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MEREDITH

La luce filtra piano, come un segreto sussurrato all'alba.
Scivola attraverso le veneziane, tagliando l'aria in linee dorate.
Tocca la mia pelle nuda.
Scivola sulle lenzuola aggrovigliate.
Si ferma sul suo profilo.
Sul suo respiro.

Ethan dorme ancora.
Disteso accanto a me, un braccio sulla mia vita, come se anche nel sonno non volesse lasciarmi andare.
La sua pelle è calda contro la mia.
Il suo petto si solleva lento sotto la mia guancia, il battito regolare... profondo... come se il suo cuore fosse l'unico posto in cui potrei davvero riposare.

Chiudo gli occhi.
Solo per un attimo.
Solo per imprimerlo dentro.

Poi li riapro.
Perché questa non è una tregua. È un confine.

Ieri notte abbiamo fatto l'amore.
Non per nostalgia.
Non perché era l'unica cosa da fare.
Ma perché nessun altro posto al mondo avrebbe potuto contenere tutto quello che siamo.
Tutto quello che siamo ancora.

Mi muovo piano, con il cuore che pesa e l'anima che si tira indietro a ogni passo.
Raccolgo i vestiti uno per uno, in silenzio, cercando di non svegliarlo.
Ma mentre sto per varcare la soglia, la sua voce taglia il silenzio come una lama dolce:

«Scappi?»

Mi fermo.
La mano sulla maniglia.

Mi giro.
Lui è seduto sul letto, i capelli spettinati, gli occhi socchiusi ma vigili.
Quegli occhi che conosco meglio dei miei sogni.
E dei miei incubi.

«Non sto scappando,» dico a bassa voce.
«Ma se resto ancora... potrei non riuscire più ad andare via.»

Lui si alza, lento. A piedi nudi.
Si avvicina fino a che posso sentire il suo respiro sulla mia fronte.
Poi mi prende il viso tra le mani, con una delicatezza che mi spezza dentro.

«E chi ti ha mai chiesto di andare via?»
I suoi pollici mi sfiorano le guance, come se volesse memorizzare anche l'umidità dei miei pensieri.

Abbasso lo sguardo.
Il cuore a pezzi.
La testa in guerra con il petto.

«Ci sono cose che non so ancora, Ethan. Cose che non riesco a ignorare. E io... io ho bisogno di capire chi sei davvero, in mezzo a tutto questo casino. Se mi hai perdonata. Se mi vuoi... o se stanotte è stata solo un rifugio per entrambi.»

Lui non si muove.
Non indietreggia.
Si avvicina ancora, come se non avesse paura di niente.

«Me...»
Dice il mio nome come se fosse sacro.
«Io sono quello che stanotte ha smesso di respirare ogni volta che ti sei allontanata anche solo di un centimetro. Quello che non ha chiuso occhio per paura di svegliarsi e non trovarti più. Quello che ti ama. Da sempre. Anche quando era più facile odiarti.»

Le lacrime mi bruciano gli occhi, ma non cadono.
Le sue dita scivolano sulle mie labbra.
Un ultimo tocco.
Un addio?
O solo un arrivederci?

Annuisco.
Poi esco.
E appena la porta si chiude, sento un vuoto aprirsi dentro di me, come se mi stessi separando da una parte viva di me stessa.

All'università, la luce del giorno mi sembra finta.
Troppo chiara, troppo pulita rispetto al buio che mi porto addosso.

Alex è seduta su una panchina sotto il grande albero di quercia, con due caffè tra le mani.
Mi guarda arrivare, non dice nulla.
Mi porge il bicchiere.

Io lo prendo. Mi siedo accanto a lei.

«Notte lunga?»
La sua voce è gentile, curiosa, ma non invadente.

«Complicata.»

Lei sorride appena.
«L'amore lo è sempre.»
Beve un sorso, poi aggiunge:
«Ma quando senti la tempesta... non ti nascondi. Impari a ballare sotto la pioggia.»

Le lancio uno sguardo.
Lei sa.
Forse non tutto.
Ma abbastanza per capirmi.

«E se danzare significasse mettersi nel mirino di qualcuno?»
«Allora scegli bene con chi ballare. E tienigli stretta la mano.»

Stiamo zitte per qualche minuto.
Insieme.
Nel silenzio giusto.

Poi il mio telefono vibra.
Un messaggio anonimo.
Solo una frase.

> "Non fidarti di nessuno. Nemmeno di chi ami."
- M.

Il sangue mi si gela.
Le dita tremano.
Alex si accorge del mio sguardo.

«Meredith? Che succede?»
Nascondo lo schermo, scuoto la testa.
«Niente. Solo... un promemoria.»

Lei mi scruta.
Sa che non sto dicendo tutto.
Ma non mi forza.

Dentro, però... qualcosa cambia.
Una tensione invisibile si annida tra le scapole.
Mike è vivo. E mi sta proteggendo.

Ma da cosa?
Da chi?

O peggio...

Take Me  (Lose Me) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora