Louis gli sollevò il braccio con cautela. "Davvero?" gli chiese con sguardo supplichevole. Quello indifeso adesso sembrava lui, era indipendente da Harry in quel momento. Harry sorrise per fargli intuire la risposta. Baciò intorno alla sua ferita ed iniziò poi a succhiare dolcemente su di essa. Il contatto con la sua bocca e la sua lingua fece arricciare il naso al ragazzo dagli occhi verdi, ma era un dolore sopportabile quindi chiuse gli occhi e pensò solamente a Louis. Quando il taglio smise di sanguinare, Louis si allontanò e si leccò le labbra e andò a prendere uno straccio sporco di pittura in vari punti. Glielo mise intorno al braccio per medicarlo e per tenerlo fermo ci mise una spilla da balia. Aveva coperto la sua nuova opera come faceva coi dipinti appena finiti: la pelle di Harry era diventata violacea e verde in alcuni punti, un misto di colori che creavano un'armonia.
Restarono a guardarsi negli occhi non sapendo cosa dirsi. Appena la campana suonò "Resta qui." disse Louis, preoccupato che se ne potesse andare via da lui. Harry annuì felice, poiché sarebbe rimasto anche se Louis non glielo avesse chiesto.
Così rimase da lui per quasi un'ora, ascoltando le spiegazioni dei suoi disegni. Scoprì che la metà di essi erano ispirati a lui, quelli più belli, ovviamente.
La suoneria del cellulare di Harry fece sobbalzare tutti e due. Era suo padre. Accettò la chiamata senza esitare. Il tono di voce di Desmond era severo come al solito e gli ordinò di tornare a casa immediatamente. Disse che a casa c'era una sorpresa. Harry pensò che questa sorpresa fossero botte dovute al fatto che saltava alcune lezioni per uscire a fumare.
"Devo urgentemente andare." disse Harry frettoloso, recuperando la sua borsa di scuola.
Louis nel frattempo si stava mordicchiando le pellicine intorno alle dita, alzò le sopracciglia e annuì.
Harry corse a casa più veloce possibile, facendosi quasi investire: non poteva aspettare il verde dei pedoni, erano guai se non tornava a casa in tempo.
Quando arrivò nel suo giardino, vide un furgoncino bianco parcheggiato davanti al loro garage. Sulla parte destra c'era un logo con la scritta 5 Seconds Of Summer, così pensò che fosse stata una band che doveva suonare ad un compleanno e che aveva sbagliato quartiere.
Infilò la chiave dentro la serratura ma non fece in tempo a girarla che la porta si spalancò. Dietro c'era suo padre con lo sguardo furente. "Mi sembra che la scuola sia finita da un pezzo, ti pare questa l'ora di tornare a casa?" lo rimproverò.
Scrollò le spalle e lanciò la borsa vicino al porta ombrelli, dirigendosi verso il salone.
"Scusami, non sono arrabbiato con te, ma con lei." continuò Desmond, seguendo il figlio nel soggiorno.
Harry voleva stendersi sul divano, ma era occupato da una ragazza a lui fin troppo familiare. Indossava una camicetta azzurra e i suoi capelli erano biondo cenere. Gli fece un ampio sorriso. "Ciao, fratellino."
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Blood || Larry Stylinson
FanfictionIn Harry c'era qualcosa che gli altri ragazzi non avevano. Nel sangue, per intenderci.
