Un chimico ( cinematografico )

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Guardate il nitrato
nella cellulosa dormire

e nel tricloroetilene
tacere in lenta
emulsione

Il fuoco fatuo
della luce reagire
al matrimonio
del bromuro
e della lenta danza
impressionistica
dell'argento.

Nella decadenza che non
sa soffrire,
ha saputo far
rinascere una

semiotica
d'immagine e lotta

del digitale,
in sensuale

negativo.

Nota autrice: tempo fa per studiare avevo questo metodo, ovvero realizzare delle poesie sugli argomenti di esami, per memorizzare, e di solito funzionavano.

Quindi ecco alcuni argomenti ( buttati lì parafrasando la canzone Un chimico di De Andrè ) riferiti a due materie di studio, ovvero preservazione del patrimonio cinematografico ( praticamente restauro ): nitrato di cellulosa uno dei supporti per i film fino agli anni 40/50 per poi essere sostituito dal meno infiammabile triacetato e poi poliestere ( chi è più esperto di me o ci lavora mi corregga pure se dico cazzate che un semestre di studio non mi rende di certo un esperta ), si usava il tricloroetilene come metodo poco ortodosso per capire il tipo di pellicola con cui si a che fare ( se è nitrato o altro) - di nuovo spero di non aver detto corbellerie.

Poi passiamo alla seconda materia, ovvero storia della fotografia e qui il bromuro d'argento si usava nelle prime macchine fotografiche alla fine dell'ottocento per catturare l'immagine in negativo ( ovviamente le prime furono in bianco e nero anche se a colori esisteva ma era davvero parecchio costoso ).

Poi la discussione fra fotografia analogica e digitale ( e la "battaglia" di chi associava fotografia all'arte, alla pittura, e viceversa )che interessò anche il campo della semiotica oltre che della filosofia e un po' di informatica.

Per altre informazioni, chiedete pure io vi risponderò dopo aver dato l'esame o dopo una ricerchina sull'internet ( sono vecchia scuola, cerco ancora su Wikipedia)

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