-"Io sono sempre stato un amante della notte e delle stelle, ma tu sei stata come la luce, Viola. La luce del giorno che illumina una notte che non vedevi l'ora che finisse."
Viola è una ballerina di 20 anni che finalmente è riuscita a realizzare il...
You know what I'm thinkin', see it in your eyes You hate that you want me, hate it when you cry You're scared to be lonely, especially in the night I'm scared that I'll miss you, happens every time I don't want this feelin', I can't afford love
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Viola
I giorni di preparazione della sfida sono stati i peggiori qui dentro, ma allo stesso tempo i migliori. Gli ho vissuti con la costante ansia di poter uscire, di vedere il mio sogno svanire e sfuggirmi tra le dita senza che potessi fare niente per impedirlo.
Pietro però è stato fantastico in tutto e per tutto. Sono riuscita a sciogliermi un po' e adesso passiamo molto tempo insieme, anche se i contatti tra noi si sono ridotti comunque a zero in pubblico. Ci sono solo giochi di sguardi che comunicano molto meglio di noi.
Siamo praticamente arrivati agli studi, il momento della mia sfida si sta avvicinando e le mani iniziano a tremare.
-"Vieni con me." Proprio prima che riesca a oltrepassare le porte scorrevoli degli studi, la mano di Pietro mi afferra il braccio e mi trascina in un posto che ormai ho imparato a conoscere molto bene.
-"Scemo, faremo tardi." Rido sinceramente mentre gli corro dietro.
Entriamo nel solito magazzino, il nostro magazzino. Senza nemmeno darmi il tempo di dire qualcosa, mi prende le guance e mi bacia, zittendo le mie proteste sul nascere.
Gli concedo l'accesso con la lingua e lascio che mi spinga indietro e mi faccia sedere su un tavolo di scena. Avvolgo le mie coscie attorno al suo bacino e lascio che le sue mani si infilino sotto la felpa e mi accarezzino la schiena.
Sento il mio corpo accendersi sotto il suo tocco, ogni cellula della mia pelle reagisce al contatto con la sua e mi infiamma. Gemo leggermente quando mi morde il labbro e perdo completamente la cognizione di dove ci troviamo.
Anche le mie mani sono sotto la sua felpa e inevitabilmente le mie unghie affondano nella sua pelle. -"Dio, sei una che graffia." Mi dice tra un bacio e l'altro. "Chissà perché lo sospettavo."
Rido sulle sue labbra, ma un momento dopo si stacca. -"Che succede?"
Si volta verso la porta. "L'ho lasciata socchiusa, cazzo." Si dirige a passo svelto verso la porta e guarda fuori per verificare che non ci sia nessuno.
-"Credi che qualcuno ci abbia visto?" Domando preoccupata.
-"Non penso, non c'è nessuno."
Rilascio un sospiro di sollievo. "Sarà meglio andare." Sto per uscire ma mi blocca.
-"Aspetta un attimo."
-"Che succede?" Domando preoccupata che qualcuno possa averci visti.
-"Se vuoi inizia ad andare, ma io devo aspettare un attimo." Mi dà le spalle ma e si passa le mani tra i capelli.