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"Holding onto a dream
While she watches these walls fall down
Sharp words like knives, they were cutting her down
Shattered glass like the past, it’s a memory now
Holding onto a dream
While she watches these walls fall down

Hey mom, hey dad
When did this end?
When did you lose your happiness?
I’m here alone inside of this broken home
Who’s right, who’s wrong
Who really cares?
The fault, the blame, the pain’s still there
I’m here alone inside of this broken home, this broken home.,,

Ben.

Come rividi il suo viso, pensai solo a quanto fosse bella. Il sole che stava tramontando filtrava dalla finestra ed un raggio la colpiva in pieno viso, rendendo i suoi occhi così maledettamente trasparenti, belli. I suoi capelli dorati ed il suo sorriso più luminoso. Mi raggiunse in pochi passi, quando l'infermiere smise di tenerle il braccio.
-Porter, dieci minuti al massimo.- La avvisò prima di uscire.
Nonostante mi sentissi così debole da riuscire muovere a malapena un braccio, lo fulminai con uno sguardo. Cosa voleva da lei? Si conoscevano? Mi accorsi che mi stavo agitando, e in qualche modo tentati di calmarmi. Quando lo facevo la cicatrice sembrava sempre farmi più male.
-Chi era quello?- Chiesi con voce dura.
Si bloccò a poca distanza da me, come se avesse voluto abbracciarmi. -Un infermiere, Ben... Non c'è nulla di strano...-
-Per me sì. Perché ti teneva il braccio?- Diamine. Fingere di essere arrabbiato con i postumi di un proiettile che ti è entrato in corpo non era la cosa migliore che avessi mai fatto.
-Aveva solo paura che cadessi Benjamin. Si può sapere che cos'hai?-
Ormai si era allontanata. Aveva le lacrime agli occhi. Speravo solo che non piangesse, o non l'avrei sopportato e non avrei resistito più. Le avrei detto di correre tra le mie braccia, che poi era proprio quello che stavo cercando di non fare.
-Vieni.-
-Come vieni?-
-Vieni qui.-
-Sono qui.-
-Più vicino.-
-No.-
-Perché?-
-Sei tu quello arrabbiato senza un motivo oggi.-
-Almeno dammi la mano.-
-No. Poi romperai anche per quello, senza un motivo.-
-No. Promesso.-
I nostri occhi si incrociarono. -Non fai l'arrabbiato?-
-Non lo faccio, te lo giuro.-
Allora la sentii, la sua mano, che si legava alla mia per portarle il suo pezzo mancante.
Improvvisamente, ma tanto il motivo lo sapevo; era lei così vicino a me, faticai a respirare normalmente.
-Soph... Dobbiamo allontanarci.-
Vidi i suoi occhi spalancarsi, piano.
-Sei in pericolo vicino a me. E non voglio che tu lo sia.-
Vidi da come aveva smesso di guardarmi che stava cercando di controllarsi. Per non scoppiare a piangere, urlare o tirare pugni al muro.
-Non voglio che sia per tanto tempo. Non ce la farei neanch'io... Solo fino a quando sarà certo il fatto che Ryan sia stato rinchiuso.-
-Lo pensi davvero?- Disse ad alta voce, con un tono indecifrabile, puntando gli occhi verso di me.
Sentii il cuore battere in modo più veloce, quasi fino a farmi male.
di no. di no. Potresti proteggerla tu. E poi mai vedi tu senza di lei? Devo ricordartelo io come sei stato male? Non importa quanto lei sarà in pericolo, finché state insieme, mi dissi.
Ma ero troppo spaventato. Se Ryan non fosse stato internato avrebbe cercato prima Sierra, poi me e poi chi aveva cercato di fargli prendere una botta in testa peggiore di quella che aveva subìto. Sophia. No, dovevo essere sicuro che lui fosse rinchiuso in una cella, dove meritava di stare.
-Sì credo... Credo che sia il caso di restare... Lontani, per un po'.-
-Per un po'?- Chiese, sarcastica.
-Soph... Lo faccio per te, credi che io...-
-No. No Benjamin... Non dire nulla. Non ce la faccio.- Sentire il mio nome per intero pronunciato da lei era l'equivalente di sentire qualcuno prendere i lembi di pelle accanto alla mia cicatrice e tirare fino a riaprirla.
Deglutii.
Vieni qui. Anche se non sembra, sto morendo dalla voglia di abbracciarti di nuovo.
Ma non lo fece, ed io non potevo contraddirla.
Si diresse verso la porta, ma lì si fermò. Come per pensare alle parole da dire.
-Sai... Benjamin...-
Un'altra mazzata.
-Credo che se volessi davvero fare qualcosa per me mi avresti semplicemente abbracciato e detto che non sono in pericolo finché sono con te. Ma... No, niente... Scusa.-
La sua voce rotta, un'altra mazzata.
Ma poi chiuse la porta, e mi lasciò solo.
O no; per la precisione lasciò soli me e le mie voci in testa.
Quelle che mi dicevano ciò che sapevo già.
Che avevo sbagliato a lasciarla andare.
Che avevo sbagliato a dirle tutte quelle cose. Lei non se lo meritava, tutto questo.
Che avevo sbagliato a farle passare così tanto dolore. Così tante cose più brutte che belle.
Che avevo sbagliato. Come sempre.

/

  posso dire che se non trovo nessuna nuova idea, 3 o 4 capitoli e anche questa storia sarà finita...
  non voglio, uffa.
  comunque, mi consigliate qualche canzone bella da ascoltare? se volete che ricambi chiedete semplicemente "tu?" :)
  ve se ama

  baci alla pesca,
C.

without you / benjamin mascoloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora