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<<Secondo me saresti portata>>

<<Non voglio fare la professoressa!>>

Laurain e Mattia, artista conosciuto ad una mostra, stavano passeggiando lungo le strade di Milano.
Mattia, trentenne single, con la vitalità di un diciassettenne, si era trasferito a Milano per accudire la madre.
Non amava parlare della propria vita bensì era interessato di quella altrui, tutti avevano novità tranne lui.
La sua vita monotona ( lavoro {ossia casa} -madre/ madre- lavoro {ossia casa} ) annoiava persino a lui, d'altro canto non aveva voglia di stravolgerla.

"Tanto perdi sempre tutto ciò che hai. Madre, padre, nonni, perdi tutto. E non importa cos'hai ne quanto fortemente ti ci aggrappi. Lo perdi, non puoi farci nulla" diceva sempre con la sua alzata di spalle e la sua smorfia annoiata.

<<Perché no?>>

<<Mattia! Sono uno spirito libero! Non sarei capace di spiegare e rispiegare sempre le stesse cose, di memorizzare nomi su nomi e dover mettere voti, no! E poi guadagno di più svolgendo questo lavoro>>

<<Lo sapevo!>> sorrise Mattia circondando le spalle di Laurain con un braccio.

Arrivarono davanti casa di Laurain.

<<Salutami Sandra e ringraziala per la crostata, il piccolo se la mangerà in un lampo>> sorrise Laurain riferendosi alla madre di Mattia.

<<D'accordo, e muoviti ad esporre altri quadri!>> Mattia le baciò la guancia prima di incamminarsi nella via del ritorno.

Laurain rise aprendo il portone. Salì fino al quarto piano ed entrò in casa.
Iniziò a preparare il pranzo, da lì a momenti sarebbe tornato Daniel.
Per fortuna Matteo pranzava a scuola, era un bambino con gusti difficili e Laurain non aveva tempo per cucinare un capolavoro.

Mentre preparava il sugo voltò lo sguardo verso la finestra, di fronte a sé.
Sorprese la ragazza bionda intenta a guardarla mentre le scattava delle foto.

<<Ma cosa...?>> Laurain si avvicinò alla finestra guardando stranita l'obbiettivo della fotocamera.

Non aveva ancora compreso cosa stesse facendo fino a quando non partì il flash, accecandola.

<<È invasione della privacy questa!>> urlò Laurain uscendo velocemente dalla cucina.

<<Cazzo!>> Clara, la ragazza dai capelli biondi e dal fisico tonico, si era accorta troppo tardi di essere stata scoperta.

Spense la fotocamera nascondendola in camera sua.
Quando chiuse la porta della camera, sentì bussare prepotentemente.

<<Cazzo, cazzo, cazzo!>> sussurrava preoccupata.

Laurain si era preparata il discorso mentre saliva le scale di quel edificio.

"Ecco perché ha un fisico da far paura! Non c'è l'ascensore in questo edificio!" Aveva pensato.

La porta si aprì mostrando il viso plastico della ragazza bionda, Clara.

<<Può spiegarmi cosa stava facendo?!>>

Non diede il tempo di rispondere che parlò una seconda volta: <<Quella era invasione della privacy!>> urlò Laurain.

Il nostro amore||D.SDove le storie prendono vita. Scoprilo ora