-"Io sono sempre stato un amante della notte e delle stelle, ma tu sei stata come la luce, Viola. La luce del giorno che illumina una notte che non vedevi l'ora che finisse."
Viola è una ballerina di 20 anni che finalmente è riuscita a realizzare il...
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Viola
39.5°. La mia temperatura corporea interna non intende scendere, perciò sono a letto a dormicchiare da stamattina. Ho preso un ibuprofene prima di addormentarmi e mi quando mi sveglio sono completamente bagnata fradicia di sudore, ma per lo meno ho finalmente fame.
Decido di fare una doccia veloce e poi di dirigermi in cucina per afferrare una fetta di pizza avanzata da ieri sera. La mangio con foga, gustando morso dopo morso quel lievitato prelibato. Amo la pizza, se non si fosse capito.
Quando ho finito, decido di rassettare un po' il salotto e la cucina, finché il mio sguardo non ricade sul pianoforte.
Da piccola i miei genitori mi hanno fatto prendere lezioni e ancora oggi, ogni tanto, mi diletto a premere quei tasti bianchi e neri. Ovviamente lo faccio quando sono da sola, esattamente come adesso, che tutti sono in studio per registrare la puntata che andrà in onda domenica.
Perché no?
Penso mentre mi siedo sullo sgabello e inizio a suonare e a canticchiare qualche canzone che ricordo a memoria.
Il mio momento magico viene interrotto dalla porta finestra dell'entrata che sbatte con un tonfo.
-"Ei, che è successo?" Gli domando allarmata, smettendo immediatamente di suonare. Ha gli occhi lucidi e arrossati, segno che ha appena smesso di piangere.
-"Continua, per favore."
-"Cosa?"
-"Continua a suonare e cantare. La tua voce è così rilassante." La sua voce è ridotta a un sussurro stanco.
-"Io non..." Inizio a dire mentre si avvicina. "Non suono davanti agli altri. Mi mette a disagio vederli in faccia mentre suono." Ammetto.
-"Allora, non ti guarderò" Si posiziona accanto a me sullo sgabello, dandomi le spalle.
-"Pietro..."
-"Per favore, Viola." Mi supplica, cosa affatto da lui, segno che sta veramente male.
-"Okay, ma non ridere." Gli chiedo guardando i tasti davanti a me.
Quando stacco le dita dal pianoforte, Pietro non dice una parola. L'unico suono che si sente sono i nostri respiri che riempiono l'ambiente.
-"È stato bellissimo." Mormora dopo qualche secondo.
-"Davvero?" Sussurro rivolgendogli il mio sguardo.
-"Si, assolutamente. Vorrei fare un duetto con te." Si volta anche lui a guardarmi.