Capter twenty-six

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Andiamo a casa mia e troviamo Jacob steso sul divano a guardare un film, senza maglietta e con addosso un paio di pantaloni della Nike che gli fanno in sedere magnifico.

" ehi! " mi abbraccia e mi da un bacio.

" lei è Sophie, Sophie lui è Jacob. " li presento.

Loro due si stringono la mano e io e Sof andiamo di sopra a prepararci.

Indossiamo i nostri vestiti e abbini i soliti sandali con il tacco, mentre la mia migliore amica mette dei tacchi rossi di pelle lucida.

Ci trucchiamo a vicenda e ci piastriamo i capelli, poi possiamo ritenerci, finalmente pronte.

" sbrigati! " strilla Sof, che sta per scendere le scale.

" un attimo e fa silenzio! Jacob non deve sapere che stiamo uscendo, soprattutto se stiamo per andare in un pub. " la avviso.

Lei annuisce e apre la finestra, per uscire dal di lì, cosa molto abituale per me.

Prendo il telefono e la raggiungo di sotto.

" ho detto a Manu di fermarsi a fine via, così il tuo bodyguard non si accorgerà di nulla. " fa lei soddisfatta e mi batte il cinque.

Intravediamo dietro gli alberi la macchina di Manu e saltiamo subito dentro, mentre stiamo morendo di freddo.

Non ce la faccio nemmeno a guardarlo negli occhi, così quando mi fissa distolgo subito lo sguardo.

" ti sta mangiando con gli occhi... " sussurra al mio orecchio Sophie.

Annuisco e comincio a guardare i miei sandali alti, che assomigliano tanto a dei trampoli e mi rendono, per fortuna, più alta.

Nessuno dei tre parla e questo silenzio è insolito e molto, troppo, imbarazzante.

***

Scendo dall'auto seguita dagli altri e Manu si stacca subito da noi due per aggregarsi con un gruppetto di ragazzi, che presumo siano i suoi nuovi amici.

Io e la mia migliore amica, ci avviciniamo al bar e aspettiamo che un bel ragazzo ci offra da bere.

" ti va di bere qualcosa? " mi chiede un tipo abbastanza carino.

" certo, grazie! " sorrido cordiale e ordiniamo due bicchieri di vodka.

Butto giù il mio tutto d'un sorso e raggiungo Sof in pista, abbandonando lo sconosciuto.

Cominciamo a muoverci a ritmo di musica, ma non riesco ad evitare di guardare Manu.

È così cambiato dall'ultima volta che l'ho visto, la mascella contratta, la leggera patina di sudore causata dal caldo.

" hai finito di fissarlo? " mi urla la mia amica.

" non lo stavo fissando... " arrossisco e mi volto di nuovo verso di lui.

Noto che una biondina tutto trucco e push up avvicinarsi a lui e per lo più Manu non la respinge.

La cosa mi fa andare su tutte le furie e mi avvicino subito al bancone per bere.

Il ragazzo di prima mi offre altri bicchierini di vodka e li butto giù tutti in pochi secondi.

La testa comincia a girarmi e il coraggio si impossessa di me, così vado verso Manu e gli arrivo uno schiaffo.

" ma che fai? " si passa una mano sopra dal dolore.

" come ti permetti di baciare un'altra? Una qualunque? " grido per sovrastare la musica.

" è la mia ragazza! Non una qualunque! "

" cosa? " una lacrima mi riga il viso dalla delusione.

Gli prendo il viso tra le mani e lo bacio intensamente, finché non sento qualcuno tirarmi per i capelli.

" ma che cazzo fai troietta? " mi chiede la sua ragazza, seguita da un gruppetto di cagne.

" e a te cosa interessa? " le prendo il polso per staccarlo dai miei capelli.

" lui è il mio ragazzo, vattene a cercare un'altro... " ridacchia.

" non le parlare così... " si mette in mezzo Manu.

" Manu, la difendi? " piagnucola quella lei e poi se ne va.

" scusa, non volevo che tu litigassi con la tua ragazza... " mi pento subito.

" non ti preoccupare... " mi abbraccia e sono davvero felice di poter tornare tra le sue braccia famigliari.

" mi sei mancato... " lo stringo forte.

Lui annuisce e mi da un bacio sulla fronte.

" io... Io ti devo dire una cosa Maddy... "

" dimmi... " rispondo un po' impaurita.

" tu perché hai fatto così? Perché hai reagito così se non provi nulla per me. "

" io... Io non lo so. Io ti vedo solo come un amico e questa è l'unica certezza che ho. "

Annuisce e se ne va, lasciandomi sola.

Cerco tra la pista il viso famigliare di Sof e la intravedo, ma decido di non disturbarla, mentre si dà da fare con un ragazzo.

Mi dirigo di fuori per prendere un po' di aria e le scrivo un messaggio:

*ci vediamo a casa*

Lo rimetto in tasca e comincio a guardare un po' la gente ubriaca che cammina avanti e indietro senza una meta ben precisa.

" e tu che ci fai qui tutta sola? " mi chiede una voce alle mie spalle.

Mi volto lentamente, bloccata dalla paura e mi ritrovo davanti un ragazzo mezzo ubriaco che tende le braccia in avanti per stringermi a lui.

" nulla. " rispondo, cercando di non far vedere la mia paura.

" uh, sciocchezze! " si incazza senza motivo e mi afferra un braccio, per poi trascinarmi via da qualche parte.

" ma che fai? " strillo parecchio impaurita.

" shh... " comincia a baciarmi il collo.

Cerco di staccarmelo di dosso e emetto qualche urlo per chiedere aiuto, anche se invano.

Una lacrima mi riga il volto, poi due, poi tre e mi sembra di trovarmi all'inferno.

Mentre le sue braccia mi toccano ovunque, non ce la faccio a tenere resistenza, è troppo forte per me.

Dopo aver finito il 'primo trattamento', come lo ha chiamato lui, mi strattona un'altra volta.

" smetti! Per favore! " piagnucolo.

" no! E ora taci! " mi stritola di più il braccio, facendomi davvero tanto male.

Mi costringe ad entrare di nuovo dentro al locale e mi spinge, finché non raggiungiamo una rampa di scale.

Di sopra, da quanto ne so, ci sono stanze riservate a chi vuole fare quella cosa e io non ho veramente intenzione di fare nulla con questo coso.

Per guadagnare tempo fingo di sentirmi male e faccio finta di aver gli sforzi di vomito.

Mentre aspetto che qualcuno mi noti, per chiedergli aiuto, ma evidentemente non funziona e lui mi trascina dentro alla stanza.

La mia paura cresce ancora di più quando dentro alla camera noto un'altro ragazzo di spalle, che forse anche lui mi vuole fare del male.

Cameron DallasDove le storie prendono vita. Scoprilo ora