Capitolo 26

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Con la conclusione della seduta Simon tornò a respirare. L'aria all'esterno era frizzantina, più fredda di quanto immaginasse ma mai come nelle ultime settimane tornò a ingoiarne a pieni polmoni.

Era fiducioso, lo era estremamente.

Sapeva bene infatti che l'Imperatore non avrebbe mosso obiezioni, non c'era ragione e per tanto avrebbe da un lato indispettito i nobili, dall'altra avrebbe onorato un uomo buono.

Gerard, in piedi, retto, fuori dalla carrozza, lo attendeva nella piazzetta antistante il Consiglio, a pochi passi dall'entrata ma quelli guardandolo sentì uno strano impulso e volle camminare.

La città a quell'ora brulicava di persone, pensò dunque di approfittarne. La giornata non era soleggiata, un banco di nuvole si era stanziato su tutta la città, quasi come a voler rimarcare l'atmosfera che si respirava.

Optò per un passeggio più lungo. Gli alberi spogli si piegavano innanzi a lui e man mano che avanzava le strade parevano diventare più strette.

Camminava con lo sguardo fiero, la schiena diritta e l'arroganza di chi sa di essere nel giusto. Il vento gli accarezzava il volto e le gote si arrossarono tanto che provò un certo fastidio da fargli arricciare gli occhi.

Deciso a continuare seguendo la naturale inclinazione della strada, si ritrovò in una piccola piazza. Al suo passaggio il mormorio delle persone diveniva man mano più intenso e questo voleva dire che tutti iniziavano a parlarne.

Lo slargo non era grande, di forma rettangolare, era costellato da tutta una serie di piccole botteghe.Fuori da queste vi erano i proprietari che allestendo dei banchetti anche questi in legno scuro, tenevano in bella mostra la loro mercanzia.

L'odore di erbe aromatiche misto all'incenso rendeva l'ambiente gradevole non solo agli occhi ma anche allo spirito.

Fu ispirato da delle penne che erano racchiuse in piccoli scrigni insieme ai contenitori contenti della china. Ne apprezzava la fattezza. L'artigianato l'aveva sempre incuriosito. Per sua naturale inclinazione era attratto da tutto quello che fosse bello, che fosse in legno, in ferro o ceramica.

Un'altra delle sue più grandi passioni erano le pietre. Soprattutto quelle che data la loro naturale formazione potevano essere inserite all'interno di graziosi monili.

Si avvicinò ad una bancarella e si sorprese nel vedere quanto graziose fossero alcune collanine che la donna aveva con cura realizzato. Passava le mani sulle pietre, ne toccava la consistenza, la lucentezza. Ne apprezzava visibilmente i colori e le forme. Una in particolare lo colpì, uno smeraldo incastonato in una collanina d'oro. Le ricordavano i riflessi dei suoi occhi. Molto delicata. Semplice. Si fece dare il monile che fu prontamente posto in una piccola confezione che ripose con cura nella giacca del mantello.

Nella confusione, vide poi un chioschetto di fiori e fece per avvicinarsi. Sorrise ripensando alle parole durante della fanciulla durante la cena. " I fiori sembrano parlare" aveva detto lei. Sotto consiglio ordinò dunque delle rose pallide che si fece consegnare a casa. Pensò infatti avrebbe potuto inviarle un omaggio floreale insieme ad una piccola lettera di accompagnamento per invitarla ad una soirèè teatrale.

Non fece nemmeno dieci passi che in un angolo cieco della piazza, una vecchina sulla settantina, seduta su una seduta di paglia, avvolta da uno scialle color crema, gli fece cenno di avvicinarsi.
Simon si fermò, più per cortesia che per reale interesse.

La nonnina aveva davanti a sé un banchetto di legno, ricco di cestini pieno di amuleti, fili rossi intrecciati e sacchetti di lino che venivano solitamente cuciti negli abiti o nascosti nei corsetti con all'interno delle erbe quali rosmarino, alloro, menta e lavanda.

I Custodi Della BellezzaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora