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Forse... sì, o proprio no- Cap. 4 di 7

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Non vidi Harry per circa due giorni. Non ci stavamo evitando, eravamo entrambi pieni di impegni e solo la mattina avevamo occasione di parlare in tranquillità.
A lavoro, correvamo e a casa... be', ci stavamo veramente poco e quelle rare volte ci scambiavamo dei monosillabi. Non accennò mai all'incidente, anzi agli incidenti in bagno, e io, in compenso, fui più attenta e non rifeci lo stesso errore.
Il venerdì sera arrivò tanto desiderato anche perché non ero mai stata così stanca e avevo deciso di passare la serata sul divano. Al diavolo tutto, volevo solo rilassarmi con una pizza e un bel film e se Harry avesse osato dire qualcosa in contrario, sarei stata capace di Schiantarlo senza dargli la possibilità di redimersi.
Quando arrivò non fece neppure caso alla mia presenza. Si recò in fretta in camera e ne uscì una decina di minuti dopo, pronto per la serata, mentre io mi chiedevo dove trovasse tutte quelle energie. Nei biscotti che avevo comprato al supermercato il giorno prima?
"Dove vai?" Gli chiesi, rivolgendogli un lungo sguardo di approvazione.
"In un pub con un'amica."
Sembrava quasi che volesse scappare, sfuggire al mio piccolo interrogatorio, mentre io avrei voluto tempestarlo di domande. Amica, quale amica? Non gli bastavo io? O forse, era solo un eufemismo per dire "fidanzata"?
Spensi la televisione innervosita. "La conosco?"
"Ehm... si è fatto tardi, devo proprio andare. Non rimanere alzata per me!"
Era la mia impressione o il mio migliore amico aveva appena evitato di rispondere a una semplice domanda e aveva preferito dileguarsi?
Bene. Se voleva comportarsi come una persona immatura, avrei fatto lo stesso.
Mi diressi verso la mia personale videoteca e presi tanti, troppi film, ma la mia intenzione era di aspettare Harry e di vedere la sua amica, non mi importava di fare le ore piccole, solo di soddisfare la mia curiosità.
Afferrai il telecomando in modo brusco, mentre avviavo la visione del primo film.
Sarebbe stata una lunga serata.


Era passata da poco la mezzanotte quando  fece ritorno e io ero arrivata alla visione del secondo film. Il primo era finito con la morte tragica dei protagonisti che scoprivano di amarsi dopo i loro rispettivi matrimoni. Per fortuna, il secondo sembrava promettere meno lacrime e più sport tra le lenzuola, anche perché avevo finito le scorte di fazzolettini e di lacrime.
Harry arrivò proprio mentre i personaggi del film, due anime solitarie, che avevano passato la loro vita a cercarsi, appagavano la loro sete di estasi carnale... insomma avete capito!
"Hermione stai dormendo?"
Credi che possa addormentarmi quando il film si fa interessante? Mi girai con un sorriso biricchino, mentre i miei occhi si soffermavano sulla figura femminile alla porta: Cho Chang.
Ecco, fra tutte le ragazze con cui poteva uscire, perché aveva scelto quella che mi stava più antipatica?
La sua amichetta ha tradito l'ES, non ricordi Harry? Non mi importava se all'epoca fosse poco più che una ragazzina, le amicizie vanno scelte bene e lei, invece, frequentava un'idiota!
"Cho, che piacere rivederti!" Faccia di bronzo, faccia di bronzo.
"Harry non mi aveva detto che ti avrei trovata qui a casa sua." La sua espressione tradiva una certa incredulità e io ne gioii.
Sbattei le ciglia con fare innocente prima di replicare. "Non ti aveva accennato che conviviamo? E per la cronaca, questa è casa mia."
Sapevo che "convivere" non era la parola esatta, sarebbe stato meglio dire "dividere casa", ma in quel momento non mi misi a scegliere le parole e il mio lessico con cura. Ero gelosa del fatto che lui avesse scelto Cho per quella sera, anziché invitare me.
Che poi, cosa aveva di tanto speciale? Capelli neri, bassa, occhi piccoli. Voleva paragonarli con i miei bei occhi castani e la mia massa scomposta e disordinata di riccioli?
Notai che portava un piccolo fiore all'altezza dell'orecchio, e una vocina nella mia testa mi suggerì che forse era stato un dono di Harry.
"E quello?" dissi, indicando la margherita.
"Non le sta bene? L'ha preso da un'aiuola," intervenne il mio amico, come a volerla proteggere.
Da un'aiuola? Non potei reprimere una faccia disgustata. "E se un cane ci aveva fatto la pipì? Hai controllato che non ci fossero insetti? Io ho il terrore che uno scelga di avventurarsi nella mia chioma! Potrei ritrovarlo dopo mesi con prole a seguito."
Forse esagerai un pochino, ma quando si tolse di scatto il fiore per gettarlo per terra, non potei ridere apertamente.
"Hermione..." Gli occhi verdi mi squadrarono con freddezza come per rimproverarmi. Furono peggio di una secchiata gelida, perché mai prima di allora mi aveva guardato in quel modo.
"Sarà meglio che io vada."
Sì, vai via! Ero rimasta alzata per cosa? Per guadagnarmi occhiati ostili da parte del mio migliore amico che ora mi considerava solo una bambina capricciosa.
"Ti chiamo domani, Cho" disse, abbracciandola affettuosamente, mentre con una mano le aveva sistemato i capelli in disordine, nello stesso punto in cui prima c'era il fiore. Una scena che mi provocò una fitta allo stomaco.
Quando la piccola orientale uscì di scena, finsi di ignorare il suo sguardo truce e raccolsi quella maledetta margherita.
"Perché sei stata così sgarbata?" Il suo tono era basso, deluso.
"Non mi ha mai fatto simpatia a scuola!" Ok, era una scusa un po' debole.
"Hermione, siamo cresciuti da allora... siamo cambiati! Io non sono più quel bambino con gli occhiali rotti e i vestiti enormi di mio cugino Dudley e tu non sei più quella piccola So-Tutto-Io..."
Alzai una mano al culmine dell'esasperazione. "È passata tanta acqua sotto i ponti, ma io non sono cambiata di una virgola e lei non mi piace. Stop."
"Stop? Frequenti Pansy e di lei non ti lamenti."
Ma Pansy non vorrebbe infilarsi nel tuo letto!
"Lei è diversa..."
"Perché?"
Perché? Bella domanda!
"Perché, Hermione?" Chiese ancora, pronunciando il mio nome in maniera sensuale o almeno fu quello che pensai dopo la visione di troppi film romantici.
"Non lo so." Non era vero, avevo cominciato a capire, però ero troppo codarda dal volerlo ammettere a me stessa e non l'avrei mai ammesso a lui. Mai.
"Oh sì, prendimi ora. Ti prego, voglio essere tua."
"E lo sarai, piccola."
"Uh... oh!"

"Non lo so." Ripetei ancora come un'idiota, mentre lui continuava ad avvicinarsi a me.
"Sì... sì... di più."
"Ti amo, piccola"
"Ti amo anche io."

Non saprei dire se fu il film e quelle battute a spezzare l'incantesimo o forse la consapevolezza di commettere qualcosa che avrebbe potuto mettere a repentaglio la nostra amicizia. Io ero Hermione e lui Harry, eravamo troppo amici per pensare di finire a letto insieme, e io non volevo essere solo una delle tante.
Volevo essere l'unica.

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