Capitolo 9

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Oggi sono andata a scuola e stranamente è andato tutto bene.

Oggi la biondina non si è fatta vedere, ho fatto anche amicizia con un certo Conrad Royce, che mi è sembrato molto simpatico.

Ora invece mi trovo a cena, l'appetito ormai se n'è andato a farsi fottere e io sono ancora qui davanti al mio piatto.

Dopo aver sistemato tutto mi sono incamminata per andare in camera, e nel frattempo iniziai a sentire un leggero mal di testa, e la mia testa ha iniziato a girare, ma non ci ho fatto caso e mi recai piano piano in camera. Fino a quando sentí un forte dolore alla testa..........

Non deve succedere,non devono scoprirlo.

E in meno che non si dica mi sentì rotolare per le scale, e l' unica cosa che sono riuscita a mettere a fuoco è stato il buio.

..................

in ospedale...

Mi alzai con un gran mal di testa e un solo suono il tintinnio di qualcosa non molto lontano da me.

Dopo aver messo a fuoco le immagini che ho davanti, ho capito che non ero né in camera mia né a casa.

Esattamente ero in ospedale, c'è molta probabilità che l'ho hanno scoperto ma c'è anche una piccola percentuale che non l'ho hanno scoperto.

Dopo vari pensieri, senti la porta aprirsi e vidi mio padre seguito dai miei fratelli entrare. Notavo negli occhi di tutti la preoccupazione e felicità.

Dopo veri abbracci Xavier fece uscire tutti dalla stanza e si sedette al bordo del letto e preocupato iniziò a parlare.

"Anna se mi vuoi dire qualcosa che non sappiamo e che ti fa preoccupare raccontacelo" mi chiese dolcemente Xavier. "No, non c'è niente che dovete sapere "dissi con certezza, anche se non credo neanche io alle parole che dicevo.

"Anna, senti posso capire che non ti fidi ancora, ma di me ti puoi fidare, se non vuoi che lo dico a gli altri non lo dirò"

"Va bene" gli dissi prima di iniziare a parlare. "È iniziato tutto quando avevo sei anni, in una notte tranquilla mentre io e il mio fratellastro Jonathan stavamo andando a dormire , e proprio mentre stavamo salendo sulle scale abbiamo sentito delle urla , e spaventati siamo andati a controllare. Le urla provenivano dalla cucina c'erano mamma e lo zio, stavano di nuovo litigando. Mi ricordo ancora come oggi che quella litigata avrebbe segnato l'inizio di una lunga fase di litigi e piano piano anche di violenza sia verbale sia fisica , non solo su mia madre ma anche su di me, per poi spostarsi letteralmente solo su di me . Io e Jonathan, che era più grande di me, eravamo molto legati. Due anni dopo Jonathan dovette lasciare casa per motivi di lavoro e da lì cambiò la nostra vita. È tutto iniziato con uno schiaffo, due e finirono per diventare pestaggi veri e propri. Oltre a tutto ciò hanno causato il mio stupro che hanno programmato loro ,mi hanno causato tante cose brutte e ferite profonde difficili da curare, quindi tutti i lividi che ho sono loro la causa ma ora sono morti."

Dopo che ho finito di parlare notai Xavier perplesso e triste. E poi conclusi il tutto con " se lo vuoi dire agli altri dillo, mi risparmi parole, tanto prima o poi ne venivate a conoscenza." Dissi prima di girarmi di schiena.

"D'ora in poi nessuno ti toccherà mai più " mi disse accarezzandomi i capelli per poi uscire.

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