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Meredith

«Ti sei bevuta il cervello?»
Alex mi guarda come se stessi per buttarmi da un tetto.

Dominik è dietro di lei, braccia conserte, sguardo che cerca di restare neutro. Ma lo conosco: è preoccupato.

«Non è una follia,» dico.
«È qualcosa che devo fare.»

«Per cosa? Per chi? Per lui?»
Il nome resta sospeso. Non lo dice. Non lo dice mai, ma lo pensa sempre.

«Per me,» mormoro.

Nicole entra in quel momento. Jeans neri, giacca in pelle, gli occhi lucidi di chi ha già fatto troppe scelte sbagliate — e ne farebbe ancora, se servisse a salvarti.

«Andiamo,» dice semplicemente. E io la seguo.

Il garage odora di benzina e ricordi.
Nicole apre la porta automatica con un telecomando, e la Lamborghini dorme sotto un telo nero.
Lucida.
Letale.
Gialla.

«Karson l’ha comprata per me,» dice.

«Ma non l’ho mai guidata.»

La guarda come se fosse un animale pericoloso. Poi sorride.

«Meglio così.»

Sollevo il telo.
Il cofano riflette le luci fredde del neon.
È come toccare qualcosa che non mi appartiene… eppure sì.

Nicole mi dà le chiavi.

«Hai paura?»

«Terribilmente.»

«Bene. Vuol dire che hai rispetto.»

Mi mette una mano sulla spalla.
«Hai talento. L’ho visto quando correvi con Ethan. Non avevi il volante, ma c’eri. E ora… ora è il momento di capire chi sei quando sei da sola.»

La corsa non è ufficiale, ma lo è abbastanza da attirare volti noti.
E anche quello che non voglio vedere.

Rick.

È appoggiato a un’auto, lo sguardo cupo. Quando mi vede, fa un mezzo sorriso.

«Non sapevo che fossi il tipo da pista.»

«Le cose cambiano.»

«Nicole ti mette nei guai?»

«Meglio lei che suo padre.»

Il suo volto si fa di pietra.

«Non tocchiamo questo tasto.»

«Perché? Tocca tutti noi da un anno.»

Rick mi guarda per un lungo momento. Poi dice solo:
«Sta attenta. Qui, nessuno corre per gioco.»

Il motore della Lamborghini ruggisce sotto di me.
Nicole è accanto, come co-pilota come ero io per Ethan.
Un gesto simbolico, ma per me è tutto.

Alla mia destra, la Mustang nera.

Lo stesso modello visto alla corsa. Lo stesso identico rumore.

Il conducente ha il volto coperto.
Occhiali.
Cappuccio.
Troppo anonimo per essere solo un pilota.

Il mio cuore accelera.

«Non spingere troppo all’inizio,» dice Nicole.
«Fagli credere che sei lenta.»

Annuisco.

Il countdown della bellissima ragazza di turno parte.

3.

Il volante mi trema tra le mani.

2.

Respiro.

1.

Via.

La macchina scatta come un puma in libertà.

Nicole grida qualcosa, ma il rumore copre tutto.

Il sangue mi pulsa nelle tempie.

Non penso a Ethan.

Penso a me.
A cosa mi hanno tolto.

E a cosa posso riprendermi, una curva alla volta.

Take Me  (Lose Me) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora