Chapter fourty-four

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Quella settimana è passata benissimo e il mio buon umore non mi ha più abbandonato, come Jus e tutti i miei più cari amici. Ora che ci penso non so neanche perché io sia stata male per una cosa del genere, che non sta né in cielo né in terra.
Mi rilasso tra le braccia di Justin e mi concentro sul fuoco davanti a noi, in mezzo al cerchio dei ragazzi. Continuiamo a parlare per ore, senza stancarci mai, senza mai preoccuparti x e godendoci il momento, che tra molto poco sarebbe finito. L'intimità che si era formata e l'accoglienza che ti ricordava la casa, riusciva a farmi sentire libera da un peso, libera da tutto. Justin mi lascia un leggero bacio sul collo, poi continuiamo a raccontare le nostre grandi avventure della vita.

***

Mi risveglio dentro alla tenda al fianco di Jus e visto che lui ancora dorme, mi alzo e vado a vedere fuori se è già sotto il sole. Sicuramente ieri sera mi sarò addormentata e dopo lui mi avrà portato a dormire. Mi siedo sotto un albero e guardo l'alba, la quale mi ricorda tante cose, solo belle. Uno me ricordo come se fosse ieri: ero con mio padre, avrò avuto su per giù 3 anni e correvo, correvo sulla spiaggia, mentre lui mi rincorreva e poi inciampavo sempre, ma non mi facevo male, mi divertivo e basta. Erano bei momenti e la cosa che mi colpisce di più è che me li ricordo anche se ero piccola, anche se a quell'età non capivo un cazzo.
Ad interrompere i miei pensieri è l'arrivo di Justin, che si siede affianco a me e mi fa appoggiare la testa sulla sua spalla.
" che fai? " sussurra per non svegliare gli altri.
" nulla... "
Annuisce e mi conduce di nuovo dentro alla tenda, per continuare a dormire o per stare un po' insieme più in intimità.

***

Più tardi gli altri ci chiamano per tornare a casa e così facciamo, velocemente smontiamo tutto e abbandoniamo il campeggio, situato sul lago più bello di tutta America. Sistemo i capelli in una coda perfetta e continuo a guardare il mio telefono per passare il tempo. Justin guida in silenzio, un po' triste e spensierato e so che qualcosa gli sta frullando nella testa. Gli prendo una mano per attirare la sua attenzione, ma nulla, non mi ascolta, sembra così assolto nei suoi pensieri che sembra...

Cameron DallasDove le storie prendono vita. Scoprilo ora