Corro ad abbracciarlo, anche se non so il motivo di questa bellissima sorpresa.
Gli stampo un bacio sulle labbra e poi lo guardo negli occhi, aspettando che lui mi spieghi.
" mi concedi un appuntamento nel bar dell'ospedale? " mi fa un sorrisino ridacchiando.
Annuisco e lo seguo fino al tavolo che aveva prenotato.
***
Dopo aver ordinato, cominciamo un po' a chiacchierare del più e del meno.
" ho visto la tua nuova compagnia di stanza, è simpatica... " mi prende la mano.
" sì, molto, anche se avevamo cominciato con il piede sbagliato, però ora abbiamo chiarito tutto. "
" e ho saputo che tra una settimana, se tutto va bene, uscirai da qui! " mi sorride e si alza leggermente dalla sedia per baciarmi.
" sí, sono davvero molto felice. " sorrido.
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Mettiamo in chiaro una cosa: non mi chiamo Madyson e soprattutto non sono Madison Beer. Sono una semplice ragazza di nome Cara, ma tutti mi chiamano Mimi e non ricordo il motivo, ma è sempre stato così. Ho voluto raccontare tutta questa cosa, solo perché è stato il sogno che ho fatto quando sono stata in coma. È durato sei mesi e sono veramente felice che mia nonna sia stata così vicino a me. Sono orfana, una mamma non ce l'ho, nemmeno dei fratelli, nemmeno un babbo. I miei genitori sono morti in un incidente stradale e l'unica persona che mi è rimasta accanto, è la mia cara nonna di nome Samanta. Da giovane era molto bella, alta, slanciata, con occhi azzurri come diamanti e un carattere fantastico, che ha mantenuto nel tempo. Tutti mi dicono che sono simile a lei, ma io sono sempre rimasta molto diffidente. La mia vita è uguale a tutte quelle di tutte le diciassettenni: amici, uscire, andare a ballare e compiti, compiti e altri compiti. Sono molto brava a scuola, anche se non studio molto, ma tutti pensano ugualmente che io sia secchiona.
Ho un migliore amico, Cameron Dallas, il grande e famoso Cam, bravo a fare i video e a tirarti su il morale. Tutta la scuola gli va dietro, ma solo io so il suo grande segreto: è gay. Non lo da a vedere e lo ha confidato solo a me e per questo gliene sono grata.
Mi sono risvegliata da un mese dopo il mio stato di coma, dovuto a Katrine, la ragazza più 'troia della scuola'. Mi ha preso di mira dalla mia prima liceo e da lì non ha più smesso di attaccarmi. Finché un giorno non ha esagerato e mi ha buttato contro gli armadietti e mi sono ritrovata all'ospedale. Nonna l'ha denunciata, lei ha respinto l'accusa grazie a suo padre, un noto avvocato di Los Angeles.
Anche io non sto male economicamente, ma ovviamente non me la tiro quanto lei.
Ho anche un'altra amica, Theresa, ma lei ora è troppo impegnata con il suo fidanzato e non mi guarda come faceva in passato.
Ora che mi sono presentata, vi posso spiegare la mia routine.
Mi sono appena svegliata e come al solito sono in ritardo, così mi precipito nella doccia e subito dopo mi vesto. Lavo il viso e i denti, non mi trucco e lego i capelli in due trecce che partono dalla testa. Vado di sotto, prendo un biscotto e poi corro a scuola, che non dista molto da casa mia. Incontro davanti al cancello Cameron, che mi abbraccia forte forte a lui.
" come ti senti? " mi bacia sulla guancia.
" bene, credo... " sbadiglio.
" oh, mia madre ha trovato un'amica che cerca una babysitter! " giocherella con il telefono.
" davvero? Ringrazia Gina, è la mia salvezza! Finalmente un lavoro decente... " ripenso a quella volta che ho provato a lavorare in un bar per una sera e sono rimasta con la puzza di alcool per una settimana.
Cam ridacchia, poi mi accompagna fino alla mia classe e mi spiega a che ora e dove devo andare oggi per l'incontro con il mio futuro capo, la madre di un certo bimbo che dovrò badare.
Mi siedo al mio solito banco e aspetto che cominci la lezione, la quale non finirà mai.
***
La campanella è suonata e mi dirigo velocemente alla mensa, per non rischiare di dover mangiare in piedi. Tengo un posto anche per Cameron e riempio due vassoi, con i nostri cibi preferiti. Mentre lo aspetto, tiro fuori il mio iPhone, per mettere una sveglia e cercare di arrivare in tempo per il mio futuro lavoro.
" ehi? " mi passa una mano davanti agli occhi.
" scusa, non ti ho visto arrivare, sono troppo elettrizzata per il lavoro e stavo organizzando la mia giornata, così ho perso la cognizione del tempo. " addento la mela.
Mi guarda storto e poi annuisce e comincia a mangiare, poi ad un certo punto si blocca e guarda fisso alle mie spalle.
" ho un gossip! " mi prende le mani e le intreccia con le sue imponenti.
" sono tutta orecchie. " ridacchio per la scena e gli stampo un bacio di pura amicizia.
" Luisa sta con Jacob, lo sapevo! " dice compiaciuto e sistemandosi i capelli, guardandosi nel riflesso dei miei occhiali da vista.
Finito di pranzare, butto via le posate e i piatti e appoggio il vassoio al suo posto, poi mi faccio accompagnare a casa da Cameron.
Una volta arrivata, lo saluto sulla soglia della porta e mi siedo vicino a nonna sul divano del grande salone molto moderno e lucente, per via del bianco e i grandi finestrini che lo decorano.
" ciao nonna, oggi ho un 'colloquio' per fare da babysitter e guadagnare un po' di soldi! " sottolineo con le dita le virgolette per dimostrare la mia allegria.
" ti posso pagare io la gita, lo sai! "
" lo so, ma voglio imparare un po' ad essere autonoma. " spiego e vado in camera per cominciare a studiare.
Tiro fuori i libri e comincio a fare i miei compiti, quando suona la sveglia e io la rimando, perché devo finire di fare un esercizio. Dopo averlo finito, noto che sono le 17:45 e io devo incontrare Patty, il mio capo, tra un quarto d'ora.
Mi fiondo in bagno e mi lavo velocemente il corpo, poi mi lego i capelli in una cipolla fatta di fretta e senza trucco e senza lenti a contatto, ma con gli occhiali da vista e una tuta, corro a lavoro.
Mentre cammino frettolosamente e con il cellulare in mano per controllare ogni due per tre l'orologio, vado a sbattere contro un ragazzo dal viso famigliare, Bieber, il famoso cantante, nonché amico di Cameron e grande puttaniere.
" attenta mocciosetta... " mi guarda male e mi soffia in faccia tutto il fumo che ha assorbito dalla sigaretta che ha nella mano destra.
Non ci faccio troppo caso e lo scanso via, poi continuo a correre, finché non arrivo davanti ad una grande villa.
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Cameron Dallas
Fiksi PenggemarGli opposti si attraggono, i simili come amici si accolgono.
