sedici

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"Vuoi cenare con me stasera?"

Il cuore di Harry stava per scoppiare talmente batteva veloce. Il suo sorriso crebbe e non esitò ad annuire energicamente.

"Allora ci vediamo alle nove, qui." aggiunse Louis, scendendo poi dall'albero. Aiutò Harry a scendere e se ne andò, senza salutarlo.

"Ci vediamo." sussurrò Harry quando però Louis era già sparito. Si accertò di essere da solo per saltare sul posto dalla gioia. Si fermò di colpo quando iniziò a pensare perché Louis lo avesse invitato a cena. Erano amici? Era un appuntamento? Harry, secondo lui, non era amico di Louis. Nessuno, sempre secondo lui, era suo amico. Louis non era un tipo socievole, per cui iniziò a farsi complessi mentali.

-

Harry decise di mettersi una maglietta aderente nera e i soliti skinny jeans con un solo ginocchio strappato. Si mise degli stivaletti neri ed indossò la felpa. A Louis non sarebbe importato un vestito elegante, Harry poteva benissimo andarci anche in pigiama che lui non ci avrebbe dato peso.

Una semplice cena fra conoscenti, si ripeteva Harry.

Erano le nove e il cielo si era già tinto di scuro. I lampioni illuminavano la strada al posto del sole e gli unici rumori che si sentivano erano i grilli che cantavano al parco. Harry si avvicinò all'albero tremando, non per il freddo. Entrò lentamente, agitato, tra le foglie e fu immediatamente accecato dalla bellezza di Louis. Indossava una giacca di jeans e una t-shirt marrone. Gli stava indicando il tavolino da lui costruito con una scatola di cartone e una tovaglia di plastica. Dentro dei bicchieri di vetro aveva messo delle candele, le uniche fonti di luce. L'odore della pizza solleticò il naso e il palato di Harry, facendolo ridere spensierato: sperava in qualcosa di non romantico.

Finita la cena, si fissarono per un po' negli occhi. Louis si alzò, facendo alzare anche Harry. Gli porse una mano e lo invitò contro il tronco dell'albero.

"Che succede?" domandò Harry curioso.

"Ti fidi di me?" disse Louis, avvicinandosi e mettendo una mano sul fianco dell'altro ragazzo. Quelle parole e il suo tocco confortarono Harry, che annuì e socchiuse gli occhi. Li aprì nuovamente quando si accorse che Louis si era allontanato per prendere uno stuzzicadenti dal "tavolo". La luce soffocata delle candele rendeva i suoi lineamenti più dolci. Tornò da lui e sospirò. "Tu sei differente, lo sai? Prometti di restare dopo questo?"
Harry annuì ancora. Louis gli strinse di nuovo il fianco, facendosi sempre più vicino a lui. Fece combaciare le loro labbra ed incominciò a muoverle, baciandolo dolcemente. Avvicinò la punta dello stuzzicadenti al collo di Harry ed iniziò a spingerlo. L'urlo di dolore di Harry venne tramortito dalle labbra di Louis che continuavano a baciarlo. Louis pressò il bastoncino appuntito fino a metà dentro la sua carne, facendo gemere Harry per il fastidio.

Louis si staccò dal bacio e lo guardò negli occhi. "Che cazzo..." disse Harry, ma non riuscì a finire la frase che l'altro ragazzo estrasse lo stuzzicadenti. Il suo sangue scese lentamente sporcandogli la clavicola.

"Ti sentirai meglio tra poco."
Louis usò la lingua per pulirlo, lasciando dei brividi lungo la schiena di Harry. Successivamente iniziò a succhiare lì dove lo aveva ferito. Harry riusciva a sentire il suo sangue che raggiungeva la bocca di Louis. Le mani del ragazzo con la giacca di jeans cullavano Harry accarezzandogli il fondoschiena, i fianchi, il petto. Si lasciò tranquillizzare da quelle mosse e per qualche minuto non pensò ad altro che il corpo di Louis.

Quando ebbe finito, Louis si allontanò e si leccò gli angoli della bocca per asciugarlo. "Sei così saporito..." disse con un filo di voce. Chiuse gli occhi per godersi ancora il momento.

Harry realizzò il tutto. Spalancò gli occhi e lo guardò terrorizzato. Come aveva potuto lasciarlo continuare, ma soprattutto, perché era riuscito a farsi ipnotizzare da Louis?
Si portò una mano sul punto dolorante - che aveva smesso di sanguinare - e scappò, come gli suggerì l'istinto. Corse il più veloce e il più lontano possibile da lì con le sue poco agili gambe, preso dal panico.

s/a
cos'è louis?

allora, i vampiri esistono, ma non sono come li disegnano nei libri. non brillano al sole, non hanno gli occhi rossi e di certo non si trasformano in pipistrelli.

sono dei semplici ragazzi a cui piace bere sangue, che così a vista non si direbbe nulla.
molti hanno affermato che è più eccitante di un orgasmo.
spesso essi, senza sangue altrui si sentono più deboli e vanno in una vera e propria astinenza.

-alexì

Blood || Larry StylinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora