33. Marcio

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but could someone give
A message to the smallest man who ever lived?
Were you sent by someone who wanted me dead?
Did you sleep with a gun underneath our bed?
Were you writing a book? Were you a sleeper cell spy?
In fifty years, will all this be declassified?
And you'll confess why you did it
And I'll say, "Good riddance"
'Cause it wasn't sexy once it wasn't forbidden
I would've died for your sins
Instead, I just died inside

but could someone giveA message to the smallest man who ever lived?Were you sent by someone who wanted me dead?Did you sleep with a gun underneath our bed?Were you writing a book? Were you a sleeper cell spy?In fifty years, will all this be declas...

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Osservo Pietro davanti a me e Chiara che spunta alle sue spalle, ma non li vedo nitidamente date le lacrime che mi stanno venendo su.

-"Merda." Borbotta la ballerina della Celentano appena si accorge di me. Rientra in bagno velocemente e ne esce un istante dopo con un accappatoio e un'asciugamano in testa. Sgattaiola via, nella sua stanza con la sua roba in mano e io ne approfitto per spingere Pietro all'indietro.

-"Dimmi che si è rotta la doccia della sua camera ed è venuta a farla qui." Sussurro guardandolo in un modo che se potesse gli bucherebbe l'anima. "Dimmi che non è come sembra."

-"Vuoi sapere se me la stavo scopando in doccia?" Sussulto e lui fa dei passi avanti con aria spavalda. "La conosci già la risposta."

-"Perché?" Sussurro cercando di trattenere le lacrime, ma la voce è rotta.

-"Perché posso, perché non siamo niente."

Non siamo niente.

-"Pietro, ti ho aperto il mio cuore, come puoi dire una cosa del genere?"

-"Non mi importa del tuo cuore, a me importa solo che hai aperto altro." Lo schiocco sonoro della mia mano sulla sua guancia gli fa voltare il viso.

-"Ma che persona di merda sei?" Urlo, non pensando minimamente a niente e nessuno. "Mi hai solo usata per i tuoi bisogni? E tutte quelle cose che mi hai detto, il viaggio a Londra?"

-"All'inizio era divertente, doversi nascondere, doverti rincorrere...ma ora quello che volevo l'ho avuto. Non ha più senso continuare."

Una risata nervosa mi fa tramare il petto e le lacrime mi bagnano le labbra. "Non è possibile, tu eri sincero in quei momenti, io lo so." Continuo a singhiozzare.

-"Viola, raccogli la tua dignità e tornatene in camera tua."

La rabbia che sento dentro è qualcosa che non si può spiegare, mi sento pronta a distruggere questa maledetta camera pur di sfogarmi.

Rimango un attimo ferma a fissare il pavimento con lui che mi da le spalle. Il mio petto è scosso dai singhiozzi, ma cerco di placarli. "Sai, per un attimo ti ho davvero creduto in questi giorni." Dico calma.

-"Sei stata stupida." Si volta verso di me.

Rido ironicamente. "Sì, hai ragione, ma al contrario di quanto pensi la mia dignità è perfettamente integra, dovresti preoccuparti di te stesso." Mi metto a un palmo dal suo viso. "Sai, la bellezza esteriore non serve a niente quando sei marcio dentro."
Lui deglutisce e mi guarda dritto negli occhi, senza distogliere lo sguardo. "E fidati, Trigno, la puzza si sente fin da qui."

DAYLIGHT // Trigno Amici24Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora