CAPITOLO 53

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MIHAI

Eravamo seduti a tavola quando il campanello suonò, Stefany aveva cucinato uno stufato che sembrava strepitoso già solo ad odorarlo, emanava un profumo che era arrivato persino fino in camera mia, al piano di sopra, mettendomi un certo languorino.

Jacob invece aveva appena iniziato a raccontarci quanto gli piacesse Shrek, lo aveva visto quel pomeriggio e aveva detto che era diventato il suo nuovo film preferito, ma contando che ne aveva uno nuovo a settimana, era un'informazione passeggera. Lo aveva visto con suo padre, dopo essere tornati dal mare, io invece avevo passato il pomeriggio chiuso in camera a cercare di ripristinare le ore di sonno perse la notte prima, tuttavia ero riuscito a chiudere occhio solo per un paio di ore. Poi avevo iniziato a scarabocchiare qualcosa sul quaderno come avevo fatto per anni chiuso in carcere.

Avrei dovuto trovarmi qualcosa da fare, magari ricominciare ad uscire, lo sapevo, ciononostante non ci riuscivo ancora e così finivo per rintanarmi nella mia grotta, come la chiamava mio nipote, a fare l'orco.

Prima però che potessimo iniziare a saziare il nostro appetito qualcuno aveva suonato alla porta e Stef si era dovuta alzare per andare a vedere chi fosse. Io avevo tentato di addentare un pezzo di carne dello stufato ma Jack mi aveva tolto la forchetta, dicendo che si iniziava a mangiare solo quando si era tutti insieme. Quel bambino era pignolo come sua zia, un maestrino, tuttavia aveva avuto anche la sua parte di ragione, così mi ero arreso all'idea di mangiare e avevo iniziato a sbattere il tallone a terra, irritato.

Quando avevo fame non amavo aspettare.

Vedendo che sua moglie non tornava più, si alzò anche mio fratello ma dopo qualche istante mi alzai anch'io, dicendo a Jack di aspettare lì perchè non si poteva mai sapere chi potesse essere alla porta.

Ebbene, li raggiunsi anch'io e rimasi perplesso nel notare lei in piedi, davanti alla porta, con il capo chino.

Non appena ero arrivato io, i suoi occhioni zaffiro mi avevano raggiunto ed io non ci avevo messo niente a notare il leggero rossore che gli contornava le iridi chiare come due cieli cristallini. Aveva pianto.

Purtroppo però non me lo aveva confermato lei, perchè da lì a poco mi era svenuta davanti ed io l'avevo presa al volo, prima che potesse rovinare a terra.

Senza il minimo sforzo, l'avevo presa in braccio, passandole un secondo braccio sotto alle ginocchia e l'avevo portata dentro, per sdraiarla sul divano che si bagnò ma Stefany se ne fregò, preoccupata come non mai nel vedere la sua migliore amica priva di sensi.

Per questo in quel momento mi ritrovavo piegato sulle ginocchia per guidarla meglio, mentre Stefany camminava in ansia in giro per il salotto, mio fratello le cercava dei panni asciutti e Jacob, che al solo sentir nominare sua zia era accorso preoccupato, che stava seduto sul bracciolo del divano su cui era sdraiata, per accarezzarle i capelli bagnati.

<<Cosa le sarà successo?>> Ci domandò in apprensione il piccolo, purtroppo però nessuno di noi conosceva la risposta a quel quesito. Indossava una delle sue solite gonne corte e una camicetta che le avevo visto portare a volte a lavoro, dunque pensai che avesse appena staccato. I capelli erano completamente fradici, come tutto ciò che indossava, il viso invece era pallido e segnato dal trucco colato che le colorava di nero il contorno degli occhi, e gli zigomi che avevano perso il loro rosa ciliegia solito. Sembrava aver pianto tanto, aveva gli occhi gonfi e la fronte corrucciata.

L'avevo vista ridotta a quella stregua solo una volta e non amavo particolarmente ricordare quel momento, nonostante ciò però mi preoccupai anch'io sul serio, anche se riuscii a rimanere più calmo degli altri, nel vederla così a pezzi.

Painful melody La tua prossima ossessione. Scoprilo ora