Danielle e i suoi compagni arrivarono alla grotta dopo una breve passeggiata. Secondo la poliziotta, quello stesso paesaggio che prima le sembrava incantevole, ora le metteva paura. Davanti a loro si ergeva questa enorme e imponente formazione, dove parte dell'acqua del fiume confluiva, che creava molta inquietudine soltanto a guardarla, perché da davanti non si vedeva nient'altro che buio. Soltanto Daniel non sembrava essere spaventato.
-Ragazzi, siamo arrivati e dobbiamo entrare.
Lo speleologo prese, dal suo enorme zaino, due torce (una per lui e una la affidò a Robert) e le borracce d'acqua, da dare ad ognuno dei presenti.
-Io andrò avanti e farò luce con la torcia quando la luce naturale scomparirà. Robert invece andrà per ultimo, così potrà illuminare tutto l'ambiente circostante. Ovviamente, il fatto che abbiamo le torce e le pile di ricambio non vi autorizza a non prestare attenzione a ciò che fate e a dove mettete i piedi.
Per un momento, Danielle desiderò di rispondergli a tono: era naturale che chiunque avrebbe prestato attenzione, non serviva lui a ricordarlo. Comunque, si accodò dietro a William e Daniel e tutti entrarono. L'ambiente della grotta era davvero orribile: la luce naturale che veniva da fuori arrivava a malapena a qualche metro e l'unico rumore che si sentiva, in maniera molto forte in quanto l'interno della grotta era molto largo e quindi c'era rimbombo, era lo scorrere dell'acqua, che in quel caso suonava comunque come una minaccia. Man mano che ci si allontanava dall'entrata, tutto si faceva più buio e freddo ed era evidente il fatto che si stava scendendo sotto terra. Danielle iniziò presto ad avvertire un senso di nausea, sicuramente dovuto all'ansia che le causava il fatto che la strada che stavano percorrendo sembrava non finire mai, e stava per chiedere al gruppo di fermarsi un attimo, ma decise di evitare perché erano là per salvare due persone e ogni secondo era prezioso. L'unica consolazione che aveva era che non era da sola, ma in compagnia di persone fidate e un esperto; qualora avesse dovuto lasciare il mondo terreno dimenticata là sotto, almeno non l'avrebbe fatto da sola. L'ambiente circostante era, ormai, tutto illuminato dalle torce e da qualche piccola fessura e Danielle, guardando alla parete destra della grotta (si guardava sempre intorno ovunque andava dopo il morso del serpente) notò dei segni. Lì per lì non ci fece molto caso, ma poi le venne in mente una cosa. Il commissario Smith, mentre raccontava della leggenda, menzionò dei disegni su una grotta che rappresentavano una sorta di Via Crucis, prevista per quelli che potrebbero definirsi, con linguaggio moderno, i traditori della patria. Questo dettaglio non poteva essere assolutamente trascurato, così interruppe la camminata.
-Ragazzi, vi ricordate dei graffiti di cui ci parlò Smith quando ci riunimmo nel suo ufficio per la scomparsa di Mark?
I suoi colleghi annuirono, mentre Daniel guardava tutti con aria interrogativa (giustamente anche, perché questo dettaglio non gli era stato raccontato).
-Li abbiamo trovati. Guardate verso destra.
Tutti si girarono verso il punto indicato da Danielle e se ne resero conto. Robert disse:
-Dobbiamo avvicinarci meglio per osservarli.
Il gruppetto andò verso i graffiti. Quello che videro fu esattamente quello che aveva detto Smith. Una processione. Danielle era soddisfatta, ma Robert ancora no.
-Bene, ma come possono aiutarci a livello pratico?
Tutti rimasero in silenzio. Danielle si rese conto che era una bella domanda, a cui, almeno fino a quel momento, non sembrava avere risposta. Mentre rifletteva per trovarla, le cadde l'occhio su un piccolo riflesso di luce sul fiume e si mise ad osservarlo, perché era davvero bello. La luce doveva per forza essere naturale perché il riflesso era dovuto ad un raggio che entrava nella grotta da un'altra fessura, un pochino più grande di quelle viste fino a quel momento. Per un attimo si perse in quel piccolo spettacolo, che le ricordò quanto visto alla cascata, ma si risvegliò subito quando, grazie a quella luce, notò un bivio. Era sicura che era quello menzionato dalla leggenda. Doveva dirlo agli altri.
-Ragazzi, siamo davanti a un bivio. L'ho notato grazie alla luce naturale che entra qui da una fenditura.
Daniel illuminò l'ambiente davanti a se e quello che si trovò davanti era proprio un bivio. William domandò:
-Che strada dovremmo prendere?
Robert, che intanto aveva intimato a Daniel di spostare la torcia verso di loro così da poter spegnere la sua per risparmiarla (tanto erano tutti vicini e ne bastava tranquillamente una) gli rispose:
-Non saprei. Daniel, tu che sei l'esperto, che suggerisci?
Daniel, anche alla luce dei disegni di cui aveva notato un particolare utile, era pronto per rispondere, ma una botta in testa glielo impedì. Danielle e Robert, spaventati, tentarono di soccorrerlo, ma anche loro vennero colpiti. La poliziotta, mentre cadeva, ripensò ai pensieri fatti poco prima sulla sua morte.
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Progetto Di Vendetta
Mystery / ThrillerDanielle è una poliziotta che ha da poco ripreso servizio nel commissariato dove lavorava, da cui era stata sospesa. Appena rientrata, trova il commissariato sconvolto: è scomparso un poliziotto che lei conosceva, Mark. Danielle capisce che la chiav...
