Quel nastro verde fu il lasciapassare della serata.
Lo sfilò dalle rose che non aveva mai allontanato dal suo sguardo per tutto il giorno, lo raccolse tra le dita e lo strinse intorno ai capelli, fermandolo in un perfetto fiocco sulla nuca.
Quella sfumatura si intonava perfettamente con i suoi occhi che naturalmente erano in pendant con l'abito di velluto arricchito dai bottoni di madreperla che aveva scelto per l'occasione.
Sophie neppure ricordava l'ultima volta che avesse messo piede in un teatro e quando lo aveva fatto era solo per ascoltare dei concerti ma mai i suoi occhi avevano potuto godere di una pièce teatrale.
Suo padre, in completo scuro, l'attendeva sull'uscio della porta e quando la vide arrivare non potè far altro che emozionarsi e commuoversi.
"Assomigli ogni giorno di più a tua madre" quello fu probabilmente il complimento più dolce e sincero che le avesse riservato in vita sua.
La carrozza era stata tirata a lucido per l'occasione, i cavalli spazzolati con rigore e i valletti vestiti tutti in maniera impeccabile. Non ci volle molto fino a quando uno di questi aprisse con una certa attenzione lo sportello fissando per bene l'ultino scalino lasciò scendere dapprima il Barone poi sua figlia.
Il teatro in una perfetta forma circolare era posto al centro della città. La sua forma circolare era segnata dalle enormi colonne di marmo che primeggiavano non solo all'esterno ma anche all'interno dello stesso teatro. Quelle colonne d'avorio assumevano una colorazione più intensa quando riflettevano il tremolio delle luci poste su questi meravigliosi candelabri rifiniti in ferro e cristalli.
I due salirono l'enorme scalinata dell'atrio ed in breve si ritrovarono all'interno.
Il barone nel suo passaggio stringeva mani, raccoglieva saluti, ostentando le insigne della sua baronia che non aveva omesso di appuntare sul petto a dispetto di Sophie che invece non faceva altro che cercare con gli occhi il suo cavaliere.
Simon aveva raggiunto il teatro con una puntualità che non gli apparteneva.
Aveva optato anche lui per un completo rigorosamente nero: un frac! Le scarpe tirate a lucido, una camicia bianca a cui aveva abbinato una cravatta anche questa tono su tono annodata con una precisione quasi rituale. Non aveva tralasciato neppure i guanti avorio e l'orologio d'oro che teneva nel taschino sinistro, con la catena agganciata al bottone centrale del gilet.
In piedi, retto, con le mani dietro la schiena l'aveva attesa per tutto il tempo col cuore colmo di gioia ed il sorriso sulle labbra ai piedi dell'imponente scala che portava gli abbonati ai palchetti superiori.
"Buonasera Duca!" Esordì il Monfort.
"Barone" scandì lentamente Simon nel l'omaggiare con un mezzo piegamento del capo l'uomo poi volgendosi alla fanciulla le riservò il sorriso più ampio che avesse. Fece un passo in sua direzione e prendendole una mano tra le sue avvicinò di poco le labbra in segno di rispetto.
"Buonasera madamigella, siete splendida questa sera!" Concluse.
"Buonasera a voi Duca e grazie per questo grato invito" concluse le sue parole rimandandole un sorriso timido ma al contempo dolce.
"Siamo stati in pena per Voi, Vostra Grazia"
"Beh sì, posso avere l'ardire di chiedervi del Consiglio? Voci dicono che .."
"Bene Barone, bene, non pigliatevi pene ve ne prego." Disse intendendo che potesse concludere la sua frase. Non voleva infatti turbare la ragazza.
"Vi prego, godiamoci la serata,ne riparleremo dopo lo spettacolo. "
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I Custodi Della Bellezza
Fiksi SejarahSi era alzato il vento quella mattina. Si era alzato indomito e sulla sua scia aveva incontrato le anime di due giovani così tanto diversi ma decisamente uguali. Li aveva sfiorati, accarezzati e condotti l'uno tra le braccia dell'altro. Non si erano...
