32. Countdown.

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Siamo a casa di Rubio per preparare tutto prima che arrivassero gli altri invitati per il suo compleanno di stasera, dopo un po' Rubio che iniziò a stancarsi ci disse:
"Ragazzi, perché non facciamo una pausa? Tanto ormai siamo già alla fine dei preparativi."

Michael annuì subito dopo la domanda di Rubio, mentre io risposi con un semplice "ok".

Mentre Rubio iniziò a fare qualche partita alla Play, mi chiamò Michael per dirmi qualcosa ma ci allontanammo da Rubio.

"Sai Rick, non so se te lo ho mai detto ma..io ho un problema che non riesco a parlarne con nessuno, mi sento malissimo a tenerlo sempre in testa ogni giorno."

"Dimmi, quale sarebbe il problema?" Risposi a Michael.

"Ehm..io non sono mai stato con una ragazza." Disse Michael.
"Sarebbe questo il tuo problema?" Replicai.
"Nono assolutamente. Il problema è un altro Rick, io amo un maschio. Capisci adesso il mio problema?" Disse Michael mentre iniziò a tremare davanti a me.

Da lì non sapevo più cosa avrei potuto dirgli a Michael, anche perché Rubio non lo sapeva affatto ed non avremmo potuto fare finta di niente. Allora cercai di dire a Michael:

"Almeno sai se Rubio accetterà la tua richiesta?"
"La mia paura è questa, sto cercando di capire che cosa fare anche perché è il suo compleanno è non vorrei rovinarglielo." Disse Michael.

Dopo un po' di tempo, iniziarono a venire gli invitati del compleanno, tra cui anche Anna che appena mi vide corse per abbracciarmi forte dalla sua mancanza. Mentre Michael era da ormai un ora seduto fuori in giardino pensando a cosa fare per dirgli il segreto d'amore a Rubio. Nel vederlo triste, pensai che forse doveva essere forte ed avere il coraggio che anche se le cose dovessero andare male, almeno si sarebbe sentito meglio con sè stesso.

Dopo che erano tutti presenti al compleanno, Rubio mise in pausa la radio per urlare che la festa sarebbe iniziata adesso, per poi attaccare una musica da discoteca. La gente iniziò a saltare come se non gli importasse delle conseguenze che ci potevano essere, mentre dall'altra parte della festa le cose non erano messe meglio. Paul mi chiamò mentre stavo a baciare Anna, cercai di non farci caso anche se era strano chiamarmi, quindi cercai di staccare la chiamata. Ma la cosa non funzionò, mi richiamo per altre tre volte per poi allontanarmi da Anna.

"Pronto cosa vuoi?" Risposi.
"Hey Rick! È urgente bisogno di te, dove cazzo sei?!"
"Wowo, che cazzo stai dicendo? Mi trovo ad una festa di compleanno, poi perché dovrei aiutarti scusa?"
"Ti prego Rick! Qui stavolta ci finisco per davvero se non mi aiuti. Vlad ha fatto una brutta fine è non ci voglio fare la stessa cosa che ha fatto lui!" Urlò mentre si sentiva che non riusciva a parlare.
"Aspetta, brutta fine in che senso scusa?"
"Rick...Vlad è morto. La banda di Simon, ci hanno seguiti per tutta la città. Pensano che noi siamo ancora nel gruppo capisci?! Se vogliono uccidere me.. Significa che dopo vogliono uccidere te."

Rimasi pietrificato, non potevo più pensare ad altro che a quelle sue parole urlare dal mio cellulare.

"Rick, sbrigati perché adesso qui la cosa si è fatta davvero grossa. Siamo nella merda tutti quanti, ho bisogno di uscirne vivo perché ho la soluzione." Urlò Paul.
"Se hai davvero una soluzione a tutto questo, adesso arrivo." Risposi tremando.

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