Capitolo 15

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Le ore quella mattina sembravano non passare mai. Quando Sophie ricevette quella missiva non riusciva a crederci era furiosa ma allo stesso tempo alleggerita. Probabilmente neppure lei sapeva da dove nascesse quella frustrazione ma era furente poiché aveva permesso ad un uomo di minare il suo equilibrio.

E poi quello cos'era?
Forse un tentativo magro di recuperare dignità ai suoi occhi?

Il dubbio aveva posto le sue radici.

A quella ostinazione seguiva inevitabilmente una conseguenza temporale. E sè? E se poi.. e se lui provasse anche solo in parte quello che lei rifiutava di ammettere? La speranza che nutriva tuttavia si scontrava con la verità nuda e cruda poiché da qualunque punto la si guardasse l'inconfutabile realtà era sempre lì a portata di mano.

Una certezza assoluta,il punto verso cui tutto coinvolgeva:

È un uomo impegnato. E di questo era ben conscia. Nessuno poteva cambiare il corso naturale delle cose.

"Deciso, non ci andrò." E più girava e rigirava quell'involucro di carta più il dubbio s'insinuava.

"E se non dovesse venire? " Alla stessa maniera altrettanto lenta scorreva inesorabile il tempo per Simon che ogni tanto trasaliva mentre seduto al suo scrittoio iniziava a porre le basi per il suo progetto.

Si era detto che forse avrebbe potuto cominciare con qualcosa di piccolo; in verità aveva già adocchiato un vecchio palazzo non molto lontano dalla magione. Si trattava di un edificio dismesso. I mattoni rossi lo rendevano di una certa eleganza ma necessitava di manutenzione poiché molte crepe erano ben visibili dall'esterno.

Tuttavia era un posto a lui noto, quando era bambino, infatti, si avventurava all'interno per esplorarne quegli ambienti abbandonati. Ineffetti si trattava di un piccolo stabile a due piani. La forza del pianterreno era dettata da un bellissimo e sfarzoso ingresso del quale non passava certamente inosservato l' immenso camino in marmo posto quasi nel centro della stanza sul quale primeggiava un leone marmoreo, simbolo di famiglia.

Da quel camino parevano ramificarsi due immensi scaloni anch'essi in granito rosso, sotto ai quali, in forma concentrica si articolava un immenso corridoio che faceva da contorno alla moltitudine di stanze delle più svariate dimensioni.

Probabilmente i lord che abitavano quella casa provenivano dall'inghilterra e avevano sistemato l'ambiente con i colori della loro casata, non a caso, infatti, sia sulle pareti dei corridoi che sui tendaggi predominava il rosso che faceva da  sfondo a dei piccoli gigli dorati.

Il piano superiore invece al dispetto di quello inferiore era molto più piccolo, vi erano infatti poche stanze ma molto più spaziose e luminose. Pensò infatti che in quell'ala dello stabile si sarebbero potuti sistemare i pittori per sessioni di arte dal vivo.

La sua mano continuava a tracciare col carboncino ora delle linee dritte, ora curve. Era incredibile la naturalezza con cui quello che era stato per tanto tempo nella sua mente stava prendendo vita lì, in quel momento, davanti a lui.

Disegnava e prendeva coscienza che quello che stava progettando era tutto quello che doveva essere fatto.
Se anche avesse avuto dubbi sulla esatta collocazione degli spazi non ebbe remora nell'immaginare invece cosa avesse voluto fare di un unico punto preciso. Non si trattava di uno spazio all'interno della dimora ma era nel retro, una sorta di dependance, di pertinenza del palazzo ma celata all'interno di un pezzo del giardino rimasto incontaminato nel tempo.
Non ebbe dubbi.

Lì sarebbero state seminate innumerevoli erbe mediche perché quello spazio doveva essere lasciato al favore degli speziali, erboristi e medici; uno spazio dove Sophie avrebbe potuto coltivare la sua passione.

I Custodi Della BellezzaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora