Silenzio senza assenso del rumore della vita

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La sordità
è come sondare
il fondo dell'oceano,

sdraiarsi lì

in fondo,
e osservare

il cielo, sfiorare con
le dita

la superficie, ed osservarne

la scia, è il silenzio
che avvolge tutto,

in coperte morbide

di notti stellate, e che dai buchi

fatti con mani
ansiose

sì scorge

la vita
indaffarata

in smorfie,
sorrisi

da cui sì scorge più
emozioni

delle iridi, è la quiete
di un tramonto,

il sussulto
di un alba

sulla spiaggia, è la domanda
senza risposta

di vibrazioni
sottili come
elettricità,

sono gli occhi
bassi

a seguire
i passi

carcollanti

che si aggrappano per non cadere,

la sordità è tutto e niente

nella lentezza di chi
non aspetta

treni troppo
di corsa

veloci come
il pensiero

che non si artiglia

alla gola

- e passano
senza permesso, senza scusa

ma di pietà

in fretta, pacche
sulla testa,

la vergogna
si stringe un boli
di saliva

- di rancore,

nella consapevolezza
di dover

scattare, correre

per tenere
un passo

quello
del treno

della vita che
ignora

i fogli sparsi

di mondi
senza parole,

nel fiume d'inchiostro

del duro muro

della realtà.

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