#18

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"And you can't fight the tears that ain't coming
Or the moment of truth in your lies
When everything feels like the movies
Yeah you bleed just to know you're alive
And I don't want the world to see me
'Cause I don't think that they'd understand
When everything's made to be broken
I just want you to know who I am.,,

And I don't want the world to see me - e io non voglio che il mondo mi veda
'Cause I don't think that they'd understand - perché non penso che la gente potrebbe capire
When everything's made to be broken - quando tutto è stato fatto per essere distrutto
I just want you to know who I am
-Cosa... Ehm... Come mai ti trovi... Da queste parti?- Lo sentii dire.
Da queste parti?! Aveva cambiato continente, diamine!
-Ehi, non preoccuparti. Solo... Resterò un po' qui in Italia con Martina come lei ha fatto con me a Sydney. Sono qui perché nello sgomberare la mia camera ho trovato un po' di cose tue che ti eri dimenticato nella mia stanza al college.-
-Oh... Grazie Sierra.- Fece Ben, imbarazzato. Potevo cogliere un'ombra di sorriso nella sua voce.
-È uno scatolone abbastanza pesante. Eri e credo sia ancora la persona più smemorata che abbia mai conosciuto se ti sei dimenticato così tante cose da me.-
-Fidati, lo sono ancora.- Disse lui passandosi una mano nel ciuffo.
-Okay ehm... Credo di poter andare adesso... Volevo solo darti questo e... Ci si vede, okay?-
Potevo notare dalla mia postazione (e gli agenti dell'FBI muti) quanto la situazione fosse tesa tra i due. Sembrava stessero facendo il possibile per non cadere dalla corda sopra alla quale si erano ritrovati a camminare.
-Aspetta.- La bloccò lui. Lei si voltò, quasi sorpresa che volesse parlare ancora con lei. -Potremmo... Vederci... Uno di questi giorni. Sempre se ne hai voglia, cioè...-
Sierra sorrise. -Certo, mi farebbe piacere.-
Dopo un altro paio di sorrisi imbarazzati, lei se ne andò e Ben chiuse la porta. Si diresse verso di me tenendo tra le braccia lo scatolone dall'aria pesante che Sierra gli aveva portato.
-Non me l'aspettavo...- Mormorò tra sé e sé, risedendosi accanto a me con lo scatolone a dividerci.
-Guarda il lato positivo; potreste cercare di sistemare ulteriormente le cose, no?- Gli feci notare.
Mi guardò con aria interrogativa. -Tu che guardi il lato positivo delle cose? Ma non eri il pessimismo fatto persona?- Chiese ghignando togliendo lo scotch che sigillava la scatola.
-Potrei offendermi molto!- Feci con aria teatrale.
-Smettila mancata attrice.- Disse ridacchiando.
Aveva aperto lo scatolone, e all'interno scorsi tantissimi oggetti, foto, libri, penne, piccoli quaderni, immancabili fogli e addirittura dei guanti da boxe.
-Vuoi restare da solo?- Chiesi sottovoce stringendo le ginocchia al petto.
Alzò gli occhi dalla foto che stava fissando. -Cosa? No, resta qui... Ti prego.-
Sorridendo, piano, mi avvicinai per posare la testa sulla sua spalla.
-Guarda. Me l'hanno scattata a sedici anni, quando stavo scrivendo "Prendimi per mano".- La polaroid che mi porse ritraeva lui seduto in terra accanto ad un albero, con la chitarra in mano ed un quaderno di scuola davanti dal quale probabilmente aveva strappato qualche foglio. Aveva una mano sul collo della chitarra ed era leggermente piegato in avanti per scrivere un verso della canzone sulla carta.
Pescò tra gli oggetti vari plettri. -Quando ricominciai a suonare ne avevo a centinaia di questi, proprio perché me li dimenticavo ovunque.- Spiegò sorridendo.
Tirò fuori dalla scatola vari libri quasi tutti in inglese, come Novecento di Alessandro Baricco, Fai bei sogni, raccolte di poesie e racconti di tantissimi poeti e scrittori come Leopardi o Hemingway e tanti altri classici, come Romeo e Giulietta, Orgoglio e pregiudizio, Cime tempestose, Il ritratto di Dorian Grey. Allora leggeva così tanto anche quando era più piccolo.
-E questa?- Chiesi, mostrandogli una polaroid. Lo ritraeva accanto a Sierra mezzo sorridente e con un bicchiere in mano, ma quello che saltava più all'occhio erano i lividi che gli coloravano il viso. Probabilmente aveva sedici anni, e si vedeva che era cambiato tanto.
Gli occhi del Ben della foto erano vuoti eppure allo stesso tempo pieni di disordine. Occhi di chi non ha mai trovato pace ma non fa altro che chiederne, di chi è consapevole di tutti i suoi problemi ma non riesce a trovare una soluzione. Di chi si sente la propria gabbia e non trova una via d'uscita a te stesso.
Prese tra le mani i guantoni da boxe. -Nelle giornate in cui la rabbia prendeva il sopravvento mi rinchiudevo in palestra e prendevo a pugni il sacco fino a scorticarmi le dita nonostante indossassi i guanti. Ma non mi limitavo a quello. Lottavo fino a quando non ne avevo date il doppio di quanto ne avevo prese. E il punto che nella boxe si colpisce di più, è il viso.-
-Mi dispiace per tutto il male che ti hanno fatto.- Sussurrai.
-Lo volevo provare. Sembra strano, ma è così. Volevo sentirmi vivo, in qualche modo, e se quel modo era il dolore ero pronto ad accettarlo.-
Deglutii e non ribattei più.
Passammo tutta la notte così, a rivedere le sue vecchie foto e le brutte dei testi delle canzoni che aveva scritto in passato. Sierra compariva in molte delle polaroid che si trovavano nella scatola. Nonostante non lo volessi, cominciai a chiedermi se Ben mi avesse sempre detto la verità completa su loro due.
Davvero erano stati sempre e solo amici?
Non che ormai avrebbe cambiato le cose, ma, in un modo o nell'altro, sentivo che c'era qualcos'altro. Qualcosa che lui non mi aveva mai detto sul periodo passato in Australia anche con lei.
Quando ci addormentammo l'uno tra le braccia dell'altra, mentre ancora il suo cellulare trasmetteva a ripetizione una canzone dei Goo Goo Dolls, erano le quattro.
Mi svegliai di scatto dopo poco che eravamo ancora più stretti. Fu solo questo che mi tenne al sicuro dagli strascichi dell'incubo che mi aveva appena segnata.
È stato solo l'ennesimo incubo, uno come tanti altri, tentavo di ripetermi.
Eppure sentivo come se quell'incubo avesse voluto dirmi qualcosa. Come se avesse voluto mettermi in guardia.
Ma da cosa?
I miei occhi si spostarono su Ben che non si era svegliato ancora accanto a me e sulla foto di lui e Sierra sorridenti che era restata nella sua mano.
C'era davvero qualcosa riguardo al loro passato di cui io non sapevo nulla?

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CIAONE
  questo era un piccolo regalo di Natale, e ancora augurii :)
  oggi sono andata a pattinare sul ghiaccio che manco i professionisti, quindi sto tipo morendo di stanchezza e ora come una persona sana di mente farebbe dovrei andare a dormire, per cui.. spero vi sia piaciuto, voglio i comments as always <3
  baci alla pesca (mike bird my love),
C.

without you / benjamin mascoloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora