Commissario Smith

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Le mie mani e i miei piedi sono legati con un nodo strettissimo e il dolore è lancinante a causa della pressione della corda. Non ricordo di preciso come e quando sono stato condotto in una specie di stanzetta dentro una lugubre e gelida grotta illuminata dalla luce naturale che filtrava  da qualche stretta fessura delle pareti, so solo che mi sono risvegliato, con un gran mal di testa e legato, e ho trovato davanti a me due volti familiari, cioè Mark e sua moglie, che mi guardavano entrambi con uno sguardo truce. Vedendo i loro volti grazie alla luce di una grossa lampada, soprattutto quello della moglie, avevo inteso quale potesse essere il motivo che li aveva spinti ad elaborare quel piano, ma volevo sentirmelo dire per scacciare ogni dubbio. Mark cominciò a parlare e confermò il mio presentimento. Ascoltare le sue parole piene di rancore mi fece molto male, perché io e Mark, nonostante fossi un suo superiore, eravamo amici e avevamo sempre lavorato molto bene insieme. Con le lacrime agli occhi, dissi loro che mi dispiaceva per quello che era successo e che mai e poi mai mi sarei perdonato di aver causato tanto dolore per un motivo tanto banale, ma loro ( e un po' li comprendevo) non ebbero alcuna pietà. La moglie di Mark, che aveva davvero sofferto molto, mi disse che mi avrebbero tenuto là dentro fino alla mia morte, che sarebbe rimasta dimenticata qualora qualcuno non mi avesse ritrovato. 

"I tuoi colleghi indagheranno sulla tua scomparsa, ma non credere che metteranno a rischio la loro vita per te perché non sei simpatico a nessuno. Avevi sempre quell'aria di superiorità addosso e non perdevi occasione di ricordare chi è che comandava, anche con mio marito, che si è sforzato sempre di vedere qualcosa di buono in te. Ti daremo quel poco di acqua e cibo che ti servono per vivere, ma non pensare che non morirai qua dentro nel più totale oblio. "

In quel momento mi resi conto che quella donna stava dicendo la verità in tutto: ero antipatico a tutti ed era vero che nessuno si sarebbe impegnato così tanto per me, come era vero il fatto che sarei morto qui, perché l'acqua e il cibo erano pochi e non è di certo possibile vivere a lungo in un ambiente tanto ostile senza le opportune risorse. Tutto quello che mi resta è pregare di essere trovato. In tal caso, la prima cosa che avrei fatto sarebbe chiedere scusa per il mio atteggiamento scorretto.

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