoprisse Descendants, uno dei miei film preferiti. Ho pianto tutte le mie lacrime nei momenti più tristi mentre lui rideva di me. Non nego di essermi sentita giudicata, ma almeno José rideva, e lo faceva con tale naturalezza da lasciarmi sconvolta.

Sono andata anche a vedere l'ultima partita del campionato studentesco e la squadra della Blossom Groove ha vinto. José era felicissimo, ma alla fine della partita, prima di andare a fare allungamento, è salito sulle gradinate per prendermi e fare due tiri in campo. Tutti ci guardavano, ma io, per una volta, ho deciso di fingere che ci fosse solo lui ad osservarmi. Faccio pena a basket, ma se lui mi prendeva sulle spalle, con un piccolo slancio riuscivo ad appendermi al canestro.

Mare ci ha riempiti di foto quella sera e una, il giorno dopo, José ne ha portata una da Manuel per fargli sapere che alla fine io e lui ce l'avevamo fatta: avevamo smesso di litigare decidendo di amarci.

E ora siamo qui. Mancano solo tre giorni alle CIE e la mia travagliata storia d'amore sta andando a gonfie vele. Siamo ancora malinconici, chi non lo sarebbe? Ma ci stiamo rimettendo in piedi.

Cosa potrebbe ancora andare male?

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora