BRAIDEN
La pioggia tamburella sull’auto come un cuore impazzito.
Seduto al volante, le mani strette sul volante, sento ogni goccia risuonare nella mia testa come un conto alla rovescia.
Fuori, il parcheggio è deserto. Sud di Boston. Zona industriale, cadente. Niente telecamere. Nessuna pattuglia. Nessun occhio indiscreto.
Solo me… e l’inferno che sto per chiamare a raccolta.
Controllo l’arma per la terza volta.
Il clic secco del caricatore mi dà un senso di controllo che so essere solo illusione.
Ma mi serve.
Ethan è rimasto indietro.
Non sa che sono qui. Non deve.
Perché quello che sto per fare… lo marchierebbe per sempre.
E lui è già troppo sporco di sangue che non ha scelto.
Poi i fari.
Una berlina nera. Lucida, silenziosa. Si ferma a pochi metri.
Due uomini scendono.
Il primo è un armadio con le gambe. Tatuaggi ovunque, mascella serrata, giubbotto in pelle.
L’altro… è il motivo per cui sono qui.
Demian Creed.
Il nome che nessuno osa pronunciare.
Il volto dietro “Il Boss”.
Cammina con calma.
Eleganza fredda. I capelli grigi pettinati all’indietro, l’abito scuro senza una piega.
Lo sguardo… è vuoto. Come se ogni emozione fosse stata strappata via anni fa e mai più restituita.
«Braiden» dice, la voce profonda e impastata di noia.
«Sapevo che prima o poi avresti fatto l’eroe solitario. I cani abituati alla catena, quando scappano, vogliono provare a mordere.»
«Non sono qui per recitare.»
La mia voce è tesa, ma ferma.
«Voglio nomi. Voglio sapere chi muove le corse. Voglio la verità su Mike. Sulla Mustang nera. Su Karson. E su di te. Creed.»
Un sorriso appena accennato gli curva le labbra.
«Oh. Mi chiami per nome. Mi onora. Di solito lo fanno solo prima di spararmi. O di morire.»
Si avvicina. I passi calmi, letali.
Sento l’altro gorilla stringere l’impugnatura della pistola sotto la giacca.
Ma io non mi muovo.
«Mike è vivo,» dice Demian.
«Un fastidio e una benedizione. Come tutti i figli che non obbediscono.»
«È tuo figlio?»
Il suo sguardo si stringe.
«Forse sì. Forse no. La verità non cambia il gioco. Ma cambia chi lo perde.»
«Non giocherò secondo le tue regole, Creed.»
«No. Ma giochi sulla mia scacchiera.»
Fa una pausa, poi inclina appena la testa.
«E finché Karson risponde ai miei ordini, tu non sei una minaccia. Sei solo un’altra pedina a cui posso spezzare il collo. Quando voglio.»
Sento il gelo salirmi lungo la schiena.
Non per me.
Per loro.
«Se tocchi Meredith… o Ethan…»
«Li farò a pezzi? No. Non ancora. Troppo preziosi. Troppo… influenti, voglio Ethan»
Fa un passo ancora più vicino.
Il suo profumo è costoso, metallico. Odora di controllo.
«Vedi, Braiden… tu sei l’unico che si ostina a credere ancora in una linea tra giusto e sbagliato. Ma quella linea è un’illusione. Io… io la disegno. E tu ci cammini sopra come un funambolo cieco.»
Mi trema la mandibola.
Stringo i pugni.
Non adesso.
Non qui.
Poi si gira. Sta per risalire in macchina, ma si volta di nuovo, la voce ora un sussurro tagliente:
«Ti faccio un favore. Mike è vivo. Ma è un tempo a scadenza. Se non lo trovi prima che il mio orologio faccia tic… lo perderai. Per sempre.»
Salta in auto.
La portiera si chiude.
E in pochi secondi, la berlina sparisce nella pioggia e nella notte.
Resto lì.
Solo.
Il viso bagnato di pioggia. Il cuore che mi batte in gola come un martello.
Sotto i miei piedi, il fango si mescola alla rabbia.
Mike è vivo.
Il Boss ha un nome. Demian Creed.
E sa tutto.
Che sto scavando. Che sto mentendo. Che ho deviato.
Ma non sa una cosa.
Non sa che io ho Ethan.
E Ethan… è la lama nascosta che sto per estrarre.
Per Mike.
Per Meredith.
Per tutto ciò che mi è stato tolto.
Questa volta…
non mi fermerò.
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Take Me (Lose Me)
RomanceLIBRO 2 [COMPLETA] Meredith ha stravolto tutti i suoi progetti di vita per lui. Dopo il loro incontro nulla è stato più come prima. Superate tutte le difficoltà iniziali Meredith e Ethan sembravano perfetti, anime gemelle destinate a stare insieme...
