3°\'Michael go away' 'no i don't go'

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"certo certo, posso andare in camera mia o devo chiedervi il permesso?" dissi alzandomi dalla sedia. Sentivo gli occhi di Michael su di me, non smettevano nemmeno un secondo di fissarmi, per tutta la cena non ha fatto altro che guardarmi e sorridere, magari qualche volta lo vedevo ridere con Mayron. Sentii un braccio prendere il mio, Christoper.

"no, resta qui con noi, facciamo qualcosa tutti insieme" disse guardando Mayron in cerca delle sue parole, ma aprì le labbra e subito dopo le chiuse, senza dire nulla.

"io vado in camera mia, buona notte." Risposi rimanendo fredda liberandomi dalla presa di Chris.

Salii velocemente le scale sbattendo bruscamente la porta della mia stanza e iniziai a cantare.. infondo era l'unica cosa che potevo fare, non c'era poi tanto divertimento in camera mia.

It's close to midnight and something evil's lurking in the dark

Under the moonlight you see a sight that almost stops your heart

You try to scream but terror takes the sound before you make it

You start to freeze as horror looks you right between the eyes

You're paralyzed

Forse Thriller era la canzone che più mi colpì, con la sua melodia, la voce di Michael, i suoi passi di danza, era perfetta. La canzone.

Ma non sapevo che dietro la mia porta c'era proprio chi la cantava, era li ad ascoltarmi, ad ascoltare la mia voce.

"posso andarle a parlare?" chiese Michael a Chris alzandosi dalla sedia su cui era seduto.

"certo, ma non penso reagirà bene, provaci se tanto ci tieni" rispose quest' ultimo facendo l'occhiolino al secondo.

 
Di colpo la porta si spalancò scoprendo il volto di Michael, sorprendendomi a cantare la sua canzone. Ora non si bussa più?

"non sapevo ti piacesse Thriller" disse avvicinandosi a me.

"non sapevo che ti sei dimenticato come si bussa" risposi smettendo di cantare, era una situazione imbarazzante.

"non cambiare discorso Brooks, comunque hai una bella voce, davvero" si complimentò, piegando le sue labbra in un sorriso.

"beh grazie Jackson.."

"ma che sto dicendo, fuori da camera mia, e se hai bisogno di qualcosa si bussa." Dissi io dopo una manciata di minuti, cacciandolo come la prima prima volta che lo vidi.
                                                                ***

Dopo circa trenta minuti sentii bussare alla mia porta, già sapevo chi era, ma decisi comunque di aprire.

"allora Brooks-..." iniziò lui, ma lo interruppi ricordandogli il mio nome.

"ho un nome grazie." Eravamo l'uno difronte all'altro, troppo vicini per i miei gusti, aveva una faccia alquanto arrabbiata, non molto, piuttosto era scocciato.

"allora Alyce... perché ti comporti in questo modo? Io non ti ho fatto nulla per meritarmi questo magnifico benvenuto, ora lo vorrei sapere grazie." Disse lui guardandomi negli occhi mordendosi in labbro superiore.

"adesso vuoi anche spiegazioni Jackson? Tutto ciò non c'entra con te quindi non te lo dirò perché... perché di no, adesso hai avuto la certezza che non sono contro di te e come hai visto mi piace anche la tua musica, ora puoi andartene grazie?" risposi indietreggiando incrociando le braccia.

"no non me ne vado. Quindi se non sei contro di me e dici che ti piace anche la mia musica perché mi dici di andarmene? E perché sei così acida?" ribattè avvicinandosi di nuovo.

"lo vuoi davvero sapere Michael? Davvero?" dissi con la voce tremolante abbassando il capo. Non erano nemmeno 24 ore che lui era qui e già pretendeva di sapere tutto, ma chi è lui per piombare qui in casa nostra e fare come gli pare?
                  

"si lo voglio sapere" rispose tagliando corto.

"i miei genitori. Ti sta bene? Ecco il motivo per cui mi comporto così, ora te ne vai?" dissi anche io senza dargli una spiegazione più dettagliata.

"che c'entrano i tuoi genitori? Sono le persone più gentili che io abbia mai incontrato" a quelle parole mi scappò un sonora risata. I miei genitori? Le persone più gentili che lui conosce? Ah è vero.. quasi dimenticavo, tu non sei loro figlio caro Michael.

"tu non sei nessuno per dirmi chi sono veramente i miei genitori, con te è ovvio che sono gentili Michael, tu.. tu-.., vai via Jackson." Cercai di dirgli.. ma le lacrime già scendevano dai miei occhi, abbassai il capo per cercare di nascondere, ma fu tutto inutile, non mi ascoltò e rimase con me nella  stanza. In quel momento mi toccò la schiena, cercando di abbracciarmi, ma io non volevo la sua pietà, non cercavo la pietà delle persone.

"non toccarmi! Vattene via!" gli urlai iniziando a piangere  molto più di prima. Uscì senza dire una parola chiudendo la porta alle sue spalle.

Cosa si aspettava? Che dicevo tutto ad un perfetto sconosciuto? Ah si sbagliava di grosso.

Quella notte non dormii, sognavo continuamente i momenti più felici trascorsi con Johnatan ed Hillary Brooks, quelli si che erano bei tempi.

*sogno*

"ahah mamma basta, mi fai il solletico ahah" disse una bambina dai capelli rossi ridendo fino ad avere le lacrime agli occhi.

"era quella la mia intenzione amore mio" rispose Hillary continuando a farmi il solletico.

"ahaha mamma ti prego smettila" disse la bambina continuando a ridere.

"amore di mamma mi prometti una cosa?" continuò Hillary dandomi un bacio sulla guancia.

"si mamma, ma cosa?"

"mi vorrai sempre bene piccolina?"

"certo mamma, ti voglio tanto tanto tanto bene" disse la bambina dai capelli rossi regalando baci alla sua mamma, esatto la bambina dai capelli rossi ero io, a 5 anni.

"anche io piccolina mia" rispose Hillary ricambiando tutti i baci che le avevo dato.

*fine sogno*

Mi svegliai di colpo e caddi in un fiume di lacrime.. perché non potevamo tornare una famiglia normale? Perché non potevamo essere felici come a quei tempi?

In quel momento la figura di un ragazzo si presento di fronte a me, Michael.

"stai-stai bene?" disse sedendosi sul mio letto.

"secondo te?" risposi freddamente.

"quegli occhi non devono piangere, le lacrime li rovinano" disse lui asciugandomi le lacrime.

" e che ne sai tu?" risposi togliendo la sua mano dalla mia guancia, che a quel tocco una scia di brividi passò lungo la mia schiena.

"hai ragione, non lo so, ma so che le lacrime rovinano la loro bellezza" disse guardandomi con quegli occhi color cioccolato.

"Michael vai-.."

"si ora me ne vado, ma non rovinare più quei bellissimi occhi" mi interrompé cogliendomi di sorpresa alzandosi dal mio letto per dirigersi verso la porta aperta.

"grazie" sussurrai cercando di evitare di incontrare i suoi occhi.

"di nulla" rispose anche lui sussurrando voltandosi un' ultima volta per guardarmi  prima di scomparire nel buio.

Ciaoo ragazzi, allora grazie mille per i voti e le visualizzazioni, spero che vi piaccia questo capitolo! Mettete un voto e commentate se volete, a me farebbe molto piacere.  Che dolce che è stato Michael nei confronti di Alyce, no?  Anche se lei era molto acida, lui ha provato comunque a starle vicina..  fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti ora vi saluto.. al prossimo capitolo!


You Are Not Alone\\ Michael JacksonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora