Mia madre apre la porta e troviamo un ragazzo sulla ventina d'anni in giacca e cravatta seduto sul divano.
Appena ci vede si alza in piedi e bacia la mano a mia madre con fare elegante.
" allora Madyson, lui è il mio fidanzato e di lui mi fido ciecamente, perciò ti baderà, finché io non torno da Tokyo. " spiega avvinghiandosi al corpo di quel ragazzo.
" scusa, fammi capire una cosa: tu stai con un ragazzo che ha quasi la mia età? " rido sarcastica.
" sì, so che è un bel ragazzo! Evita di provarci con lui, okay? " mi bacia la guancia.
" ora devo andare, il mio lavoro mi chiama. " mia madre bacia in bocca, molto appassionatamente il suo ragazzo.
Se ne va sbattendo la porta e producendo quel fastidioso rumore con i tacchi.
Corro al piano superiore, sbattendo la porta della mia camera, ignorando i richiami del 'toy-boy' di mia madre.
Quindi adesso avrò un bodyguard, fantastico.
Afferro il telefono fra le mani e digito velocemente il numero di Sof, la quale risponde subito.
<< Maddy, tranquilla! Sono arrivata arrivata sana e salva! >>
<< lo so, Sof. Volevo solo avvisarti che ora ho un bodyguard! >>
<< che cosa? Ed è un vecchio scorbutico? >>
<< no è un ragazzo, che ha pochi anni in più di noi. È il fidanzato di mia madre? >>
<< che cosa? >>
<< lo so, lo so, Sophie. È una cosa assurda! >>
Dopo aver sfottuto un po' la coppia perfetta, torno di sotto per farmi un panino.
Mentre scendo le scale, trovo il tipo steso sul divano con solo un paio di boxer molto, troppo attillati.
Senza che lui se ne accorga, ammiro il suo fisico perfetto e il suo viso tenero, ma allo stesso tempo duro.
Mi schiarisco la voce, continuo la mia strada verso la cucina e, per impedire che lui provasse a parlare con me, chiamo Cam.
<< amore, come stai? >>
<< male, senza di te. Madyson, ti prometto che verrò a trovarti! >>
<< ti aspetto. >>
Riattacco una volta arrivata e spalanco il frigo in cerca di qualcosa per nutrirmi.
Appena afferro uno yogurt, posso percepire un respiro profondo sul mio collo, sempre più vicino.
Mi giro di scatto e vado a sbattere contro alla parete e lui si avvicina ancora.
" che vuoi? " tirò fuori il tono più duro e freddo del mio repertorio.
" con chi parlavi? " mi prende i polsi e li stringe per bloccarmi il passaggio.
" non ti interessa... " lo spingono senza successo.
" sono il tuo bodyguard, è mio dovere saperlo. È molto presto, forse, anche tuo futuro patrigno. " mi guarda malizioso.
" lasciami! " strillo.
" chi era? " alza la voce e serra la mascella.
" Cameron, okay? " sbuffo e riesco ad allontanarmi e ad andare verso il tavolo per nutrirmi.
" un tuo amico? "
" il mio ragazzo! " sbuffo per la centesima volta.
Lui alza i tacchi e se ne va per fortuna, così accendo il MacBook e guardo un film per passare il tempo.
Visto che anche domani sarebbe stata una giornata vuota, chiamo Manu per chiedergli se possiamo uscire:
<< Madyson, cazzo, che vuoi? >>
<< nulla... Fa nulla... >>
<< no, scusa non volevo risponderti così... Oh, Madyson! >>
Riattacco velocemente e corro in camera, se ora è tutto rovinato con lui, è solo colpa mia e dello stupido viaggio in California.
Il ragazzo di mia madre corre di sopra e mi abbraccia, appena mi vede piangere.
" shh... Che è successo? " mi accarezza ripetutamente la schiena.
" non ti riguarda! " rispondo scorbutica e mi stacco da lui.
Vado in bagno a sciacquarmi il viso e lui a ruota mi segue.
" te ne puoi andare? " sbuffo irritata.
" è il mio lavoro starti vicino. " fa un sorrisetto da stronzo.
Gli faccio il dito medio e vado di sotto per stendermi un po' sul divano.
" tua mamma sa che sei così maleducata? " ridacchia.
" certo! E tu, perché stai con lei? " mi volto verso di lui per dargli tutte le mie attenzioni.
Lui gesticola un po' con le mani " boh, a qualcosa di intrigante. "
" potrebbe essere tua madre! "
" io non ho una madre. " serra la mascella e distoglie lo sguardo.
" scusa, io non volevo... " gli accarezzo la guancia contratta.
" non ti preoccupare. Sai una cosa? L'unica cosa che non sopporto di te... Tu una madre ce l'hai, ma non la apprezzi. " si alza rapidamente e si siede su una poltrona dalla parte opposta della stanza.
" ma a volte non è così facile. Io, una madre... È come se non l'avessi. " comincio a sentire gli occhi pesanti e iniziano a pizzicare.
Appena vede la goccia cadere dal mio viso, si alza e viene ad abbracciarmi forte.
" non ti facevo così debole, ragazzina. " ridacchia sussurrando.
Mi da un bacio sulla fronte e mi guarda dritto negli occhi.
" esteticamente sei molto simile a tua madre... " mi fa un sorriso dolce.
Annuisco e rapidamente aggiusto il trucco sbavato con le mani, perciò peggioro solo la situazione.
" e tu cosa trovi in Cameron, giusto? " chiede timido e si passa una mano nei capelli corti.
" beh, lui ha un po' di anni in più di me, la tua età più o meno. È protettivo, simpatico, dolce il giusto e a volte stronzo. Con lui sto bene e ora, penso che non lo rivedrò mai più... "
" tu non hai un padre, vero? "
" no, ma non amo Cameron, perché per me è un padre. Ma è il mio ragazzo. Tu perché hai scelto mia madre? Secondo me, non perché è intrigante. Ma dalle tua parole ho capito il motivo. Lei potrebbe essere tua madre e quindi tu la 'ami' per questo. " confesso.
Lui mi ascolta con tanta attenzione e poi ribatte " a me piace tua madre, è molto bella, come te. "
Mi prende una mano e la poggia delicatamente a contatto con le sue labbra carnose.
Ci guardiamo per un po' negli occhi e rimaniamo in silenzio, un silenzio che parla più di quanto lo facciamo noi con le parole.
" Cameron è stato il tuo primo amore? " interrompe quel momento.
" con lui ho provato amore vero. "
" io, invece, oltre ad aver avuto molte sveltine, come ogni ragazzo d'altronde, avevo una ragazza, Samantha Parker. Era una bellissima ragazza, ma non avevo né carattere e né personalità. Forse non l'ho mai amata, ma mi divertivo con lei a fare quelle cose. " ridacchia nervoso.
" e che ha fatto tuo padre? " chiedo per cambiare discorso.
" lavora nella mia stessa azienda, possiamo dire che mi odia. " cerca di nascondere il dolore.
" una specie di mia madre? " cerco di sdrammatizzare.
" peggio! " ridacchia e mi da un bacio sulla guancia.
Arrossisco il volto e lui lo nota subito " scusa, non volevo. È stato istintivo. " fa una risata nervosa.
Mi alzo e vado in cucina per prendere un po' di aria.
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Cameron Dallas
Fiksi PenggemarGli opposti si attraggono, i simili come amici si accolgono.
