Danielle, William e Robert (con addosso tute e scarponi per affrontare al meglio quello che avrebbero fatto a breve) erano appena arrivati al commissariato quando intravidero Daniel scendere dalla sua auto nera. Robert gli fece un cenno e lui alzò il braccio per fargli capire che li aveva visti; tre minuti dopo li aveva raggiunti, con un enorme zaino nero sulle spalle.
-Buongiorno!
Robert rispose, solare, a nome di tutti:
-Buongiorno a te, Daniel!
-Siete pronti alla nostra avventura?
William, che dei boschi aveva sempre avuto paura, disse:
-Non proprio.
Daniel, Danielle e Robert esplosero in una fragorosa risata, poi ritornarono seri. Daniel indicò loro lo zaino e spiegò che li era contenuta l'attrezzatura di cui avevano bisogno, cioè antiveleno, kit pronto soccorso, borracce colme d'acqua, guanti in lattice per proteggersi da eventuali ferite (sia per il bosco sia per la grotta, qualora l'avessero trovata) e torce, con pile di ricambio. Daniel, una volta finito il discorso, esortò gli altri a raggiungere la sua auto.
-Andiamo con la mia macchina, è spaziosa e sufficientemente resistente da affrontare la campagna che dovremmo attraversare per arrivare al bosco.
Tutti e quattro si diressero verso l'automobile, sistemarono lo zaino nel bagagliaio e salirono. Daniel, al volante, accese il motore e si mise in viaggio verso quel lugubre posto. Danielle era un po' preoccupata per l'esperienza che aveva avuto quando era andata con il commissario Smith . Nonostante avesse il kit e l'antiveleno a disposizione, non ci teneva ad essere morsa di nuovo da un serpente. Mentre era immersa in questi pensieri, Daniel disse:
-Siamo arrivati alla traversa che porta in campagna. Io ora giro qui, però la zona è vasta, mi dovete dire da che punto dobbiamo entrare nel bosco.
Robert rimase un po' in silenzio, poi rispose:
-Per ora gira qui, poi appena possiamo ci fermiamo e decidiamo il da farsi.
-Ok.
Danielle, mentre il viaggio procedeva, partorì un'idea che le sembrava buona e ne parlò agli altri.
-Io stavo pensando di non entrare proprio nel bosco.
William, che era seduto accanto a lei, domandò stupito:
-Come scusa? Come sarebbe a dire che non dovremmo entrare?
-Sapendo che la nube si estende, non vale la pena scendere ed attraversare il bosco subito. Dobbiamo muoverci con l'auto di fianco al bosco.
-Ma dobbiamo ripartire dal punto in cui siete arrivati tu e Smith, dove c'era la nube. Quell'ammasso di calore è l'unico punto di riferimento che abbiamo.
-Mi ricordo perfettamente del punto da cui entrammo.
Daniel, che era rimasto in silenzio a guidare, intervenne.
-Secondo me ha ragione Danielle. Se ricorda da dove sono entrati saprà riconoscere la zona appena ci troveremo davanti al bosco. Tanto la strada che stiamo percorrendo è l'unica che lega la città a questa campagna, quindi penso che l'abbiano percorsa anche lei e il vostro capo.
-Si, è così.
-Allora facciamo in questo modo.
In macchina si creò un silenzio di tomba e Danielle ne deduceva che erano tutti preoccupati per i colleghi scomparsi. Li avrebbero mai ritrovati? Cosa avrebbero dovuto fare se questa grotta in realtà non fosse mai esistita? Tutte domande ancora senza risposta, da cui però dipendeva tutto. Poco dopo Daniel ruppe il silenzio.
-Si vede il bosco. Ora vado dritto per avvicinarmi e a partire da adesso, andrò molto molto piano per consentire a Danielle di individuare il punto da dove era entrata la scorsa volta.
William la incoraggiò.
-Vai Danielle, contiamo tutti su di te. Potremmo essere ad un punto di svolta.
-Grazie, Will.
Da quel momento, in auto si formò un silenzio di tomba e Danielle si concentrò al massimo per ritrovare quella maledetta entrata. Non era semplice, la vegetazione sembrava tutta uguale e ci voleva un occhio di lince per ritrovare il punto dell'altra volta. Comunque, l'auto si muoveva a velocità sommessa, quindi la poliziotta aveva modo di trovare quel che cercava. Poco dopo notò un arbusto che riconobbe subito, le era rimasto impresso l'altra volta per la sua grandezza. Soddisfatta, strillò, facendo sobbalzare William:
-Ecco, è da lì che siamo entrati! Riconosco quell'arbusto! Me lo ricordo alla perfezione!
Will domandò:
-Perché? Cos'ha di tanto speciale? A me sembra esattamente come tutti quelli che abbiamo visto fino ad adesso.
Danielle gli rispose che lo ricordava perché era molto grande e molto folto, più di tanti altri.
Nel mentre, Daniel si fermò per capire.
-Danielle, qual è l'arbusto?
-Scendo un attimo dalla macchina, così te lo posso indicare.
Danielle scese, fece quei pochi passi necessari per mettersi davanti a Daniel e indicò con un dito quell'arbusto. Daniel fece il segno dell'ok e la invitò a risalire.
-Danielle, a questo punto ci sono delle cose che devo sapere.
-Dimmi.
-Quando eravate vicini alla nube sentivate più calore verso destra o verso sinistra? Mi serve per capire in che direzione devo costeggiare il bosco.
Danielle ci pensò un attimo e, con sicurezza, rispose:
-Verso destra.
-Mi puoi descrivere il grande rumore che sentiste?
-Si. Era un rumore fortissimo, che denotava molta velocità, imponente ed echeggiante.
-Quindi, ricapitolando. Voi siete andati accanto ad un tratto di fiume dove il calore era molto forte e sembrava aumentare ancora di più verso destra e c'era un rumore con quelle caratteristiche.
-Si. Dove vuoi arrivare?
-Alla soluzione dell'arcano.
Tutti erano incuriositi.
-Ragazzi, si tratta di una cascata. Ecco perché la temperatura, che già doveva essere molto alta, aumentava verso quella direzione. Maggiore è la velocità dell'acqua, maggiore è il calore che produce. Semplice fisica. In più, non c'è nulla in natura che sia in grado di produrre un simile boato, a parte il terremoto.
Will, più sereno, commentò:
-Abbiamo un ostacolo in meno allora.
Daniel, incurante, continuò a spiegare.
-Dopo una cascata, è assolutamente plausibile che ci sia una grotta, dove l'acqua del fiume, anche se non sfocia del tutto nella caverna, può comunque andare. Quindi la possibilità che esista qualcosa da esplorare c'è.
Robert a quel punto chiese se ne valeva la pena usare l'auto oppure se era meglio camminare a piedi, visto che la distanza doveva essere poca. Daniel optò per questa seconda alternativa, quindi parcheggiò l'auto sotto l'ombra di una grande quercia e tutti scesero, naturalmente con lo zaino, e si misero in marcia.
Quello che non si sarebbero mai potuti aspettare è che qualcuno li aveva visti scendere e li stava seguendo con lo sguardo.
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Progetto Di Vendetta
Mystery / ThrillerDanielle è una poliziotta che ha da poco ripreso servizio nel commissariato dove lavorava, da cui era stata sospesa. Appena rientrata, trova il commissariato sconvolto: è scomparso un poliziotto che lei conosceva, Mark. Danielle capisce che la chiav...
