Vivere la luna - Cap. 6 di 10

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{Vivere e tornare a casa}

#Passo sesto


Bussò alla porta di Hermione cinque anni dopo. Non vi era più traccia di quel ragazzino che aveva conosciuto, era diverso. Sembrava uno di quegli alberi secolari che nemmeno un'alluvione è capace di portar via, fitto con la sua vegetazione ricca, ma pieno di ombre.
"Sei tornato."
Quante volte aveva sognato quel momento? Quante volte aveva ripetuto il discorsetto da fargli? Si limitò ad abbracciarlo e a perdersi nel suo odore. Era vivo ed era tornato da lei.
Le bastò poco per capire che non vi era più traccia di Harry Potter nell'uomo seduto sul suo divano; poteva averne l'aspetto, la cicatrice, ma quegli occhi non erano i suoi. Verdi, come sempre, ma cerchiati e velati da un'eterna tristezza, come se fosse stanco di vivere.
"Dove sei stato?"
La bocca di Harry si era aperta più volte, senza mai emettere alcun suono.
Fu solo quando Hermione si gettò ai suoi piedi, abbracciando le gambe, che finalmente lui riuscì a parlare.
"Mi dispiace. So che mi hai cercato e so di aver sbagliato..."
"Non importa, Harry." Le parole uscirono soffocate e quasi bisbigliate, non voleva che lui si scusasse; la rabbia si era dissolta appena aveva aperto la porta.
"A me, sì. È che dovevo farlo da solo" aveva detto, mentre accarezzava la chioma riccia dell'amica.
"Fare cosa?" A Hermione bastò guardarlo in viso per avere la risposta, vi lesse tutti quegli anni di lontananza, e capì perché fosse scappato e avesse evitato sia lei che Ron.
Le sue mani erano intrise di sangue, sporche, dannate; mentre la sua anima sembrava bruciare, soffrire senza trovar pace.
"Ron?" chiese invece.
"Sta bene. Ho saputo che si è fidanzato con una ragazza Babbana. Immagino che sarà divertente sentirlo sbagliare tutti i nomi degli elettrodomestici..."
"Non capisco, Hermione." Era sceso dal suo posto per sedersi sul tappeto. Erano a faccia a faccia e la sua espressione confusa le provocò un nodo alla bocca dello stomaco.
"Quel giorno tutto è cambiato. Noi siamo cambiati," aveva spiegato Hermione.
E Harry sorrise, come quando l'aveva conosciuto a 11 anni. "Tu non sei cambiata, sei sempre la mia piccola Hermione."
Le dita della ragazza si erano poggiate sul viso di Harry in un gesto brusco, quasi repentino. Il petto di Hermione cominciò a sussultare, scosso dai primi singhiozzi che divennero sempre più forti, quasi come se volessero spezzarle il respiro. Pianse senza mai smettere di guardarlo negli occhi e, quando si calmò, appoggiò il capo sul suo petto; ascoltò i battiti del suo cuore e si calmò.
Per la prima volta dopo tanto tempo Hermione sognò.




NdA: I'm back! Ferie finite, si torna alla routine... più che altro a lavoro :(
A presto!

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