Non avrei mai pensato che un semplice messaggio potesse trasformare una serata in un campo minato.
“Non siete mai stati così vicini al vero pericolo. Preparatevi.”
Tre parole sul telefono di James avevano scosso tutti noi fino alle ossa. Io le avevo lette per prima, sentendo il cuore saltare un battito.
Non era solo un avvertimento: era un annuncio di quello che stava per arrivare.
James mi strinse la mano, il suo sguardo fisso sul display.
«Anna… dobbiamo restare uniti.»
Io annuii. «Lo so. Ma questa volta non possiamo improvvisare.»
Max avanzò al mio fianco, visibilmente teso.
Mi «Non possiamo permetterci distrazioni. Chiunque sia, sa quello che facciamo e dove siamo.»
Poi, alle nostre spalle, arrivarono Alexander, Xavier, Mattheo e mio padre.
La presenza di tutta la famiglia era rassicurante, eppure aumentava anche la pressione: ogni gesto, ogni parola doveva essere perfetta, o rischiavamo di scatenare qualcosa di peggio.
«Non lasceremo che ti facciano del male», disse mio padre, la voce profonda e tagliente.
«E voglio che tu sia ferma, Anna.»
Io lo guardai negli occhi. «Lo sarò.»
Decidemmo di muoverci insieme verso la strada principale, dove l’ombra del pericolo sembrava più concreta.
L’aria era carica di tensione, e ogni rumore sembrava amplificato.
Io camminavo tra James e Max, sentendo Alexander e Xavier controllare i lati, mentre Mattheo manteneva gli occhi sulla nostra retroguardia.
Mio padre guidava la strategia, distribuendo ordini brevi e precisi.
All’improvviso, un’auto nera ci bloccò la visuale. Il motore era acceso, i fari spenti. Qualcuno stava aspettando il momento giusto.
James avanzò leggermente, proteggendomi, mentre Max si posizionava di lato pronto a reagire. Alexander e Xavier avanzarono, formando un corridoio di protezione attorno a noi, e Mattheo osservava attentamente.
«Chi siete? Cosa volete?» chiese mio padre, la voce ferma.
L’uomo non rispose, ma dalla tasca estrasse qualcosa: un dispositivo luminoso che illuminò il suo volto, rivelando parzialmente i lineamenti. Non riuscivo a identificarlo completamente, ma bastò per farmi capire che non si trattava di un semplice stalker.
Questo era personale.
James si fece avanti, il corpo rigido, pronto a difendermi. Max lo affiancò, mentre Alexander avanzava con calma strategica, bloccando ogni possibile via di fuga.
Xavier e Mattheo erano pronti a intervenire, ma la tensione cresceva.
Io respiravo lentamente, cercando di restare lucida.
Non potevo permettere che la paura mi paralizzasse.
Improvvisamente, il telefono di James vibrò.
Un’altra foto: io e James, scattata di nascosto, con una didascalia inquietante: “Non siete al sicuro nemmeno tra di voi.”
Un brivido mi attraversò la schiena.
Mio padre serrò la mascella. «Questo diventa personale.»
Max avanzò, pronto a lanciarsi contro l’uomo. «Se anche solo prova a fare un passo…»
Io lo fermai con un gesto della mano.
«Aspetta. Dobbiamo capire chi ha il controllo, prima di reagire.»
L’uomo fece un passo indietro, sparendo tra le ombre, ma la sensazione di minaccia era palpabile. Alexander scambiò uno sguardo con James e Max: tutti sapevamo che questo era solo l’inizio.
Tornati acasa, la famiglia si riunì nel soggiorno. Mio padre prese la parola: «Non possiamo più ignorare la cosa. Tutti dobbiamo sapere chi è coinvolto e come reagire.»
Io annuii. «Lo so. Ma dobbiamo essere lucidi. Non possiamo farci trascinare dall’ansia.»
James strinse la mia mano. «Non sarai sola.»
Alexander, Max e Xavier iniziarono a discutere a bassa voce strategie per rintracciare l’uomo.
Mattheo e gli altri fratelli tenevano sotto controllo porte e finestre, pronti a reagire a qualsiasi movimento sospetto.
Io osservavo, cercando di coordinare le emozioni e mantenere la calma.
Non potevo permettere che la paura prendesse il sopravvento, e dovevo proteggere anche James, più vulnerabile in quel momento.
Poi, il telefono di Alexander vibrò. Un messaggio criptico: “Non riuscirete a fermarmi. Preparatevi a perdere tutto ciò che amate.”
Mio padre strinse i pugni. «Questo è personale. E non permetterò che qualcuno vi tocchi.»
Io sentii la responsabilità crescere dentro di me: non solo io e James eravamo in pericolo, ma tutti quelli che amavo erano coinvolti.
James mi guardò e sussurrò: «Anna… dobbiamo essere pronti a tutto.»
Io annuii, il cuore che batteva a mille. «Sì. E non ci tireremo indietro.»
La tensione restava palpabile.
Tutti nella stanza sapevamo che la prossima mossa non sarebbe stata nelle nostre mani.
Il pericolo era reale, vicino, e pronto a colpirci in qualsiasi momento.
E mentre tutti si sistemavano strategicamente, il telefono di James vibrò di nuovo.
Questa volta era un messaggio video: una ripresa recente di me e James insieme, con la didascalia: “Pensavate di essere al sicuro. Vi sbagliate.”
Il silenzio cadde immediato nella stanza.
Tutti noi ci guardammo, consapevoli che la minaccia non era più solo un’ombra.
Era concreta, vicina, e pronta a fare il prossimo passo.
Mio padre e Alexander scambiarono uno sguardo che significava solo una cosa: era tempo di agire
Io sentii il braccio di James stringere il mio.
Max posizionarsi accanto a noi. Xavier e Mattheo pronti a difenderci.
Mio padre in piedi davanti, autorevole e pronto a dare ordini.
Tutta la famiglia era in posizione, e io sapevo che non c’era più ritorno.
Il messaggio terminava con una frase che fece gelare il sangue nelle mie vene:
“Questa volta, il gioco inizia davvero.”
E io capii che la vera battaglia stava per cominciare, e che nulla sarebbe stato più come prima.
STAI LEGGENDO
Mafia Girl
RomansaAnna ha 16 anni, fin da quando era piccola ha subito molta violenza di parte di sua madre e il suo compagno. Cosa succederà ad Anna quando scoprirà di avere 10 fratelli e un padre biologico?come farà ad iniziare a fidarsi della sua nuova famiglia...
