21. Sophie Rivera

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*Buon giovedì*

Allora, dite la verità, questa volta vi ho sorpreso. Non vi aspettavate un capitolo così presto e così lungo, vero? Non vi abituate, però! Purtroppo, non so mai quando riesco a scrivere e pubblicare. Infatti, il prossimo capitolo non so quando arriverà, ma spero davvero di non farvi attendere troppo per leggerlo. 

Intanto, spero che ciò che leggerete qui vi piacerà molto. 

Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensate, 

Al prossimo aggiornamento, 

Un bacione grandissimo...

Céline Adams

Il mio cognome mi aveva sempre fatto ridere, ricordava quello della famiglia Addams ed io con il mio colore di capelli e la mia vitalità non c'entravo assolutamente niente con loro! 

Ultimamente però, avevo ben inteso che non fossi nemmeno una Adams, perché questo cognome mi era stato attribuito per caso, nell'orfanotrofio in cui ero cresciuta. Non era il mio cognome reale.

Dio, ormai era chiaro che ero nata da una relazione segreta!

Ezekiel ci aveva azzeccato, sin da subito. Ma chi era mio padre? E mia madre? Il mio vero cognome?
Ero una Kross, come sospettava l'uomo che amavo?

Jasmine Kross non era nella lista delle candidate come possibile mamma.

Tuttavia, il mio destino era legato in qualche modo a quel grattacielo grigio, un po' bizzarro, con un enorme logo luminoso a forma di stella in cima.

La Star Company era la mia casa, al momento. L'unica cosa che mi legasse alle mie vere origini, era alla base di partenza della mia vita, pur senza ancora sapere dove le mie radici fossero conficcate. Ero sicura che dentro le sue pareti, il mio passato stesse solo scalpitando e aspettando di essere rispolverato e portato alla luce. 

Tuttavia, c'era un altro tipo di casa per me. 

Si chiamava Ezekiel Rivera, ed era il padre di mia figlia.
L'uomo dai corti capelli neri, occhi verdi e dal profumo di bosco, che in quel momento, seduto sul divano del mio appartamento, stava spupazzando la mia unica ragione di vita. 

Sophie era ancora così piccola. 
Soltanto due mesi, ma assomigliava così tanto al suo papà. 

Al suo vero papà. 

E quella somiglianza per me poteva significare solo rischio, allarme. Mi atterriva, perché qualcuno vicino a noi, scrutando entrambi attentamente allo stesso momento, avrebbe potuto notarlo. 

Emanuel ed Ezekiel erano gemelli, sì, ma non si assomigliavano quasi per nulla, loro due erano gemelli eterozigoti.  

Sophie aveva lo stesso taglio degli occhi del padre, ed ero certa che anche il colore delle iridi, una volta che si sarebbe definito, sarebbe stato il suo.
Di me aveva acquisito poco, leggermente la forma ovale del viso, la forma dolce delle piccole labbra e il mento spigoloso. 

Era ancora presto per dirlo, ovvio, ma lei era una Rivera in tutto e per tutto. 

Sophie Rivera. 

Temevo che Josh, lo sapesse già, in cuor suo. Perché per quanto avesse cresciuto Emanuel come Gregory Kane, dopo il suo rapimento, non era comunque mai riuscito a strappare e sradicare del tutto da lui quel legame di sangue che gli apparteneva. Inoltre, i modi e i ragionamenti di Emanuel erano sempre stati diversi dai suoi, questo aveva portato spesso entrambi al litigio. 

Sei il mio rifugioLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora