Tremavo con la lettera in mano. Sicuramente non era un bel momento, non sapevo come spiegare cosa provavo in quel momento. Stavo lasciando per un po' la realtà e navigavo per le parole che leggevo, dopo un po' mi fermai. Non c'è la riuscivo a fare, capivo che era lei, capivo che voleva farmi ricordare che un tempo io e lei eravamo un "noi" che adesso è un "arrivederci e grazie". Sarebbe mai stata la cosa giusta da fare? Io avrei risposto di no. Perché? Beh, era semplice ma strano che una semplice persona ti conquistasse dall'interno i due organi più importanti che ha l'essere umano. Ma era così. Ma non lo aveva mai capito, fino a quando non ero finito qui, in mezzo al bianco dei muri, delle luci che accecavano le divise dei medici e infermiere e delle lenzuola dal profumo di cenere. Lei non lo sapeva, ma avevo sempre avuto il vizio di navigare sempre nei suoi occhi blu quando eravamo in silenzio a guardarci. Aveva un oceano nei suoi occhi così profondi da non trovare fiato, insieme a tutte le parole che metteva nelle sue frasi fatte è già sentite in film o canzoni. Da dove le faceva uscire, ancora non lo so ma le metteva su con una delicatezza da farti rimanere in silenzio anche se lei aveva torto. Mi ricordai che tutta la sua lettera per leggerla ci avevo messo all'incirca due mesi per via che mi emozionavo a immaginare la sua voce che legge nella mia testa. Non era la mia droga, volevo disintossicarmi ma quella lettera era un qualcosa di davvero pericoloso.
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MySelf Destruction
Novela JuvenilRick è un ragazzo di 16 anni che vive in un costante stato di solitudine dovuto per la sua vita tumultuosa con i problemi a scuola e il divorzio dei suoi genitori. Mentre pensava che la sua vita sarebbe destinata ad essere solo a se stessi incontrer...
