I hate you, I love you
I hate that I love you
Don't want to, but I can't put nobody else above you
José
"In mia difesa, le ragazze non trovavano i vestiti" dice Manuel alzando le mani quando vede le nostre facce scocciate mentre scende dall'auto per venirci incontro.
"Assolutamente prevedibile" commento arrabbiato: lo stiamo aspettando da mezz'ora. "Come sta il principino, Sua Altezza?" chiedo mentre Ana mi passa accanto. Lei abbassa gli occhi.
Cosa succede, Angel? Non vuoi nemmeno guardarmi?
La gara che Manuel è stato obbligato a organizzare è la più eccitante a cui io abbia mai partecipato. Le macchine si muovono con tale grazia nel numero iniziale che mi sembra di volteggiare tra le nuvole. La Ferrari corre davanti al cruscotto della Mustang e l'unica cosa che riesco a pensare è che c'è lì Ana, al volante. E che, se si facesse male, probabilmente morirei con lei.
Dopo il discorso che ha provato a farmi sto rivalutando tutto quello che ci è successo, ma non sono ancora pronto a perdonarla.
Forse può suonare controverso, alle orecchie della gente, il fatto che io sarei disposto anche in questo momento a fare da scudo al suo corpo con il mio contro ogni possibile minaccia, ma io sono così: anni di terapia mi hanno fatto capire che sono una persona estremamente emotiva sotto la superficie e che quando creo un legame quello è per sempre.
Non so perché stia pensando agli insegnamenti della mia terapista in questo momento, sinceramente ho ancora tanta strada da fare prima di capire come funziona il mio maledetto cervello, so solo che ogni tanto, quando penso ad Ana, mi tornano in mente le sedute e mi ritrovo a fare un rapido calcolo mentale dei giorni che mancano alla prossima. Lo giuro, non so perché mi capita.
Probabilmente perché anche Ana avrebbe bisogno di uno psicologo. Quella ragazza ha tanti di quei problemi che la mia terapeuta potrebbe divertirsi per anni.
"Non c'è un cazzo da vedere, andate a godervi l'ultima corsa. Forza!" La voce di Savanna riempie l'Arena mentre cerca di allontanare la folla che si sta radunando attorno a lei e Mare. Non vedo niente, sono troppo occupato a osservare i movimenti della volpe reale che mi si sta avvicinando.
"Vattene, non voglio parlarti" le dico stringendo i denti. Questa è la terza volta che la mando via oggi e non ho intenzione di rifiutarla ancora. Non sono ancora pronto. Deve solo capirlo.
"No, non me ne vado"
"Angel, non ci riesco, okay? Non ce la faccio a parlarti!"
"Devi lasciarmi spiegare! Io..."
"Sbrigati!" Urlo a Manuel appena lo vedo avvicinarsi. "Sappiamo tutti che questa è l'unica corsa che conta davvero, amico, quindi fatti valere." Lo avvicino a me e mi allontano di un passo da Ana mentre sussurro al suo orecchio. Così riesco ad accompagnarlo ai blocchi di partenza e la principessa rinuncia alla conversazione.
"No! No! No! Non può essere vero! Non puoi aver vinto ancora!" Sbraita Evan avvicinandosi a Manuel alle sue spalle. Tira fuori qualcosa dalla tasca e preme la mano sulla nuca del mio migliore amico. Ci metto troppo a capire che si tratta di una pistola.
Mare spalanca gli occhi, Sav si porta le mani alla bocca e io, d'istinto, metto un braccio davanti al corpo di Ana per proteggerla nonostante abbia detto più volte, nelle ultime ore, che deve starmi lontano. "Adesso, di' che ho vinto io"
Cazzo, è pure fatto.
"Evan, non risolverai nulla sparandogli" Sav sta piangendo. La capisco: se non dovessi dimostrare lucidità piangerei anche io.
"Stai zitta, chi ti ha detto nulla? Questa è una storia tra me e Santos, vero? Di come io abbia fatto la spia a quella giornalista e di tutte le ripicche che ne sono seguite. Non sai quando ho goduto nel rovinarti. Ma adesso non siamo più bambini, giusto? Adesso io ho la pistola e tu non hai niente, tranne la testa che sta per essere spappolata..." la risata di Evan mi provoca un brivido lungo la schiena: ho sempre saputo che era pazzo, ma non immaginavo che saremmo mai arrivati a questo.
Manuel, mentre il suo avversario ancora ride e si diverte a osservarlo, si gira di scatto e con un colpo del gomito ribalta le posizioni: ora è lui ad avere in mano l'arma. E io lo conosco: farà un casino di dimensioni colossali.
"Chi ride adesso? Andatevene tutti. Questa è una questione tra me e lui."
Io e Leandro siamo entrati in macchina diversi minuti fa. Lo stiamo aspettando, come facciamo sempre quando fa qualche minchiata. Noi ci sediamo e aspettiamo che abbia finito, nel caso dopo voglia parlarne con i suoi due migliori amici. Leandro gli serve per non cadere nel dolore, io per non sprofondare nella follia. Senza l'altro saremmo inutili in questi momenti.
Dopo minuti che mi sembrano interminabili, la portiera del passeggero si apre e Manuel si siede accanto a me. Ci metto meno di un secondo a notare che le sue mani sono sporche di un sangue che con ogni probabilità non è suo.
"Lo hai ammazzato?" gli chiedo al buio dopo aver acceso il motore ed essermi allontanato dall'Arena.
"No. Non voglio un'altra vita a perseguitarmi." mi risponde atono prima di appoggiare la testa al finestrino freddo.
Nessuno dice più nulla per il resto del tragitto e io ho tutto il tempo di pensare a quel paio d'occhi color canna di fucile e vedere come gongolavano quando hanno realizzato che mi ero sporto per proteggere la ragazza a cui appartenevano.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomanceThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
