Non avevo mai sentito un silenzio così carico di tensione come quella notte.
Dopo il messaggio minaccioso e le foto scattate di nascosto, sapevamo che il pericolo non era più solo una possibilità: era imminente.
La mia famiglia, tutta quanta, era in casa con noi.
Mio padre, Alexander, Xavier, Mattheo, Max e gli altri fratelli erano disposti strategicamente tra soggiorno, corridoi e finestre, come una rete invisibile pronta a scattare.
Io e James eravamo nel centro di questa protezione, consapevoli che ogni nostro passo poteva essere cruciale.
James mi prese per mano, stringendola forte.
«Anna… questa volta sarà diverso. Non possiamo permetterci errori.»
Io annuii. «Lo so. Ma non ho intenzione di tirarmi indietro.»
Il rumore dei vetri rotti ci fece sobbalzare.
Un lampo di metallo lucente nella luce dei lampioni ci fece capire che qualcuno era già entrato.
Alexander si mosse in avanti, afferrando una mazza appoggiata vicino al camino, mentre Max si posizionava accanto a me, pronto a reagire.
Xavier e Mattheo si spostarono rapidamente verso l’ingresso principale, e mio padre avanzò verso il corridoio con calma glaciale, la mano pronta a comandare o difendere chiunque si avvicinasse.
«Chiunque si muova, reagiamo subito», ordinò mio padre, la voce tagliente e autoritaria.
Io respirai profondamente, cercando di restare lucida.
Non potevo permettere che la paura mi paralizzasse, non ora.
Ogni passo doveva essere calcolato, ogni respiro un’arma silenziosa.
Un rumore improvviso alle scale fece girare tutti i membri della famiglia.
James strinse la mia mano e mi spinse dietro di lui.
Alexander avanzò lentamente, seguendo il suono, mentre Max e Xavier controllavano le finestre.
Mattheo afferrò un bastone di legno, pronto a bloccare qualsiasi intruso.
Io restai ferma, pronta a intervenire se necessario, mentre il cuore batteva all’impazzata.
Poi lo vidi: un uomo alto, incappucciato, con movimenti rapidi, che scendeva le scale verso di noi. Non era solo.
Dietro di lui, un altro figura emergeva dall’ombra del corridoio.
Era chiaro che avevano pianificato tutto, e che noi eravamo il loro obiettivo.
«Non fate un passo avanti!» gridò mio padre.
L’uomo esitò per un attimo, valutando la disposizione della famiglia. Poi avanzò, rapido.
Max si lanciò verso di lui, ma io lo fermai. «Aspetta!», urlai.
James mi guardò sorpreso.
«Anna…?»
«Non possiamo permettere loro di guidare la situazione», dissi con voce ferma. «Max, tienilo occupato, ma non scagliarti senza strategia.»
Alexander fece un passo deciso, bloccando la via d’uscita.
Xavier e Mattheo erano pronti a intervenire fisicamente se necessario.
Io osservavo la scena, cercando un punto debole.
Sapevo che dovevo pensare rapidamente.
L’uomo incappucciato fece un passo avanti e cercò di afferrarmi.
Io rotolai di lato, evitando il contatto, e afferrai un bastone vicino al divano, preparandomi a difendermi.
James reagì immediatamente, bloccando l’uomo e spingendolo indietro.
Max si fece avanti, pronto a colpire, mentre Alexander e mio padre coordinavano l’azione, cercando di bloccare ogni via di fuga.
Il primo attacco durò pochi secondi, ma sembrava infinito.
Io sentivo il cuore battere così forte che quasi non riuscivo a respirare, ma restai ferma, pronta a reagire.
James mi lanciò uno sguardo: la nostra sincronizzazione silenziosa era l’unica cosa che ci teneva in piedi.
Poi il secondo uomo si mosse, cercando di raggiungere James.
Io afferrai un oggetto pesante e lo colpii sul braccio dell’intruso.
L’urlo echeggiò nella stanza.
Max approfittò del momento e lo bloccò a terra.
Alexander e Xavier chiusero la porta principale, impedendo la fuga.
Mio padre osservava la scena, pronto a intervenire in caso di bisogno.
Quando tutto sembrava calmarsi, un nuovo rumore ci fece voltare tutti.
Dall’ingresso secondario comparve un’ombra ancora più grande: qualcuno che conosceva bene le nostre abitudini e la nostra casa.
Mio padre si mosse immediatamente, ma io sapevo che non sarebbe bastato.
«Anna… dietro di me», disse James, la voce tesa.
Io obbedii, ma sentivo la responsabilità pesare: dovevo proteggere me stessa e aiutare gli altri a restare lucidi.
L’intruso si fermò, osservandoci con occhi freddi e calcolatori.
Poi parlò, la voce distorta dalla maschera: «Pensavate di poter giocare con me senza conseguenze? Sbagliato.»
Il sangue mi si gelò nelle vene.
Tutta la famiglia era pronta, ma nessuno osava fare il primo passo.
Mio padre strinse la mascella, Alexander avanzò di lato, Max e Xavier erano pronti a reagire, Mattheo teneva sotto controllo ogni punto della stanza, e io restai ferma accanto a James, cercando di valutare la situazione.
Poi, senza avvertimento, l’intruso estrasse un piccolo dispositivo e premette un pulsante.
Un rumore acuto rimbombò nella stanza, e le luci si spensero completamente. L’oscurità ci circondò.
«Non vedo nulla!» gridò Max.
«State calmi!» ordinò mio padre.
Io sentii la mano di James stringere la mia. «Anna… non mollare.»
Un colpo secco rimbombò vicino alla porta. Qualcuno stava entrando di nuovo. Alexander strinse i pugni, pronto a difendere la famiglia.
Io sentii l’adrenalina salire: il pericolo non era più lontano, era dentro casa, e stavamo per scoprire quanto fosse reale la minaccia.
E in quell’oscurità totale, con il cuore che batteva all’impazzata e tutti i membri della famiglia pronti a difendere la casa, capii una cosa: questa volta non sarebbe stata una battaglia fisica qualsiasi.
Sarebbe stato uno scontro dove la vita di tutti noi era in gioco.
E il cliffhanger finale si materializzò: una voce sconosciuta, vicino al mio orecchio, sussurrò:
“Non potete fermarmi… e la prossima mossa sarà fatale.”
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Mafia Girl
RomanceAnna ha 16 anni, fin da quando era piccola ha subito molta violenza di parte di sua madre e il suo compagno. Cosa succederà ad Anna quando scoprirà di avere 10 fratelli e un padre biologico?come farà ad iniziare a fidarsi della sua nuova famiglia...
