*Buon mercoledì*
Mancano due capitoli alla fine di questa storia, siete contenti? Ihihihi <3 Non so se questo aggiornamento vi piacerà, ma spero che vi lasci con il fiato sospeso. Ci tengo a conoscere i vostri pareri, quindi non esitate a farmi sapere cosa ne pensate, è fondamentale per me ;-)
Grazie come sempre per il vostro meraviglioso supporto, sostegno, per attendere sempre i miei aggiornamenti, per lasciarmi stelline, commenti...
Grazie perché senza di voi non sarebbe lo stesso <3 ;-)
Al prossimo capitolo,
Un bacione
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Ezekiel Rivera
"Vattene" le intimai duro, freddo. Non avrei mai voluto usare quel tono con lei, ma ero disperato, spaventato e timoroso per quel che poteva accaderle!
Céline mi fissò con occhi tristi, mentre si armava di una piccola chiave per liberarmi i polsi dalle manette: "No, non senza di te..." e finalmente, le mie mani furono libere di muoversi.
Gemetti per il dolore, il freddo...e la paura.
Cazz*, era rischioso tutto quel che stava accadendo! Avrei preferito continuare ad essere torturato piuttosto che saperla con me, in quel momento. Il collo mi bruciava, faceva male, provavo difficoltà nel deglutire e avvertivo ancora le dita di Josh stampate sulla mia pelle, e per quel motivo iniziai a tremare, scosso...profondamente scosso.
Lei se ne accorse e si allarmò: "Va' tutto bene, amore. Sta' calmo, tieni il controllo!"
Provai a fare come da lei richiesto, non era il momento di mostrare le mie debolezze, ero riuscito a non farlo sino a quel momento e avrei dovuto continuare a farlo. Per lei, per mio fratello e per me.
Inoltre, non volevo dare soddisfazione a quel bastardo!
"Quale onore!" sbottò Josh, con sguardo luminoso e attento. "Non mi aspettavo un arrivo così propizio, è decisamente molto interessante!" aggiunse, squadrando Céline da cima a fondo.
Mi piazzai davanti a lei, facendole da scudo con il mio corpo dopo averla spinta dietro di me. Lei si lasciò sfuggire un gridolino di sorpresa.
"Chiudi il becco, e voltati!" ordinò Emanuel, per poi farmi un cenno con la mano libera: "Volete sbrigarvi ad andare oppure no?"
"Andiamo, insieme..." decise Céline, balzando in avanti e afferrando mio fratello per un braccio, quello non armato. "Liam e i suoi uomini ci copriranno la via di fuga, prima dell'arrivo della polizia." gli ricordò lei, sbrigativa.
Emanuel annuì e indietreggiò con la pistola ancora puntata contro Josh, ma quando raggiunse la soglia della porta di legno della cantina, la prima cosa che fece fu richiuderla alla svelta a chiave, intrappolando all'interno quel bastardo.
Si voltò verso di noi: "Come stai?" chiese per prima, con preoccupazione, i suoi occhi azzurri mi scrutavano continuamente dalla testa ai piedi, con affanno.
"Bene." mentii, non dissi a nessuno dei due quanto le mie ginocchia stessero tremando. "Sai usarla?" chiesi, indicando con un cenno del capo la pistola.
Emanuel sfoderò un sorrisetto privo di gioia: "No, non direi. Diciamo che Liam mentre venivamo qui, ha fatto un corso accelerato. Sono a livello base."
"Allora, dai a me." gli dissi con voce bassa e spettrale, e lui non ci pensò due volte, mi diede subito l'arma in mano. Non volevo che rischiasse, non volevo che si facesse del male, e lui comprese le mie intenzioni e preoccupazioni, fidandosi totalmente di me. Bastò un semplice ed ulteriore scambio di sguardi.
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Sei il mio rifugio
RomanceEzekiel Rivera sente di essere la pecora nera della sua famiglia! Ribelle, testardo, odia la sua eredità, la sua vita e il suo cognome, gli vanno troppo stretti... Vorrebbe scappare dalla sua città per cancellare le ombre del suo passato e ricominc...
