#13

827 77 17
                                        

"Love is the light
scaring darkness away.
I’m so in love with you.
Make love your goal.,,

Le sue parole non sembravano nemmeno vere.
Le avevo talmente desiderate che non sembravano reali.
-Si è svegliato...- Sussurrai a me stessa come per rendermene davvero conto, mentre prendevo Fede per il polso e cominciavo a correre.
Si era svegliato. Riuscivo a pensare soltanto questo.
Non avrei mai avuto la pazienza di aspettare l'ascensore, per cui imboccai decine di corridoi e rampe di scale, per trovarmi davanti alla sala operatoria qualche minuto dopo.
Martina mi venne incontro, abbracciandomi forte. -Hai visto? Ce l'ha fatta, si è svegliato.- Sussurrò.
Portai una mano alla bocca, per coprire i singhiozzi. -Si può andare da lui?- Chiesi con voce rotta.
La mia migliore amica mi rispose dopo aver finito di abbracciare Fede. Ricordai quanto Ben avesse sempre detto che sembravano fatti l'uno per l'altra.
-Ho appena chiesto ad un medico. Dicono che si deve aspettare che si riprenda del tutto, poi lo sposteranno in una stanza normale dove potranno tenerlo sotto controllo per qualche giorno.-
Mi imposi di respirare normalmente per fermare il mio pianto.
Aspettammo un'altra ora prima che un medico ci desse il permesso di entrare nella camera che gli era stata assegnata.
-Per adesso, solo una persona per volta. Si deve riprendere da un grave trauma, e non vorremmo che troppe persone in una volta lo confondessero.- Fede e Martina mi spinsero subito in avanti.
-Perfetto. Quando si sente pronta, può entrare.-
Deglutii. Era da giorni e giorni che aspettavo solo quel momento. Mossi le gambe fino a fare un passo verso la porta, poi un altro e un altro ancora.
Improvvisamente, mi voltai. -E se non si ricordasse di me? Se non si ricordasse di nulla della sua vita?-
Fede e Martina sorrisero. -Certo che sai proprio come far salire l'ansia. Ma non siamo in un film, Soph. Si ricorda di te, non ti preoccupare.- Mi rassicurò Fede.
Allora, mi rivoltai e trovai la forza di aprire la porta e richiuderla alle mie spalle.
Lo vidi subito; era solo nella stanza.
Il suo sguardo perso fissava il mare fuori dalla finestra, e le dita si muovevano senza sosta, come a riflettere le mille emozioni ingarbugliate che stava provando in quel momento.
Non so spiegare a parole che cosa provai.
Sentii solo il mio cuore tornare al suo posto, i pezzi di me che si era portato via attaccarsi al resto.
Mi avvicinai a piccoli passi, aspettando solo il momento in cui avrebbe spostato i suoi occhi su di me.
E quando successe, sentii il cuore fare un balzo nel petto.
Si limitò a fissarmi, senza dire nulla.
Perché non parlava?
Un dubbio atroce mi saltò in testa: e se avesse perso la voce?
Piantala di farti pare mentali inutili. Te l'avrebbero detto, ansiogena che non sei altro.
-Soph...- Sentire il mio nome scivolare via dalle sue labbra fu come respirare dopo giorni e giorni di apnea.
-Ciao Ben...- Mormorai. Se avessi parlato normalmente, sarei scoppiata a piangere per l'ennesima volta, lo sapevo. -Come stai?- Gli chiesi, prendendo una sedia e portandola più vicino al suo letto.
Lo vidi scuotere la testa. -Più vicino.-
-Ma hai la flebo, e tutti i lividi sulle braccia...-
-Tutto 'sto dolore non è neanche minimamente comparabile a quello dovuto al fatto di non poterti stringere.- Disse sorridendo un po'.
Un sorriso ebete nacque sulle mie labbra.
Non era cambiato per nulla.
Delicatamente, mi stesi accanto a lui, attenta a non toccare la flebo collegata al suo braccio. Risentii il dolore che mi provocava ogni volta che, in ospedale, me ne infilavano una nel braccio.
Posai la testa sul suo braccio, ma la rialzai di scatto quando vidi il suo viso contrarsi in una smorfia di dolore. -Sc... Scusami sono... Un disastro...- Balbettai.
-Ehi... Tranquilla, okay?- Sussurrò, con gli occhi fissi nei miei. Rifugiai la testa sul suo petto, riuscendo ad ascoltare il battito del suo cuore dopo troppo tempo.
Avevo tante domande da fargli, cose da dirgli e che erano successe in sua assenza. C'erano tante parole che avremmo potuto dirci, ma così tante che a pensarci mi girava la testa. Eppure restavamo lì, in silenzio, stretti l'uno all'altra come per recuperare tutto quello che il tempo e la distanza ci avevano tolto.
-Se ti chiedessi di baciarmi... Diciamo ora, sarebbe inopportuno?- Mi tirai su, sempre con quel sorriso stampato sulle labbra a causa sua, e con un leggero slancio incontrai le sue labbra.
-No, non lo è.- Dissi sottovoce vicino alla sua pelle.
Non so quanto tempo passò. Potevamo essere rimasti a parlare di cose inutili come di cose importantissime anche per ore. Gli avevo detto tutto; da quanto ero stata male alla felicità temporanea che avevo provato quando l'avvocato l'aveva dichiarato libero.
Quando gli dissi che l'avevamo fatto solo per lui, non aspettò che finissi, mi attirò a sé e mi baciò un'altra volta. -Che cosa ho fatto io per meritarti?- Chiese quasi a sé stesso, accarezzandomi una guancia. -Ti amo, Sophia. Sarà la millesima volta che te lo dico, eppure ogni volta ti amo un po' di più. Non hai idea di come fosse la mia vita prima che arrivassi tu. Ti mi hai sempre fatto venire voglia solo di diventare migliore per... Per te. Non m'importava di nulla, non avevo uno scopo, un motivo per continuare. Avrei potuto tranquillamente gettare la spugna che accanto a me ci sarebbe stato solo il mio migliore amico. Tutto questo, però, prima di te. Non hai idea di tutto il bene che mi hai fatto. Mi hai salvato senza saperlo. E lo fai ogni giorno. E non te ne accorgi mai.-
-Tu hai salvato me, Ben, nonostante tu continui a dirti che non sai fare nulla. Perché se riesci tutti i giorni a farmi ridere, sentire amata e così dannatamente protetta e lontana dai miei soliti mostri non è poco.-
-Non ho niente di speciale, ma se ridi poi vuol dire che una cosa la so fare.- Disse, cantando una delle tante canzoni ch avevamo ascoltato insieme.
Ritornai a stringerlo. -Tante se ne sarebbero andate al posto tuo, ma tu non l'hai fatto.- Disse guardando il vuoto. -Grazie per essere rimasta.-
Mi avvicinai al suo viso e alle sue labbra come per baciarlo, per poi allontanarmi quanto bastava per vedere il suo sguardo arrabbiato per il bacio mancato.
Presi il suo viso tra le mani.
-Non devi nemmeno chiederlo.
Io resto,
e resterò per sempre.
Promesso.-

/

buona Immacolata a tutte, dolcezze! <3
sto aggiornando tantissimo in questi giorni, love me like never before
domani ho educazione fisica, chi mi salva?
anyway, ma quei due infami di ben e rico che se ne vanno in africa dove ci sono quaranta gradi mentre io sono qui a congelare la mattina alle sette per aspettare un cavolo di pullman? shish

dove vorreste essere in questo momento?

love u,
C.

without you / benjamin mascoloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora