MIHAI
Quella villa era gigante, probabilmente delle stesse dimensioni della residenza Martin di Los Angeles, aveva persino un campo da tennis, due piscine di cui una al coperto e una lingua di spiaggia privata racchiusa in una baia a dir poco spettacolare.
Una pecca però ce l'aveva persino quella reggia: lo spessore delle pareti.
Dopo essere andati via dal ristorante ci avevano condotti alla famosa villa dei Martin affacciata sul mare e, tra una cosa e l'altra, dopo aver disfatto i bagagli e esserci cambiati, avevamo concluso con il fruttare i comfort di quella abitazione. Difatti mio nipote aveva passato il pomeriggio a giocare con la sabbia in spiaggia insieme a sua zia e sua madre, mio fratello si era rintanato nella sala da biliardo con Cornelius ed io mi avevo fatto qualche bracciata nella piscina al coperto, lontano da tutti e tutto, per lasciarmi cullare dal rumore dell'acqua che mi accarezzava la pelle.
Per molti la solitudine voleva dire qualcosa di triste, per me era tutto. Io da solo ero il vero me.
Ad ogni modo dopo il pomeriggio, la governante ci aveva preparato la cena e dopo una birra tutti insieme seduti in veranda, ognuno si era rintanato nelle stanze che erano state già prescelte. Sì, perchè non avevo potuto scegliere qualche prendere purtroppo, le cameriere ci avevano accompagnato nella stanza che era stata scelta probabilmente da Keira, anzi quasi sicuramente.
Ed ecco che arriviamo al motivo per il quale io quella notte non avevo chiuso occhio, neppure tra le lenzuola di seta di un materasso King size morbido come una nuvola. La sottigliezza delle pareti di quella dannata villa.
La mia stanza era esattamente accanto a quella degli amorevoli sposini, mentre quella di mio fratello e del resto della sua famiglia era sull'altro versante della villa. Così solo io avevo avuto l'enorme regalo di udire per ore, le urla e i gemiti di quei due disgraziati che probabilmente non facevano sesso da secoli, prima di quella vacanza.
Tutto ciò aveva solo peggiorato il mio grado di fastidio e nervoso che già alla partenza era stato alto, ma che dopo quella notte era aumentato di almeno una ventina di tacche.
Lo aveva fatto a posta quella stronza, mettermi accanto alla sua camera per sentirla fare "l'amore" con il suo adorato maritino, mentre l'uomo con cui aveva fatto sesso fino a pochi giorni prima, si rigirava tra le lenzuola con i cuscini schiacciati contro le orecchie, che però non erano stati sufficenti a placare il suono delle sue urla nelle orecchie.
Gliel'avrei fatta pagare, questo era più che sicuro; tuttavia questa considerazione non bastò a placare i miei nervi che la mattina seguente erano tesi come le corde di una chitarra ben accordata.
Dopo essermi infilato un costume e le infradito, scesi le scale per raggiungere la cucina. Era ancora molto presto ma a quanto pareva, persino dopo una notte in bianco, non avevo sonno. La rabbia era il mio unico repellente per la sonnolenza e quel giorno ero abbastanza incazzato.
Quella vacanza ogni secondo che passata si confermava un'ennesima scelta del cavolo.
Tentai allora di domare la mia furia con un bel caffè, lungo, nero e amaro come il veleno che ingogliavo quotidianamente al solo pensiero di come mi fossi lasciato prendere in giro da una donna che non meritava nulla da me, e che io perdevo ancora il tempo a pensare.
Ma quando arrivai alle cucine, mi ritrovai di fronte alla più grande condanna che potesse regalarmi il destino, la mia nemesi, l'unica persona sulla faccia della Terra che avrei pregato di non incontrare mai più ma che invece continuava a ripresentarsi sulla mia strada.
Vestita soltanto da una vestaglia di seta porpora con le rifiniture in pizzo nere, sedeva sull'isola in marmo, con le gambe accavallate, una tazza di caffè in una mano e il cellulare nell'altra, così concentrata a leggere qualcosa che neppure si accorse di me, in piedi sulla porta a osservarla.
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Painful melody
Genç Kız EdebiyatıATTENZIONE: SONO PRESENTI SCENE DI SESSO ESPLICITO E DI VIOLENZA!!! Lei è nata nell'agio della famiglia più potente di Los Angeles, lui è un comune ragazzo rumeno di vent'anni che grazie ad un'audizione fortunata ha iniziato la propria carriera da c...
