In the Name of Love

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If I told you this was only gonna hurt
If I warned you that the fire's gonna burn
Would you walk in?
Would you let me do it first?
Do it all in the name of love
Would you let me lead you even when you're blind?
In the darkness, in the middle of the night

In the silence, when there's no one by your side

Would you call in the name of love?

"A Fravenia non c'erano le partite del campionato scolastico?" mi chiede Savanna urlando. Siamo in estate ormai, ma il campionato scolastico qui continua fino a luglio per lasciare liberi i primi mesi di scuola e permettere a tutti gli istituti di fare le selezioni a ottobre.

"No! Non avevo nemmeno una scuola in cui andare a guardarle!"

"Oh mio Dio! Deve essere stato orribile!" Credo si stia lasciando andare alla nostalgia per Manuel, perché mi stringe in un abbraccio che sa di tequila. "Rimedieremo: il tuo uomo è il capitano della squadra, qui! Non sai quanto sono sexy i giocatori!"

Mi viene da ridere ad ascoltarla delirare.

"Non mi hai mai detto se c'è qualcuno che ti interessa, Sav."

"Non c'è nessuno! Non più almeno. Ho deciso di dedicarmi a me stessa. Voglio essere la mia priorità, per una volta."

"Vuoi parlarne?"

"No, in realtà no. Odio parlarne."

"Perfetto" so come ci si sente ad essere obbligati a parlare di cose che ci fanno male. Sembra di spargere sale su un taglio che ancora sanguina.

"Non hai intenzione di forzarmi?"

"No, non lo farò"

"Sai, è strano"

"Perché?"

"Il mio terapista prova da mesi a farmi parlare, ma io ho più voglia di dire quello che è successo a te rispetto che a lui. Non fraintendermi, non dirò una parola: non voglio ritrovarmi a piangere come una pazza."

"Va bene, Sav. Voglio solo che tu sappia che se mai volessi sfogarti, anche senza dirmi riguardo a cosa, io ci sono per ascoltarti."

Ed è in questo momento che la squadra della Blossom Groove fa il suo ingresso in campo. I giocatori sembrano illuminati da una luce divina mentre percorrono di corsa la lunghezza del campo per andare a posizionarsi dalla parte opposta rispetto a dove li aspettano gli avversari.

Individuo José tra i tanti e non posso fare a meno di notare che sorride. Sorride davvero. Non mi cerca tra la folla e mi fa piacere, perché significa che si sente tranquillo. José è felice. E vuole che assista alla sua felicità.

L'arbitro fischia e i giocatori si dividono: alcuni vanno in panchina, altri rimangono in campo. José si posiziona all'interno del cerchio a centrocampo.

Nella mia testa si ripetono una serie di nozioni riguardanti il basket che ho imparato, o almeno cercato di imparare, mentre venivo qui con José.

"Sai qualcosa di tutto questo?" mi chiede Sav come se mi leggesse nella mente.

Io annuisco, ma dalla mia bocca escono parole diverse. "Assolutamente no."

La palla viene lanciata in aria e i giocatori ci si buttano addosso come se fosse la cosa più preziosa sulla faccia della terra.

Seguono tre quarti d'ora in cui si alternano risse, canestri, esultanze e una sequela di insulti che farebbero concorrenza agli haters che twittavano #disasterprincess. Il risultato però non è niente male: la Blossom Groove vince alla grande, 120 a 103, e quando José mi viene incontro dopo la doccia sembra ancora contento.

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora