capitolo15

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Ricapitolando ho fatto conoscenza di tutta la mia famiglia, suona ancora strano, compresi nonni,zii,cugini, le fidanzata di Alexander e quella di filippo e finalmente di mia nipotina mary di un anno ed è la figlia di Alexander ed Elena il loro matrimonio si è già attuato invece quello di filippo e Amelia si terra quest'anno in estate.

Dopo le vari presentazioni ecc siamo andati a fare colazione.

"Anna come ti stai trovando, nella tua nuova casa" mi chiese mia nonna Julia "molto bene " le dissi prima di prendere un boccone del mio cibo.

La cosa più strana è che ho solo 3 cugine tutti gli altri sono maschi.

Finito di fare colazione ci siamo diretti tutti in salotto io mi sedetti vicino a mi cugina alessia ed Elena, ho parlato con entrambe e sono molto simpatiche.

Mary è rimasta tutto il tempo in braccio a me fino a quando non si è addormentata.

" Non so come è riuscita a dormire di solito ci impiega un secolo prima di addormentarsi " dice ridendo e io risi con lei.

mi chiese poi gentilmente di portarla su in camera sul suo letto a dormire e io senza pensarci due volte la avvolsi tra le mie braccia e la portai su piano piano per non risvegliarla.

Dopo averla appoggiata sul letto chiusi la porta piano piano e mi iniziai a incamminare verso le scale prima di venire avvolta da delle possenti braccia che mi portarono dentro una camera.

Era James.

"Ma porca puttana James,mi hai fatto prendere un colpo" " oh mi dispiace piccola ti ho spaventata" disse facendo passare la sua mano sulla mia faccia prima che io gliela togliessi.

In tutto ciò lui è messo difronte a me faccia a faccia con una mano contro al muro che era dietro di me , cercai di farlo allontanare ma niente.

"Hai da fare" mi chiese " no perché" "alle 18:00 ti trovo vicino al garage quello fuori fa si che nessuno sappia che sei fuori con me se no i tuoi fratelli mi fanno a pezzi " mi disse portandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio per poi farmi l'occhiolino e uscire "ma.." " non c'è nessun ma e si puntuale" disse infine uscendo dalla porta.

Ma porca puttana guarda che potrei anche non presentarmi ha dei modi di merda per chiedere a qualcuno di uscire.

Scesi giù facendo finta di niente e rimettendomi seduta.

Scrissi a papà visto che era andato al lavoro se potevo uscire a farmi una passeggiata.

Ecco che parte la prima bugia, piomeno.

Ok sono le sei meno cinque e io sto uscendo dalla porta e menomale che nessuno mi ha vista mi incamminai al garage fuori ed eccolo li con due caschi e un motore molto bello è proprio quello su cui era quando ci siamo visti al semaforo.

"Non potevi dirlo che avresti portato la moto immagina se mi sarei messa un vestitino" dissi posizionandomi davanti a lui a mani incrociate " non ci sarebbe stato nessun problema " disse facendomi incazzare ancora di più "stronzo" dissi a denti stretti per poi calmarmi e chiederli "dove andiamo" "lo scoprirai" mi disse per poi darmi un casco.

Salimmo sulla moto lui accelerò costringendomi ad avvolgere le mie mani contro il suo corpo.

Arrivati scesi dalla moto e mi incamminai più vicino alla cima, ebbene sì mi aveva portato su una cima da cui si vede penso tutta la città. Mi piace questo posto davvero molto

"Ti piace " mi chiese poggiando il casco sulla moto " si molto " li dissi .

Lui si avvicino sedendosi e io feci lo stesso vicino a lui " ci vengo sempre è uno dei miei posti preferiti " " come mai , cioè ogni posto speciale ha un significato " " si ecco qui tutta la parte rumorosa della mia vita rimane lì quindi stare qua mi solleva tanto" " così però mi stupisci sai esprimerti" dissi sarcastica facendolo ridere.

È molto bello quando ride e mi piace il suo sorriso.

Continuammo a scherzare lui raccontò che vive insieme a suo padre e sua madre è morta infine io li raccontai un po' della mia vita.

È proprio una persona carina mentre li raccontavo le mie cose non mi sentivo giudicata ma compresa e capita.

Sto ragazzo o è una brava persona o ci sa fare.

Finito tutto erano le undici di notte quindi abbiamo deciso di tornare a casa perché se no tutti si inizieranno a preoccupare.

Arrivati ci augurammo buonanotte mi dirissi verso casa.

Menomale che non hanno detto niente.

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