Epilogo

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William si concentrò sui suoi colleghi che cercavano di salvarsi aggrappandosi gli uni agli altri, ma sapeva che non ce l'avrebbero mai fatta ad uscire vivi da quell'inferno. Sentiva Danielle che gli chiedeva aiuto e Robert che lo insultava, ma non gliene importava più niente, nemmeno della promessa fatta da Mark, perché lui in realtà non conosceva nessuna alta autorità militare; si era soltanto approfittato. Rimase fermo vicino alla grotta in attesa che la pioggia si fermasse, perché altrimenti non avrebbe mai potuto attraversare il fiume. L'attesa, fortunatamente per lui, si rivelò breve e in quattro e quattr'otto riuscì ad arrivare alla boscaglia, anche se non fu semplice nuotare perché il fiume era comunque gonfio. Sapeva cosa avrebbe fatto una volta tornato alla civiltà: avrebbe dichiarato alla polizia che il commissario era stato ritrovato grazie agli sforzi della squadra e che Mark aveva finto la sua scomparsa per vendicarsi di lui, ma tutti erano morti nella grotta a causa di una piena che l'aveva invasa. La sua storia avrebbe sicuramente funzionato, perché il temporale c'era stato. Inoltre, nessuno poteva provare che lui li aveva spinti tutti in acqua, nemmeno i soccorritori che sarebbero stati mandati a ritrovare i cadaveri (tra cui quello di Daniel, che si era accorto di tutto), cosa che non sarebbero mai riusciti a fare vista la profondità della grotta. Finalmente, l'incubo che quel commissariato aveva rappresentato per lui era terminato. Ora doveva andare avanti con la sua vita.

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