Non che si fosse aspettato che la sua vita avrebbe preso una piega più facile, ma neppure che tutto si sarebbe complicato in quel modo. Le ore successive non furono più dure ma sicuramente non più leggere.
Ben presto Monfort dovette lasciare Palazzo de Bourienne poiché una paziente era entrata in travaglio e per questo fu obbligato a lasciare Sophie nella gabbia del leone. Ma era altrettanto vero che si fidava di sua figlia per cui risolte le ultime raccomandazioni del caso si congedò da loro.
Sophie non aveva lasciato nemmeno un momento il letto dell'uomo. La tintura aveva sortito effetto e quegli apparve recuperare fiato ma la sua fronte scottava poiché l'infenzione era ancora in corso. Biascicò al suo risveglio qualche parola ma il sonno e la stanchezza presero il sopravvento nuovamente.
Fu allora, solo allora che Sophie volse lo sguardo verso Simon che era in uno stato di fragilità emotiva evidente e presa da una preoccupazione mista a tenerezza prese coraggio.
" Starà bene vedrete, passata questa notte recupererà le forze".
"Ne sono certo e.. a proposito, vi sono grato per quanto avete fatto per noi.."
La donna non disse nulla si limitò solo ad accennare con la guancia destra un sorriso. Simon era stato tutto il tempo di fronte a lei, seduto accanto a suo padre e non aveva smesso di guardarlo un solo istante. Per uno strano scherzo del destino il vecchio De Bourienne separava lo spazio tra di loro quasi a materializzare la metafora della loro vita.
Sophie si alzò, prese a piegare una pezza e con attenzione tamponò la fronte del Duca sperando che la febbre si abbassasse poiché fino a quel momento pareva essere oltremodo stabile.
Ogni tanto guardava Simon ed era evidente che vi fosse dell'imbarazzo tra di loro ma nessuno osava proferire parola.
"Sophie.. mi dispiace"
E lei presa dal desiderio smanioso di abbracciarlo dovette con fatica trattenersi per risultare indifferente quando la realtà dei fatti era che non desiderava altro che.. stringerlo.
"Non mi dovete niente mio signore".
"Come potete dirmi questo milady!"
E lei con ancor più fermezza continuò a tamponare il viso di suo padre"
"Duca"
"Simon, vi prego"
Lei annuì "Non è il caso, non mi pare sia il caso, ve ne prego, non adesso".
L'uomo chiuse istintivamente le mani in pugni stretti, serrò la mascella anche se convenne con lei che il momento era insolito ma la verità era che il giovane stava combattendo dentro di sé una ennesima battaglia. Da un lato vedeva la fragilità di suo padre dall'altro risuonavano nelle orecchie le sue parole. Cosa poteva mai fare?
Il Monfort aveva ragione doveva prendere una decisione ma doveva farlo alla svelta prima che qualcuno si facesse male sul serio.
"Sono io la causa" la causa di tutti i mali intendeva dire.
Era colpa sua se Sophie soffriva, così come sua era la colpa dei dispiaceri e i dissapori con suo padre, ed era altrettanto sua la colpa se anche Camille avesse sofferto per il suo comportamento.
La fanciulla chiuse gli occhi e con più decisione fece pressione sulla pezza intrisa d'acqua lasciandola così a mezz'aria poi continuò a tamponare il volto dell'uomo febbricitante.
"Io non sono e sarò mai il motivo per cui voi getterete via la vostra vita. Esistono degli obblighi e che ci piaccia o no è necessario che a tale obbligo si assolva". Lo disse con una convinzione così tale che anche Simone vacillò.
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I Custodi Della Bellezza
Fiksi SejarahSi era alzato il vento quella mattina. Si era alzato indomito e sulla sua scia aveva incontrato le anime di due giovani così tanto diversi ma decisamente uguali. Li aveva sfiorati, accarezzati e condotti l'uno tra le braccia dell'altro. Non si erano...
