Dancing With Your Ghost

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How do I love, how do I love again?

How do I trust, how do I trust again?


Manuel e Mariana

Il piccolo Manuel non aveva mai avuto molti amici. Era un bambino molto sensibile e questo gli impediva di stringere amicizie con i suoi coetanei poco maturi. Nella scuola nuova le cose non erano di certo cambiate: Manuel si era ritrovato completamente solo in un ambiente sconosciuto. Eppure, una mattina, mentre mangiava la sua merendina, ecco che una bambina dai riccioli scuri gli si sedette a fianco.

Manuel notò subito che qualcosa non andava in lei: sorrideva troppo.

"Ciao!" Lo salutò con entusiasmo e Manuel subito apparve corrucciato. "Che ti succede? Sei arrabbiato con me?"

"No, ma perché sei seduta con me?"

"Perché sei carino e sai sempre tutto in classe"

"Ma gli altri non stanno con me: dicono che sono troppo esagerato." Manuel stava distruggendo pian piano i suoi crackers.

"Non è vero, sei solo emotivo. Senti le tue emozioni con tutto il corpo, non solo con il cuore!" La bambina sorrideva ancora e quel dettaglio fece sorridere un po' anche Manuel. "Io mi chiamo Mariana, ma la mia mamma e il mio papà mi chiamano Mare. Tu?"

"Mi chiamo Manuel. Manuel Santos."

"Manuel, ti va se alla ricreazione lunga ci sposiamo?"


Manuel e Leandro

Leandro era da sempre il bambino più dolce che la scuola privata di Amadora avesse mai visto: i suoi grandi occhi azzurri racchiudevano il cielo e la spruzzata di lentiggini ricordava l'estate. Leandro, però, era sempre da solo perché agli altri bambini sembrava così strano che vivesse con la nonna. Dov'erano finiti la sua mamma e il suo papà? Poi, Evan, si era inventato che Leandro li aveva uccisi. Leandro era il bambino più gentile del mondo, ma era un emarginato. Per questo, quando vide per la prima volta Mariana e Manuel, insieme, che gli facevano segno di avvicinarsi, non ci credette. Non voleva raccontare a sua nonna che non aveva nessun amico a scuola: lei ci sarebbe rimasta troppo male.

Tornato a casa, quel pomeriggio, finalmente poteva raccontarle davvero cos'era successo a scuola.


Manuel e José

Mariana e Leandro erano bambini a cui piaceva socializzare. Dopo la nuova amicizia con Mare, Leo aveva iniziato a essere di nuovo incluso in classe. Era come se tutti si fossero dimenticati le falsità che Evan aveva messo in giro.

Manuel però odiava parlare con altri bambini. Per questo motivo, quando Mariana gli diceva di venire con lei e Leandro a giocare con tal dei tali, lui rispondeva sempre che doveva andare in bagno o che sentiva un forte mal di testa.

Una mattina di quelle, Manuel si nascose in un angolo del cortile per sfuggire alla gioia compulsiva di Mariana e alla sua voglia immane di fargli fare nuove amicizie. Se ne stava per i fatti suoi quando notò un bambino che veniva trascinato da un insegnante dentro il cancello della scuola. Manuel si mise a ridere. Il bambino si accorse di lui e subito rimase incuriosito. Si fece lasciare in pace dalla maestra e si diresse a lunghe falcate e con le mani in tasca da Manuel.

"Hai provato a scappare?" gli chiese lui.

"Sì, non mi piace questo posto" ammise il bambino.

"Come ti chiami? Io Manuel. Manuel Santos."

"Io José. José Guilera." Manuel capì che sarebbero diventati migliori amici nel momento in cui il bambino ripeté il suo nome e ci aggiunse il cognome, esattamente come faceva lui da sempre.

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora