Dopo una giornata passata all'Università per seguire anche i corsi pomeridiani e una cena discretamente sufficiente al rendermi sazio, mi trovai davanti al Blue Eyes. Era da molto che non lo vedevo; quelle luci di Pigalle erano più accecanti del solito e le persone ancora più assordanti ed euforiche. Indossavo dei pantaloni aderenti scuri, una maglietta bianca, anch'essa stretta e una giacchetta di jeans, abbinata a delle scarpe sportive. Avevo fatto compere con Camille un po' di giorni prima e mi aveva obbligato a comprare quelle cose che, in quel momento, mi sarebbero state utili per far notare la mia persona. Avevo i capelli sistemati con la cera e cercavo di avere un buon portamento perché quella sera...
"Mathis!" mi chiamò Antoine, comparso dall'entrata del locale con Dorian "Quanto tempo".
Gli sorrisi caldamente: "Sono felice di vedervi".
"Avevi voglia di qualche serata tra amici?" mi chiese Dorian, ma io parlai rivolto all'altro: "Questa sera vado a caccia di ragazzi" strizzai l'occhiolino per fargli capire le mie intenzioni. Infatti lui, contrariamente a Dorian, mi sorrise, contento di quello che stavo per fare: "Buona fortuna allora" affermò.
Gli passai accanto, addentrandomi nell'affollato, energico e colorato locale. Mi diressi prima al bar, chiedendo una bibita non troppo forte e, senza badare a cosa stavo bevendo, cercai con gli occhi Sebastien. Mi ci volle qualche minuto, ma alla fine lo vidi alla pista da ballo azzardare qualche passo, quindi, lasciai la giacca su un divanetto e mi diressi gradualmente sempre più vicino a lui. Scansando le persone, senza distogliere lo sguardo dalla sua figura, arrivai a pochi metri da dove stava ballando e iniziai a muovermi anche io. Non facevo più movimenti goffi come l'ultima volta, ma mi spostavo tranquillamente e in modo deciso come se lo facessi tutte le sere, probabilmente perché la mia concentrazione non era rivolta al mio movimento e la mia motivazione era più forte dell'imbarazzo. Alzai le braccia in alto, facendo ondeggiare il mio corpo, muovendo la testa a ritmo, finché sentii qualcuno un po' troppo vicino. Era dietro di me e alternava momenti in cui mi sfiorava col petto la schiena ad altri che mi toccava col bacino il sedere, ma quel fatto era assolutamente nei piani, quindi non mi scomposi, anzi lo assecondai. Avrei preferito non atteggiarmi in quel modo ma quando, tra la folla, Sebastien, che stava flirtando, con movimenti palesi, con un altro, mi rivolse lo sguardo fui fiero della mia mossa. Un altro ragazzo mi venne più vicino, muovendosi sinuosamente davanti a me e io, forse troppo coinvolto dal mio gioco del "cercare attenzioni" mi tolsi lentamente la maglietta, buttandola a terra. Ero preda delle persone che mi circondavano che, dalla loro espressione, parevano apprezzarmi. Non smisi di muovermi e il ragazzo davanti a me mi mise le mani sulla vita, avvicinandomi alle sue labbra e facendomi sentire il suo respiro sul viso. Gli cinsi il collo con le braccia, sfiorando il suo naso col mio, ma, in effetti la vicinanza non mi importava perché il mio sguardo era rivolto al biondo che aveva smesso di ballare e si stava dirigendo verso di me. Il ragazzo che avevo dietro stava dimostrando un po' troppo di essere interessato a me, strusciandosi con più frequenza sulla mia schiena, quindi fui sollevato al vedere che Sebastien era arrivato vicino a me, cominciando a muoversi a ritmo senza perderlo d'occhio. Quello, probabilmente, si accorse di essere guardato e si spostò vicino al biondo che assecondava il suo interesse con palesi movimenti del corpo. Toccava le sue spalle, scendeva con le mani per i suoi fianchi e si avvicinava al suo busto, il tutto, lanciandomi occhiate di pura sfida. Era entrato a far parte del mio gioco e si stava divertendo a fare la sua parte, provocando una mia reazione. Ovviamente, qualsiasi cosa sarebbe accaduta, non mi sarei dovuto intromettere nelle sue azioni, altrimenti ciò avrebbe significato perdere, considerato il fatto che il mio scopo era di far cedere lui.
Affrettai le sorti di quel combattimento inventando altri movimenti, tra i quali, passare le mani tra i capelli del mio compagno di ballo, se così lo si poteva chiamare, mentre lui sfiorava la mia schiena nuda percorrendo la spina dorsale. Il ragazzo vicino a Sebastien passò all'avvicinarsi col viso per richiedere un bacio, mentre le sue mani, dai fianchi, iniziarono a scendere verso il fondo schiena. Cercai di stare calmo, anche se la mia espressione, immaginai, fosse il contrario di quello che volevo apparire. Quasi sicuramente, a quel punto, se non ci fossi stato io, avrebbe già portato al piano di sopra quel ragazzo, evidentemente voglioso di qualcosa di più, ma Sebastien sorrideva, divertendosi delle mie reazioni facciali e non pareva intenzionato ad andare altrove.
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Blue Eyes
RomanceMathis Gautier e Sebastien Moreau. Due ragazzi completamente differenti, ma d'accordo su una cosa: L'amore non fa per loro. La bella Parigi, dolce, romantica e sensuale, li porterà a conoscersi cambiando per sempre le loro vite.
