Non ricordavo l’ultima volta che avevamo fatto qualcosa solo per noi.
Dopo settimane di tensione e paura, quella sera James aveva insistito:
“Stasera siamo solo noi. Niente problemi, niente ansie, solo io e te.”
Mi preparai rapidamente, scegliendo qualcosa di semplice ma curato.
Volevo sentirmi a mio agio, libera di essere me stessa. Quando James bussò alla porta, il suo sorriso sicuro illuminò tutto.
I suoi occhi incontrarono i miei e, per un attimo, il mondo sparì.
Non servivano parole: bastava quel semplice scambio di sguardi per capirci.
«Sei pronta?» chiese, abbassando leggermente la voce.
Annuii, e lo seguii verso la macchina.
Le luci della città ci avvolgevano mentre camminavamo mano nella mano.
La tensione dei giorni passati sembrava dissolversi, e il battito dei nostri cuori sincronizzato ci ricordava che, finalmente, potevamo respirare.
Arrivammo in un piccolo ristorante intimo, con luci soffuse e tavoli appartati.
Ci sedemmo vicino alla finestra, osservando le luci della città riflettersi sui vetri. Tutto intorno sembrava lontano, quasi irreale.
«È strano», disse James, prendendo la mia mano sotto il tavolo, «dopo tutto quello che abbiamo passato, stare qui con te sembra… normale.»
«Normale?» ridacchiai.
«Non so se questo sia normale. Ma è bello. Davvero bello.»
Ci scambiammo un sorriso che diceva tutto. Parlare era importante, ma il contatto delle mani era ancora più significativo.
Ogni sfioramento, ogni piccolo gesto creava un brivido lungo la schiena, un legame palpabile tra di noi.
Il cibo arrivò, ma quasi non lo toccammo. Ridevamo, scherzavamo, parlavamo dei sogni e delle piccole follie quotidiane.
Ogni tanto James sfiorava il mio braccio o la spalla, e io sentivo una gioia silenziosa che mi attraversava. Poi ci baciammo: un bacio leggero, timido, ma pieno di sentimento.
Dopo cena, camminammo per le strade illuminate, mano nella mano. La città era viva, ma noi eravamo in un mondo tutto nostro. Ogni sguardo, ogni risata, ogni gesto leggero aumentava la complicità tra noi.
«Anna…» disse James, fissandomi negli occhi, «stare con te così… è tutto ciò che volevo.»
Io sorrisi, il cuore che batteva forte. «E io voglio solo stare con te.»
Ci fermammo in un piccolo parco, sedendoci su una panchina vuota.
La notte ci avvolgeva, e la semplice vicinanza ci bastava.
Non c’erano parole necessarie: solo i nostri respiri, le mani intrecciate e i sorrisi che si scambiavano tra noi.
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Mafia Girl
RomansaAnna ha 16 anni, fin da quando era piccola ha subito molta violenza di parte di sua madre e il suo compagno. Cosa succederà ad Anna quando scoprirà di avere 10 fratelli e un padre biologico?come farà ad iniziare a fidarsi della sua nuova famiglia...
