Mi guardai attorno, non ero più al parco con Federico, bensì in un salotto che ormai conoscevo troppo bene. Guardai Strange che mi fissava con aria annoiata e subito gli sorrisi.
«Nicola.» Mi chiamò lui, serio. «Che non si ripeta mai più.» Sollevai un sopracciglio, non capendo bene ciò a cui si stava riferendo. «Parlo del fatto che hai mandato me da garçon de l'ombre quando quello è chiaramente un tuo problema.» Alzai gli occhi al cielo e così anche le braccia, dichiarandomi "colpevole".
«Scusami Strange, ma anche i supereroi si prendono le ferie. Io non posso sinceramente stare dietro a oui oui baguette ogni fottutissimo giorno della mia vita. Sei tu il novellino tra i due, quindi è bene che a volte te ne occupi tu.»
«Novellino? Io? Nicola tu non-» Strange stava per ribattere quando, all'improvviso, si aprì un portale del multiverso.
E vi starete chiedendo: "un altro? hanno rotto il cazzo" beh, non è colpa mia, è dell'autore di questa storia.
Da esso uscì un ragazzo. Era poco più alto di me, dall'aspetto trasandato e con le mani sporche di sangue. Lo guardai più attentamente e notai che quello non era un semplice ragazzo normale, ero io. Non sembrava, però, come gli altri Nicola che avevo visto nei vari universi. Era più grande, si poteva notare dalla stanchezza nei suoi occhi e dalle cicatrici che gli segnavano il volto. Aveva uno sguardo carico di rabbia e dolore, qualcosa che mi fece rabbrividire. Non era solo trasandato, sembrava... consumato, come se portasse il peso di mille battaglie. Fissò lo sguardo nel mio, mi faceva venire i brividi e non so ancora il perché.
«Stai attento a quel ragazzo.»
«Che ragazzo?» Gli domandai, spaventato.
«C'è un ragazzo che si finge un tuo caro ma ti tradirà.» Sgranai gli occhi e feci per domandargli altro, tipo chi fosse questo ragazzo, ma big Nicola si accasciò a terra e, dopo aver tossito in maniera spaventosa, venne portato via da un portale.
Lanciai un'occhiata a Strange che, a quanto pare, aveva la mia stessa espressione scioccata. Non feci in tempo a chiedergli nulla perché il mio telefono squillò: era Federico.
«Hey amore, scusa se sono sparito nel nulla, è stato Strange. Vai a casa che ti raggiungo lì.»
«Perché Strange ti ha portato lì?» Mi domandò, confuso. Feci spallucce ma solo dopo qualche minuto mi resi conto che non avrebbe potuto vedermi.
«Non lo so, c'entra con il fatto che ho mandato lui da oui oui baguette, tour Eiffel, croissant et pain au chocolat.» Il ragazzo scoppiò a ridere e, dopo avermi detto che mi amava, staccò la chiamata. Dio se amavo quel ragazzo.
Strange si sedette sulla sua poltrona e mi invitò a dare lo stesso.
«In realtà devo andare, ho un fidanzato a casa che mi aspetta, a differenza tua.» Mi fulminò con lo sguardo e, senza nemmeno esitare, mi sedetti.
«Non devi dire nulla a Federico, non sappiamo di che ragazzo parlava quel Nicola, quindi non dobbiamo abbassare la guardia.»
«E chi mi dice che nonno Nicola non parlasse proprio di te, Strange?»
«Cosa dovrei fare dopo averti tradito? Non mi serve a nulla tradire un ragazzino.» Mi accasciai sulla sedia, mettendomi comodo.
«Hai ragione, poi il nonnino parlava di un ragazzo e... beh, non penso che tu possa essere considerato come un ragazzo.» Mi fulminò per l'ennesima volta con lo sguardo ma me ne fregai, mi alzai e dopo avergli mandato un bacio al volo andai via, verso casa del mio ragazzo -e ormai anche la mia.
Mi domandavo, in realtà, chi potesse essere quel ragazzo che, come fece Giuda con Gesù, mi avrebbe dovuto tradire. Cercavo in tutti i modi di non pensaci, di non pensare a lui, ma era più forte di me. Speravo davvero che non si stesse parlando di lui, ma, nel profondo, una parte di me era già convinta che quel ragazzo potesse essere Federico.
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𝐒𝐩𝐢𝐝𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐡𝐞 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐨𝐟 𝐦𝐚𝐝𝐧𝐞𝐬𝐬
Fanfic~Strecico~ Parte 2 di "Your friendly neighbourhood Spider-Man". "Lo strinsi così forte che quasi non respirava. Mi era mancato così tanto, ma adesso lo riavevo tra le mie braccia."
