Haven't I given enough?
José
Siamo tutti a casa di Mare. Il piano è semplice: loro non si faranno sentire e io condurrò la chiamata. Dobbiamo solo avere delle informazioni così da poter capire dove andare dopo che saremo scesi dall'aereo.
L'abbiamo depistato in tutti i modi. Siamo arrivati a fargli credere di aver organizzato una vacanza senza di lui.
Siamo senza cuore, ma è per una buona causa: tornare da Manuel e aiutarlo a non sentirsi catapultato in un universo dove non c'è nessuno che lo conosca davvero.
Il telefono squilla e tutti e sette ci sporgiamo sullo schermo, in attesa della risposta.
"Joshy! Come stai?"
"Bene, amico. Finalmente la scuola è finita, ma l'ultimo giorno non è stato lo stesso senza di te." Dico con una nota di nostalgia nella voce. A lui piace da morire l'ultimo giorno e io ho solo fumato, senza di lui. Niente cose buffe alla Santos.
"Questo è ovvio"
"Sei rimasto modesto, vedo" rido piano.
"Nessuno può cambiare questa mia qualità"
"Sì, vabbè!"
"Ho visto che fate un viaggio, tutti insieme"
Per la prima volta nella mia vita mi sento una persona di merda perché sto facendo stare male il mio migliore amico.
"Sì...ci facciamo una vacanzina. Da mercoledì a lunedì."
"Non mi avete nemmeno chiesto se volevo venire con voi"
"Ci hai detto che tua zia è una strega, abbiamo pensato che non ti avrebbe nemmeno fatto mettere piede fuori di casa." Sono una persona di merda.
"L'avrei costretta"
"Mi dispiace, Manuel: dovevamo pensarci"
"Sì, dovevate, ma non fa niente. Ormai me la sono messa via." I miei amici si scambiano sguardi. Alcuni sorridono perché sanno che andremo da lui a breve, ma io e Sav sappiamo che lui sta malissimo in questo momento, quindi i nostri occhi hanno solo tristezza al loro interno. Non comunicano altro.
"Dai dimmi che fai per l'inizio dell'estate!" Ora, dopo tutto questo, è ora di cercare le informazioni.
"Gita in barca: un nostro amico ha lo yacht e vuole portarci su un isola, Ponza, mi sembra si chiami."
"Beh, figo. Però dimmi, amico, tu dove vivi esattamente?" Sono già troppo specifico. Al massimo gli dirò che sono fatto come un albero.
"In un complesso residenziale per ricchi"
"Come si chiama?"
"Perché tutte queste domande?"
"Ma che cazzo ne so! Voglio solo conoscere il mio migliore amico." La prossima volta che lo chiede giuro che gli dico che ho fumato per tre giorni di fila pensando a quanto sono solo senza di lui. Cosa che in realtà è la verità.
"Si chiama Colle Veio. Adesso vuoi anche sapere in che appartamento e scala?"
Ah, Manuel e il sarcasmo non si divideranno mai. Io però faccio finta di non aver capito che non era una domanda vera.
"Sì, dai, dimmi tutto!"
"Scala C, settimo piano. Contento, piccolo stalker?"
"Molto soddisfatto"
"Tu non stai bene, amico"
"Me lo dite da diverso tempo, tu e Leandro." Ne segue un silenzio tombale nel quale mi chiedo seriamente se non abbia attaccato senza che me ne accorgessi. "Senti, Manuel, devi tornare qui e mettere a posto quella questione con Evan e la sua banda, ho paura che se la prenderà con noi se tu non intervieni." Gli confesso bisbigliando. Tutti gli sguardi saettano su di me. In particolar modo quello di Leandro, che stringe subito a sé Mare. La protegge sempre e comunque. Questa è una cosa che odio di quella ragazza: quando ti affezioni troppo a lei, finisci per difenderla sempre, anche quando è nel torto marcio.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomanceThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
