Qualche ora più tardi, lo scalpitio dei cavalli accompagnato dal rumore di una carrozza, segnò l'arrivo del Marchese presso il Palazzo dei De bourienne. Il sole era ormai alto e per tanto quella visita apparve al quanto insolita.
La carrozza si fermò davanti al portone e senza indugiare scese con passo diretto e si avviò all'entrata. Ordinò poi ad un servo di farsi annunciare e questi senza esitare si precipitò nell'ufficio del duca.
Si addentrò nella dimora e guardandosi intorno notò immediatamente dettagli che gli parevano improvvisamente sospetti.
Quadri, stemmi, medaglieri. Ad un tratto tutto pareva avere un sapore ambiguo.
Non ci volle molto prima che facesse il suo ingresso nel salotto il duca. Appoggiato ad un bastone, apparve agli occhi del Marchese visibilmente invecchiato nonostante il sorriso stampato e l''aria diplomatica disegnata sul volto.
"Marchese. Benvenuto, quale onore inatteso" disse avvicinandosi lentamente.
"Risparmiate le cortesie" disse l'uomo prendendo posto "Dobbiamo parlare ". Il Duca a quelle parole tremò. Il tono era duro, lapidario per cui ne presagì aria di tempesta.
Prese anch'egli posto e fece segno ad un domestico di servire qualcosa di forte.
Ne sentiva già l'esigenza.
"Vostro figlio ha compromesso una donna della nuova nobiltà imperiale." A quelle parole il vecchio Duca ebbe quasi un mancamento, per fortuna era già seduto o si potrebbe giurare che sarebbe potuto cadere.
"Marchese.. non so di cosa stiate parlando".
"Risparmiatemi la fatica Duca" concluse l'uomo.
La voce del Marchese divenne ancora più ferma.
"So chi è la donna. So chi è suo padre e a quale cerchia appartiene. E so che la Corona non perdona simili offese."
Il Duca passò una mano sulla fronte, visibilmente scosso.
"È stato un errore..una leggerezza..suvvia Marchese siamo stati anche noi giovani".
"Una leggerezza?"
Il Marchese raddrizzò la schiena.
"Frequentare una dama vicina alla corte napoleonica non è una leggerezza. È un affronto politico. Un rischio. Un potenziale atto di ostilità."
Il Duca deglutì.
"Vi assicuro che mio figlio non ha alcun legame con il Generale. Noi siamo fedeli alla Corona, come voi."
"E allora perché vostro figlio frequenta donne che orbitano attorno al Generale?"
Il Marchese non alzò la voce, ma ogni parola pareva pesare come un macigno.
"Perché si espone a scandali che potrebbero trascinare nel fango chiunque gli sia vicino?"
Il duca non rispose.
Il silenzio fu eloquente.
"Ho sospeso il matrimonio."
Il Duca incalzó: "suvvia Marchese ve ne prego"
"Non osate pregarvi di nulla."
L'uomo lo fissò con uno sguardo che avrebbe fatto tremare un reggimento.
"Finché non avrò la certezza che vostro figlio non è coinvolto in alcuna trama imperiale, finché non avrò verificato ogni voce, ogni nome, ogni contatto… mia figlia non entrerà in questa casa."
Il duca aprì la bocca, ma il Marchese lo interruppe.
"Se scopro che i De Bourienne hanno anche solo sfiorato l’Impero… se scopro che avete taciuto.."
Si avvicinò, il volto a pochi centimetri da quello dell'uomo.
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I Custodi Della Bellezza
Ficción HistóricaSi era alzato il vento quella mattina. Si era alzato indomito e sulla sua scia aveva incontrato le anime di due giovani così tanto diversi ma decisamente uguali. Li aveva sfiorati, accarezzati e condotti l'uno tra le braccia dell'altro. Non si erano...
