Vivere la luna - Cap.2 di 10

227 19 0
                                        

{Vivere e ricordare}


#Passo secondo

Era al settimo cielo, anche più esaltata della sua prima volta. Tornare a Hogwarts, nella sua vecchia scuola, e completare gli studi, le aveva messo addosso tanta energia. In quell'ultima settimana, i suoi genitori avevano faticato a starle dietro e a condividere con lei le stesse emozioni.
Avevano ritrovato la figlia solo da pochi mesi e già dovevano dirle addio, ma non potevano neanche spegnere quel sorriso dalle sue labbra. Era bella come non mai: quelle gote rosse, accese per l'euforia, erano capaci di trasmettere allegria anche a loro, preparandoli alla prossima e dolorosa separazione.
Quel giorno, i piedi di Hermione sembravano aver preso il volo; non aspettava che i suoi genitori la raggiungessero, anzi voleva mettere una certa distanza da loro, non perché volesse scappare e non li amasse abbastanza, ma solo perché intendeva arrivare al binario il prima possibile.
Desiderava vedere loro: i suoi migliori amici; era sicura di trovarli là, nonostante le avessero detto più di una volta che non avrebbero seguito il suo esempio, e che quindi ci sarebbe stata solo Ginny con lei.
Si fermò per aspettare i suoi genitori e, quando questi la raggiunsero, attraversò la barriera magica, quel muro che la separava dal mitico Espresso. E, infatti, la prima cosa che i suoi occhi videro furono proprio le chiome rosse dei Weasley, e poco distante da loro, un ragazzo che avrebbe riconosciuto ovunque.
"Ron! Harry!" Corse, corse, sempre più veloce fino a raggiungerli e ad abbracciarli.
Le sue mani si erano strette attorno al collo di Ron e, anche se aveva gli occhi chiusi, sapeva quanto fosse imbarazzato. Il battito del suo cuore parlava per lui.
"Sono un tantino geloso, Hermione, abbracciavi sempre me per prima." Harry Potter aveva parlato lentamente, strizzando un occhio a Ginny mentre reclamava le attenzioni della sua amica.
"Oh, ma tu avrai sempre un posto speciale per me, Harry." La ragazza aveva accompagnato le parole con un bacio sulla sua guancia, ma non poté evitare di appoggiare il viso sul suo petto.
"Come faremo senza di voi, ragazze?"Con una mano aveva accarezzato la testa della sua fidanzata, che era rimasta per tutto il tempo in silenzio, come se si sentisse di troppo. Harry conosceva fin troppo bene Ginny per sapere che mai avrebbe rivelato le sue paure; era forte, tenace, o forse si fingeva tale, ma la sua espressione sembrava sempre indecifrabile. Aveva aspettato per così tanto tempo Harry, che un simile allontanamento era una bazzecola; l'ultimo anno e poi niente e nessuno si sarebbe messo tra di loro.
Al contrario Hermione era sempre stata al loro fianco e avrebbe tanto voluto che anche i suoi migliori amici andassero con lei; si sentiva infantile e anche un po' egoista, ma temeva di rimanere sola a Hogwarts, perché solo con loro si sentiva a casa e felice come non mai.
"Promettimi che terrai d'occhio Ron. Ho paura che farà saltare in aria il negozio" disse, rivolgendosi a Harry e ignorando gli sbuffi del suo fidanzato.
"Ehi! Non ti fidi mai di me."
"Ti conosco, Ronald." Risero come un tempo, come non credevano di fare più.
"Hermione..." I genitori della ragazza avevano aspettato per farsi avanti, non volendo interrompere la loro figlia, consapevoli dell'importanza che i due ragazzi ricoprivano nella sua vita.
"Signori Granger, come state?"
Harry aveva preso le redini della conversazione, salvando Ron, che in loro presenza era sempre goffo e impacciato. La prima volta che li aveva conosciuti era stato alquanto imbarazzante per tutti. Avevano accompagnato la loro amica in Australia, aiutandola nel difficile compito di rintracciare i suoi genitori e di annullare l'effetto dell'Oblivion.
E ci erano riusciti, tutto era filato liscio come l'olio; Hermione aveva potuto riabbracciarli, recuperando ogni loro ricordo, e tutte le sue paure erano scomparse.
Anche allora Harry aveva parlato per tutto il tragitto e, quando Hermione aveva rivelato loro che c'era una notizia importante da comunicare, il signor Granger aveva stretto la mano di Harry, sbagliando l'oggetto delle sue attenzioni. Ron aveva assistito alla scena con un crescente disagio e, anche se si erano scusati, non riusciva a essere loquace come il suo migliore amico.
"Noi stiamo benissimo, anche se vorremmo tanto che Hermione non partisse, ma tanto abbiamo cresciuto una mangialibri e non una ragazza normale!"
"Tornerà presto, me lo sento."
Le sue parole furono meglio di una profezia e, come era successo tanti anni prima, macchiarono di rosso la vita di Harry.




NdA: E siamo tornati indietro nel tempo, esattamente alla fine della Guerra con Voldie! Siete ansiosi? Siete angosciati? PERFETTO!!!

A lunedì ;)

An endless loveDove le storie prendono vita. Scoprilo ora