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Ethan

La Mustang nera è tornata.

Terzo avvistamento in due settimane, stesso schema, stesso ritmo, stessa fottuta calma: passa piano, rallenta nei posti giusti, si ferma per pochi istanti, poi svanisce come fumo, come se sapesse sempre quando guardare e quando sparire

Ma stavolta ha fatto un errore, un errore che gli costa caro

Si è fermata nei pressi dell'università

Proprio lì, in mezzo alla folla, nei luoghi dove Meredith passa quasi ogni giorno, come se non gliene fregasse nulla di farsi vedere, come se volesse essere visto, come se stesse lanciando un messaggio

E questo, cazzo, questo cambia tutto

«È lui,»
sibilo stringendo il volante fino a sentire le nocche scricchiolare,
«non è qui per caso, sta osservando lei, lo sento, lo vedo, lo so»

Braiden annuisce accanto a me, lo sguardo fisso, il telefono tra le mani che registra ogni dettaglio, la targa falsa, la direzione, la posizione

«Non possiamo intervenire ora,» dice, voce bassa, fredda, «ma se ci segue ancora, se torna in zona, se si avvicina di nuovo a lei...»

«Non ci sarà un se,» mormoro, «perché lo farà»

La macchina davanti si muove, le luci si accendono come occhi nella nebbia, parte lenta, prudente, come se non sapesse che lo stiamo guardando

Ma lo sappiamo

«Si muove,»
dico senza aspettare il resto

Parto

Il motore ruggisce, si alza come un grido nella gola, il suono copre tutto, i pensieri, la rabbia, la paura

Sorpasso a destra, svolta secca, l'asfalto che urla sotto le ruote

Lo tallono

La Mustang accelera, ma io la conosco quella guida, la riconosco subito, non serve che la guardi troppo a lungo

È sicura, è arrogante, ma impulsiva

Tipico di chi ha corso troppo con il cuore e adesso non ha più niente da perdere

Braiden tiene gli occhi fissi davanti, il corpo teso, lo sguardo che cerca di penetrare i vetri oscurati

«Ha un passeggero,» dice piano, quasi un respiro,
«ma non riesco a vederne il volto, troppo buio, troppo veloce»

Giriamo in un vicolo, lo stretto bastardo che taglia la città in due, le ruote graffiano il cemento, odore di gomma bruciata e adrenalina

La Mustang gira di colpo, una curva sporca, secca, poi sparisce

Due secondi

Due fottuti secondi

«L'abbiamo perso,» dice Braiden, e io non rispondo, sterzo, spingo, spingo ancora

Ma quando sbuchiamo fuori, lì, in fondo alla strada

Non c'è nessuno

Solo vuoto

Solo silenzio

Solo una lattina a terra, ancora rotolante, come se fosse stata appena calciata via

Freno

Guardo in alto

C'è un cartello arrugginito, impolverato, dimenticato dal mondo

E su quel cartello c'è un adesivo, piccolo, bianco, sbiadito

Lo strappo via

Il cuore mi martella nel petto, la mano trema

È un fulmine

Spezzato in due

«Mike...» mormoro, quasi senza voce, come se anche pronunciare il suo nome potesse farlo svanire di nuovo

Braiden si gira verso di me

«Vuoi dire che...»

Annuisco, stringo le dita sull'adesivo come se potesse sfuggirmi

«È lui. È veramente lui. Ce lo sta dicendo, ci sta guidando, ci sta portando a sé un pezzo alla volta»

Ma non è questo a farmi tremare le mani, non è il fulmine, non è il simbolo, non è nemmeno la Mustang

È Meredith

Perché lei era lì

L'ho vista

Un attimo prima che tutto iniziasse, nel cortile dell'università, usciva da un'aula, i capelli sciolti, lo zaino sulle spalle, lo sguardo basso, assorta, lontana

Non ha alzato gli occhi

Io sì

E per un istante ho sentito tutto di nuovo, come una scarica elettrica dritta nel petto, la voglia di mandare tutto al diavolo, di correre da lei, di prenderla, stringerla, urlarle che è tutto un inferno senza di lei, che ogni giorno senza il suo odore, la sua voce, le sue dita sulla mia pelle è una fottuta tortura

Ma non posso

Non adesso

Non quando Mike è là fuori, vivo, solo, e forse in pericolo

Salgo in macchina

Braiden guida ora

Io guardo fuori

Il pugno chiuso, il cuore in tempesta, la mandibola serrata

«Se sei davvero vivo, fratello...» mormoro piano, mentre il paesaggio scorre dietro il vetro come un sogno a pezzi,
«dammi un segno, un altro ancora, qualunque cosa, perché sto per fare a pezzi l'inferno, uno strato alla volta, e verrò a prenderti, anche se dovrò bruciare tutto nel farlo»

E dentro di me so già che quella Mustang tornerà

Perché questa storia è appena cominciata

Take Me  (Lose Me) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora